Concorsi: ai fini della valutazione dei titoli, valgono solo quelli indicati nella domanda di partecipazione

Concorsi: ai fini della valutazione dei titoli, valgono solo quelli indicati nella domanda di partecipazione

Nella Sentenza n. 6900 del 2 novembre 2021 del Tar Campania, i Giudici amministrativi, in base all’art. 16 del Dpr. n. 487/94 – che espressamente prevede che “i concorrenti che abbiano superato la prova orale dovranno far pervenire alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione pubblica, per i concorsi unici, o all’Amministrazione interessata, nel caso di concorso espletato dalla medesima, entro il termine perentorio di 15 giorni decorrenti dal giorno successivo a quello in cui hanno sostenuto il colloquio, i documenti in carta semplice attestanti il possesso dei titoli di riserva, preferenza e precedenza, a parità di valutazione, il diritto ad usufruire dell’elevazione del limite massimo di età, già indicati nella domanda, dai quali risulti, altresì, il possesso del requisito alla data di scadenza del termine utile per la presentazione della domanda di ammissione al concorso. Tale documentazione non è richiesta nei casi in cui le Pubbliche Amministrazioni ne siano in possesso ne possano disporre facendo richiesta ad altre Pubbliche Amministrazioni” – hanno affermato che il candidato di un concorso pubblico in possesso di titoli di riserva è tenuto a dichiararlo nella domanda di partecipazione. La disposizione de quo detta un Principio di semplificazione procedimentale che esonera i candidati dal deposito di documenti già in possesso dell’Amministrazione, ma a condizione che il titolo sia stato previamente dichiarato in domanda. Pertanto, i titoli di riserva o preferenza sono quelli “già indicati nella domanda” e dai quali risulti altresì il possesso del requisito alla data di scadenza del termine utile per la presentazione della domanda di ammissione al concorso. La disposizione non ammette interpretazioni alternative, posto che una valutazione successiva di un requisito mai dichiarato comporterebbe una integrazione della domanda e non una regolarizzazione.


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