Concorsi: inammissibile il ricorso avverso la graduatoria provvisoria

Concorsi: inammissibile il ricorso avverso la graduatoria provvisoria

Nella Sentenza n. 1400 del 3 maggio 2021 del Tar Catania, i Giudici hanno ritenuto infondato il ricorso presentato da una concorrente avverso la graduatoria provvisoria di un concorso. Il Collegio, in linea con l’orientamento della giurisprudenza prevalente, hanno affermato che le contestazioni dei concorrenti avverso lo svolgimento delle procedure concorsuali devono appuntarsi contro il provvedimento di approvazione definitivo della graduatoria, provvedimento costitutivo di amministrazione attiva che ha carattere conclusivo del procedimento di concorso e da cui dipende la lesione attuale e definitiva della sfera giuridica dell’interessato, tanto che un’eventuale precedente impugnazione della graduatoria provvisoria, in considerazione della natura endoprocedimentale degli atti antecedenti la graduatoria definitiva, diviene improcedibile. E ciò in considerazione della circostanza che spetta all’Amministrazione la verifica degli atti concorsuali e la sua approvazione con formale provvedimento, idoneo a concretizzare e ad attualizzare la lesione, potendo – in ipotesi – l’Amministrazione non approvare gli atti. Pertanto, la graduatoria provvisoria, costituisce un atto endoprocedimentale perché ancora suscettibile di rettifica e di modifica senza che l’Amministrazione debba esercitare il potere di annullamento in autotutela di cui all’art. 21-nonies della Legge n. 241/1990. Infatti, sul punto i Giudici chiariscono che la rettifica della graduatoria provvisoria di un concorso – trattandosi di atto infraprocedimentale – non comporta il definitivo consolidamento delle posizioni giuridiche dei soggetti utilmente graduati e non necessita di previa comunicazione dell’avvio del procedimento a soggetti diversi da quelli interessati alla modifica, i quali potranno comunque contestare la graduatoria definitiva o anche la rettifica se successiva, deducendo l’illegittimità del punteggio attribuito al controinteressato. Dunque, l’approvazione della graduatoria di merito definitiva del concorso pubblico indetto per la copertura di posti di “Pubblico Impiego” e la successiva nomina dei vincitori non sono atti meramente esecutivi della precedente determinazione di approvazione della graduatoria provvisoria di merito, ma atti dotati di una propria autonoma capacità lesiva, quanto meno per essere espressione di un nuovo, autonomo ed indipendente potere di provvedere rispetto a quello esercitato in precedenza, con conseguente onere per l’interessato di impugnarli nei termini di decadenza.


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