Controlli interni: la relazione della Corte dei conti sull’analisi dei Sistemi adottati dagli Enti Locali nell’anno 2017

Controlli interni: la relazione della Corte dei conti sull’analisi dei Sistemi adottati dagli Enti Locali nell’anno 2017

Con il Comunicato 16 agosto 2019, la Corte dei conti ha reso nota la pubblicazione del Referto su “I controlli interni degli Enti Locali”, approvato dalla propria Sezione delle Autonomie con Delibera n. 23/2019. L’indagine oggetto della Relazione ha riguardato le 852 Amministrazioni, di cui 747 Comuni sopra i 15.000 abitanti e 105 Enti di Area vasta, tra Province e Città metropolitane, tenute a inviare la Relazione annuale.

Gli Enti che non hanno adempiuto all’obbligo di trasmissione della Relazione annuale, da adottare sulla base delle linee guida previste dall’art. 148 del Dlgs. n. 267/2000 (Tuel), sono 77, pari a circa il 10% di quelli presi in esame.

Il Referto, in generale, fornisce interessanti indicazioni per le misure da adottare sul versante del controllo e anche per l’attività normativa, partendo da una puntuale ricostruzione delle metodologie di applicazione delle 6 diverse tipologie di controlli interni nell’anno 2017, per coglierne le caratteristiche sostanziali, le prospettive e gli aspetti più problematici.

Dall’indagine effettuata è emerso, in generale, che gli Enti Locali hanno osservato in maniera estesa i Regolamenti che si sono dati per disciplinare i controlli. Più nello specifico, viene evidenziato il controllo di regolarità amministrativa e contabile e quello sugli equilibri finanziari è di generale applicazione, mentre oltre il 30% degli Enti non è provvisto del controllo di qualità.

È risultato ampio il livello di adeguamento degli Enti ai Regolamenti per il controllo di gestione (88%) e leggermente inferiore (circa l’82%) alle norme interne disciplinanti, sia il controllo strategico, che quello sugli Organismi partecipati.

Nonostante l’ampia adesione degli Enti alla disciplina dei controlli contenuta nei regolamenti emergono ancora numerose criticità dovute, soprattutto, all’assenza della contabilità analitica, l’inadeguatezza delle tecniche di campionamento, il carente ricorso ad alcuni indicatori e l’insufficienza di direttive.

Dato il carattere fortemente diversificato del sistema di controlli adottato dalle varie Amministrazioni, la Corte ha stimato il “rischio di controllo” risultante dalla capacità di ciascuna di esse di prevenire, individuare e correggere, le irregolarità gestionali e gli errori contabili più significativi.

A tal riguardo, la Corte sottolinea che le valutazioni si fondano esclusivamente sui dati comunicati e non effettivi riscontri di fatto, né sono state condotte istruttorie nei confronti degli Enti. Per tali ragioni, le conclusioni esposte assumono una valenza di valutazione complessiva e sintomatica dell’adeguatezza generale del Sistema dei controlli interni attuato nella ristretta cerchia degli Enti Locali di più grandi dimensioni. D’altra parte, una specifica funzione di valutazione della operatività del Sistema dei controlli interni presso il singolo Ente è appositamente rimessa alle Sezioni regionali di controllo, che potranno avvalersi delle conclusioni della presente analisi per svolgere approfondimenti nei confronti degli Enti che hanno manifestato sintomi di criticità.

Tuttavia, ogni Ente potrà trarre spunti di valutazione dal livello di funzionalità stimato dalla Corte in rapporto al proprio Sistema di controlli interni ed a quello di Enti consimili, per introdurre gli opportuni correttivi e promuoverne il miglior funzionamento.


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