Concorsi pubblici: il termine per impugnare gli atti decorre dalla data in cui è stato reso noto l’esito

Concorsi pubblici: il termine per impugnare gli atti decorre dalla data in cui è stato reso noto l’esito

Nella Sentenza n. 607 del 21 settembre 2017 del Tar Basilicata, un dipendente comunale impugna gli atti di approvazione della graduatoria definitiva dell’Avviso pubblico di selezione, per titoli e colloquio, per l’assunzione a tempo determinato di un’unità nel profilo di collaboratore tecnico professionale-sociologo, Categoria “D”.

I Giudici chiariscono che, in linea generale, nei concorsi a posti di pubblico impiego, il termine per l’impugnazione degli atti di concorso decorre dalla data di conoscenza del relativo esito, che si fa coincidere con il provvedimento di approvazione della graduatoria, in quanto solo da detto atto può scaturire la lesione attuale della posizione degli interessati e la sua conoscenza reca in sé tutti gli elementi che consentono all’interessato di percepirne la portata lesiva. Inoltre, i Giudici pongono in evidenza che il Dpr. n. 220/01, recante la disciplina concorsuale del personale non dirigenziale del Servizio sanitario nazionale, richiamato dall’avviso pubblico in questione, dispone, all’art. 18, che la graduatoria dei concorsi venga pubblicata nel Bollettino ufficiale regionale, evidentemente onde adempiere all’obbligo di rendere pubblico e conoscibile l’esito del concorso, nonché per l’effetto della conoscenza legale, mentre dagli atti di causa tale pubblicazione non risulta essere stata effettuata.


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