Controllo delle ritenute su appalti “labour intensive”: interessa anche gli Enti Locali per i servizi rilevanti Iva ?

Controllo delle ritenute su appalti “labour intensive”: interessa anche gli Enti Locali per i servizi rilevanti Iva ?

Testo del quesito:

Relativamente al controllo sulle ritenute fiscali introdotto dall’art. 4 del Dlgs. n. 124/2019:

– alla luce della Circolare n. 1/2020 dell’Agenzia delle Entrate, ritenete che la nuova normativa trovi applicazione anche nei confronti dei Comuni?

– in caso positivo, quali sono gli elementi dirimenti al fine di qualificare le attività degli enti locali come ‘commerciali’ (e quindi soggette alla nuova normativa) o meramente ‘istituzionali’ ?”.

La risposta dei ns. esperti.

L’interpretazione letterale dell’art. 4 del Dl. n. 124/2019 e, soprattutto, della Circolare Agenzia delle Entrate n. 1/2020, paragrafo 2.2, ultimo periodo, permette di affermare che i Comuni – in quanto soggetti esclusi da Ires – parrebbero totalmente esonerati dall’obbligo di verificare il versamento, da parte delle Ditte appaltatrici, delle ritenute Irpef negli appalti ad alta intensità di manodopera.

I Comuni sono esclusi da Ires ai sensi dell’art. 74, comma 1, del Tuir (Dpr. n. 917/1986) e sia la norma che tutto il ragionamento della Circolare sui soggetti ricompresi nell’obbligo del controllo (art. 17-bis, comma 1, del Dlgs. n. 241/1997) si basa su tale presupposto.

Poi è chiaro che:

  • basandosi su tali chiarimenti l’impatto iniziale della norma viene molto attenuato a livello nazionale;
  • il Comune è peraltro anch’esso un sostituto d’imposta ai fini Irpef;
  • il Comune solitamente svolge anch’esso diversi servizi commerciali, seppur ai soli fini Iva (anche se peraltro in via marginale rispetto all’attività istituzionale),

ma al momento la norma in esame ed i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate portano a concludere quanto sopra scritto.

D’altra parte, riteniamo che, qualora emergesse che la volontà ministeriale non fosse stata quella di escludere i soggetti passivi Iva, seppur esonerati da Ires (di cui all’art. 74, comma 1, del Tuir, ma anche al comma 2, per le attività decommercializzate ai fini di tale Imposta), non potrà essere sufficiente a ns. avviso un mero altro chiarimento dell’Agenzia delle Entrate per ricomprendervi anche tali soggetti, ma sarà necessaria una norma di interpretazione autentica, perché l’art. 4 del Dl. n. 124/2019 fa riferimento esplicito ai soggetti passivi Ires.

Ricordiamo poi, per completezza, che, come previsto dal paragrafo 3.1 della citata Circolare n. 1/E del 2020, per quegli Enti pubblici stazioni appaltanti soggetti anche ad Ires, obbligati alle verifiche del versamento delle ritenute su appalti aventi le caratteristiche previste dalla norma e ricadenti nella loro sfera commerciale, la sussistenza dei requisiti di esonero dagli obblighi a carico della Ditta appaltatrice sarà oggetto di autocertificazione da parte di quest’ultima (senza necessità della certificazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate).

di Francesco Vegni


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