di Riccardo Compagnino
C’è qualcosa di profondamente malato nel rapporto tra Stato, cittadini e fiscalità locale in Italia. Ogni pochi mesi arriva una nuova “pace fiscale”, una nuova rottamazione, una nuova sanatoria che promette di chiudere il passato e semplificare il futuro. Ma il risultato concreto è l’opposto: più confusione, più disuguaglianza, meno credibilità istituzionale.
Imu, Tari, multe, cartelle, definizioni agevolate nazionali e comunali: il cittadino ormai naviga in un labirinto normativo dove persino commercialisti e uffici tributi faticano a orientarsi. Scadenze differenti, procedure diverse, enti che aderiscono e altri che non aderiscono, sconti variabili, interessi cancellati in
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