Corte dei conti: diffusa la Relazione sulla gestione finanziaria degli Enti Locali per l’esercizio finanziario 2014

Corte dei conti: diffusa la Relazione sulla gestione finanziaria degli Enti Locali per l’esercizio finanziario 2014

Nella Delibera n. 8 del 22 febbraio 2016 della Corte dei conti Autonomie, la Sezione ha concluso l’analisi della gestione finanziaria degli Enti Locali dell’esercizio 2014 esaminando i dati del conto del bilancio di 5.825 Comuni, 76 Province e dei certificati di conto di 164 Unioni alle quali partecipano 722 Comuni, accompagnando l’analisi anche con un excursus sui principali profili ordinamentali toccati dalle riforme in atto. Sotto quest’ultimo profilo, specifica attenzione è stata rivolta allo stato del processo in corso per l’attuazione della Legge n. 56/14, che non può ancora considerarsi completato. Situazione di stallo, cui tenta di rimediare la “Legge di stabilità 2016”, con la previsione di possibili interventi surrogatori, che si accompagnano ad una sempre più accentuata condizione di grave precarietà finanziaria delle Province. Stenta ad assumere i caratteri della organicità la revisione della spesa degli Enti Locali quale strumento necessario ad un efficientamento delle gestioni, mentre la protratta ed estesa situazione di sofferenza finanziaria ha alimentato una diffusa istanza di flessibilizzazione dei bilanci da parte degli Enti Locali. In questo scenario, l’operazione “sblocca debiti”, avviata con le misure introdotte dal Dl. n. 35/13, ha avuto l’effetto di ridurre il peso dei debiti sulla gestione della cassa, consentendo un recupero del livello di solvibilità. Al 31 dicembre 2015, hanno ottenuto anticipazioni di liquidità, rispettivamente, 1.330 Enti per il 2013 (tra Comuni e Province) per l’importo di circa 2 miliardi e 975 milioni di Euro, e 774 Enti nel 2014, per circa 2 miliardi e 257 milioni di Euro. Quanto agli andamenti finanziari, i tagli alle risorse operati fino al 2014 hanno indotto gli Enti Locali ad azionare la leva fiscale. Le entrate correnti nel quadriennio 2011-2014 confermano l’incremento degli accertamenti delle entrate tributarie, +18%, in valore assoluto circa 4,2 miliardi, che in termini pro-capite esprime un incremento di valore da 163 Euro del 2011 ai 261 Euro del 2014, sul quale pesano il gettito della Tassa sulla casa, che nell’esercizio 2014 risulta cresciuto, su base nazionale, del 20% rispetto al 2011 e, nell’ambito delle Tasse per i servizi, quello per la “Raccolta e smaltimento dei rifiuti”, che aumenta quasi a raddoppiarsi nel quadriennio, passando da 5 miliardi di Euro circa di accertamenti del 2011 a 10 miliardi circa nel 2014. Nessun significativo segnale si è colto nella ripresa degli investimenti nell’esercizio 2014; i dati da consuntivo della spesa dei Comuni mostrano una generale tendenza alla contrazione, imputabile principalmente alla spesa in conto capitale, che infatti evidenzia, nel quadriennio, riduzioni significative in cui si inserisce un calo evidente degli impegni relativi alle partecipazioni azionarie. La spesa corrente mostra una contrazione nel confronto fra gli ultimi 2 esercizi. Per le Province è andato deteriorandosi, nel 2014 e 2015, il grado di autosufficienza finanziaria rispetto alle spese finali, che si era mantenuto a livelli costanti fino al 2013, intorno al 58%. Gli equilibri di bilancio nel quadriennio 2011-2014 mostrano un progressivo deterioramento per i Comuni, e soprattutto per le Province, il cui diffuso e generalizzato stato di difficoltà pone dubbi sulla sostenibilità dei tagli ai trasferimenti. Dai risultati di amministrazione si evince che un modesto numero di Enti chiude in disavanzo. Nel 2013, l’importo totale dei disavanzi dei 147 Comuni interessati è di 1.097,9 milioni di Euro, mentre nel 2014 è di 517,6 milioni di Euro per 81 Comuni che chiudono i bilanci in deficit. I debiti fuori bilancio risultano rilevanti per gli importi e per l’alto numero di Enti coinvolti: nel 2013 Comuni e Province contraggono debiti fuori dalla programmazione di bilancio per 834,9 milioni di Euro, e nel 2014 per 909,6 milioni, con un incremento per i Comuni del 21,4% e un decremento per le Province del 52,8%. Nello stesso biennio, i debiti fuori bilancio non riconosciuti sono aumentati nelle Province da circa 40,6 milioni a circa 44,1 milioni di Euro, mentre sono diminuiti nei Comuni da circa 925,6 a circa 677,6 milioni di Euro. Segnali incoraggianti vengono dai dati di consuntivo delle Unioni di comuni e delle Fusioni di Comuni. Per le prime, la spesa corrente nel biennio considerato (2013-2014) cresce di 40,4 milioni di Euro, ma ad essa fa riscontro un decremento della spesa corrente dei Comuni che partecipano alle Unioni di 76,6 milioni di euro. Per le Fusioni, sia pur nel ristretto ambito di analisi e al netto degli incentivi ricevuti, si rileva che hanno prodotto un risparmio di spesa di circa 10 milioni di Euro. Dunque, emerge che la gestione associata delle “funzioni fondamentali”, se proseguita ed ulteriormente incentivata, costituisce essenziale strumento al fine del conseguimento di più elevati standard di efficienza ed efficacia, soprattutto in una realtà caratterizzata da una “polverizzazione” degli Enti Locali e da una conseguente frammentazione delle politiche territoriali.

Corte dei conti, Sezione Autonomie – Delibera n. 8/2016


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