Contributi attribuiti ai Comuni per accoglienza richiedenti protezione internazionale: non sono soggetti a vincolo

Contributi attribuiti ai Comuni per accoglienza richiedenti protezione internazionale: non sono soggetti a vincolo

Nella Delibera n. 31 del 30 maggio 2018 della Corte dei conti Toscana, viene chiesto un parere sull’utilizzo dei contributi di cui al Dm. 30 dicembre 2016 ed al Dm. 18 ottobre 2017, riguardanti i criteri di ripartizione del “Fondo per i Comuni che accolgono richiedenti protezione internazionale”. In particolare, il Comune chiede un parere sull’esistenza o meno, sui contributi in questione, di un vincolo di bilancio in senso tecnico. La Sezione pone in evidenza che dai Decreti sopra citati risulta che le somme del “Fondo” vengono erogate, per la quasi totalità, ai Comuni che accolgono i richiedenti protezione nelle strutture realizzate ai sensi degli artt. 9, 11, 14 e 19 del Dlgs. n. 142/15.

Si tratta, nell’ordine, di centri governativi di prima accoglienza (la cui gestione può anche essere affidata ad Enti Locali), strutture temporanee individuate dal Prefetto, strutture rientranti nel Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati predisposte dagli Enti Locali (cd. “Sprar”), strutture per l’accoglienza dei minori. Tuttavia, nonostante il tenore letterale delle disposizioni in parola, la Sezione ritiene che, per i contributi in questione, non sussista un vincolo di bilancio, e le somme siano da considerarsi libere. Infatti, esaminando l’art. 12, comma 2, del Dl. n. 193/16, “non configura un intervento futuro di politica dell’accoglienza, trattandosi esclusivamente di una premialità rivolta ai Comuni che ospitano immigrati richiedenti protezione internazionale”. Quindi, emerge una inequivoca intenzione del Legislatore che, seppur non esattamente corrispondente alla lettera della legge (che si esprime in termini di “concorso…agli oneri che sostengono i Comuni che accolgono richiedenti protezione internazionale…”), la Sezione ritiene debba condurre a considerare i contributi in questione come non soggetti ad alcun vincolo, e quindi liberamente utilizzabili dall’Ente.


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