Contratto collettivo: la scelta di un concorrente di aderirvi non può essere imposta dalla “lex specialis”

Contratto collettivo: la scelta di un concorrente di aderirvi non può essere imposta dalla “lex specialis”

Nelle Sentenza n. 45 del 13 gennaio 2017 del Tar Lombardia, una Fondazione ha indetto una gara d’appalto per l’affidamento quadriennale (rinnovabile per ulteriori 3 anni) dei Servizi integrati di ristorazione e pulizia. Alla procedura competitiva, svoltasi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, hanno partecipato 4 imprese.

Al termine della selezione, una delle ditte impugnava gli atti di gara in quanto l’offerta dell’aggiudicataria sembrava non rispettare il costo del lavoro previsto dal Ccnl. e discostarsi in modo significativo dagli oneri stabiliti nelle Tabelle del Ccnl. “Pubblici servizi ristorazione collettiva”, di cui si è avvalsa quando era precedente gestore.

I Giudici lombardi chiariscono che, nelle gare pubbliche, l’adesione ad un determinato Contratto collettivo non può essere imposta dalla lex specialis alle imprese concorrenti quale requisito di partecipazione, né la sua mancata applicazione può essere a priori sanzionata dalla stazione appaltante con l’esclusione; però, una volta che tale scelta è avvenuta, la ditta ha l’obbligo di rispettare tutte le clausole del Ccnl. Sicché, secondo i Giudici, deve negarsi in radice che la scelta di un determinato Ccnl. in luogo di un altro possa determinare, in sé, l’inammissibilità dell’offerta. Il mero fatto dell’esistenza di un altro Contratto collettivo che stabilisca trattamenti economici più vantaggiosi per il lavoratore non può generare un contrasto del Ccnl. meno favorevole con l’art. 36 della Costituzione, in quanto ogni contratto rappresenta un parametro per valutare l’adeguatezza della retribuzione.


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