Contenzioso tributario: appello notificato a mezzo posta

Contenzioso tributario: appello notificato a mezzo posta

Nell’Ordinanza n. 6218 del 4 marzo 2019 della Corte di Cassazione, i Giudici di legittimità hanno chiarito, con riguardo alla notificazione dell’appello nel Processo tributario a mezzo del “Servizio postale”, che:

1) il termine di 30 giorni per la costituzione in giudizio del ricorrente e dell’appellante, che si avvalga per la notificazione del “servizio postale universale”, decorre non dalla data della spedizione diretta del ricorso a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento, ma dal giorno della ricezione del plico da parte del destinatario (o dall’evento che la legge considera equipollente alla ricezione);

2) non costituisce motivo d’inammissibilità del ricorso o dell’appello che sia stato notificato direttamente a mezzo del “servizio postale universale”, il fatto che il ricorrente o l’appellante, al momento della costituzione entro il termine di 30 giorni dalla ricezione della raccomandata da parte del destinatario, depositi l’avviso di ricevimento del plico e non la ricevuta di spedizione, purché nell’avviso di ricevimento medesimo la data di spedizione sia asseverata dall’Ufficio postale con stampigliatura meccanografica ovvero con proprio timbro datario, solo in tal caso, essendo l’avviso di ricevimento idoneo ad assolvere la medesima funzione probatoria che la legge assegna alla ricevuta di spedizione, laddove, in mancanza, la non idoneità della mera scritturazione manuale o comunemente dattilografica della data di spedizione sull’avviso di ricevimento può essere superata, ai fini della tempestività della notifica del ricorso o dell’appello, unicamente se la ricezione del plico sia certificata dall’Agente postale come avvenuta entro il termine di decadenza per l’impugnazione dell’atto o della Sentenza.

Peraltro, la Suprema Corte pone in evidenza che, con riferimento al tema della decorrenza del termine di costituzione dell’appellante che notifichi a mezzo del “Servizio postale”, ma con affermazione estensibile anche all’ipotesi di notifica a mezzo posta eseguita dall’Ufficiale giudiziario, la cd. “prova di resistenza” “nel Processo tributario non costituisce motivo d’inammissibilità del ricorso o dell’appello, che sia stato notificato direttamente a mezzo del ‘servizio postale universale’, il fatto che il ricorrente o l’appellante, al momento della costituzione entro il termine di 30 giorni dalla ricezione della raccomandata da parte del destinatario, depositi l’avviso di ricevimento del plico e non la ricevuta di spedizione, purché nell’avviso di ricevimento medesimo la data di spedizione sia asseverata dall’Ufficio postale con stampigliatura meccanografica ovvero con proprio timbro datario. Solo in tal caso l’avviso di ricevimento è idoneo ad assolvere la medesima funzione probatoria che la legge assegna alla ricevuta di spedizione, laddove, in mancanza, la non idoneità della mera scritturazione manuale o comunemente dattilografica della data di spedizione sull’avviso di ricevimento può essere superata, ai fini della tempestività della notifica del ricorso o dell’appello, unicamente se la ricezione del plico sia certificata dall’Agente postale come avvenuta entro il termine di decadenza per l’impugnazione dell’atto o della Sentenza”.


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