Corte dei conti Trentino: condizioni per l’assegnazione di un incarico aggiuntivo al Collegio dei Revisori

Corte dei conti Trentino: condizioni per l’assegnazione di un incarico aggiuntivo al Collegio dei Revisori

Con la Delibera n. 1 del 10 gennaio 2018, la Corte dei conti Trentino Alto Adige si esprime in merito alla richiesta di parere del Consiglio regionale che, avendo necessità di far certificare un credito d’imposta risultante dal Modello “770/2017”, sta valutando l’opportunità e la possibilità di conferire l’incarico al Collegio dei Revisori dei conti della Regione che esercita le funzioni di vigilanza contabile anche sul Consiglio regionale ai sensi dell’art. 72, comma 1, del Dlgs. n. 118/11.

La Sezione chiarisce che il “visto di conformità” necessario per utilizzare in compensazione un credito erariale di importo superiore a 5.000 Euro per Imposte sui redditi ed Irap (c.d. “compensazione orizzontale”) può essere sostituito, per le Società nelle quali è esercitato il controllo contabile di cui all’art. 2409-bis del Cc., dalla sottoscrizione della Dichiarazione da parte del medesimo Organo di controllo, la quale svolge la funzione di attestare che sono state effettuate le verifiche elencate (ex art. 2, comma 2, Dm. n. 164/99).

La disposizione fiscale si riferisce quindi, testualmente, solo agli Organi di revisione legale dei conti delle Società. La Sezione aggiunge che dal raffronto della disciplina regionale con quella fiscale statale emerge che le funzioni assegnate dalla Legge regionale di contabilità al Collegio dei Revisori della Regione sono equiparabili, per quanto rileva nel caso in esame, a quelle svolte dall’Organo di controllo contabile delle Società di cui all’art. 2409-bis del Cc.

Oltretutto, sia i membri dell’Organo di revisione delle Società, sia i componenti del Collegio dei Revisori della Regione, devono essere iscritti nel Registro dei Revisori legali di cui al Dlgs. n. 39/10 e sono pertanto abilitati all’apposizione del “visto di conformità” o alla sottoscrizione della Dichiarazione fiscale per le persone giuridiche. Pertanto, la Sezione ritiene che le verifiche imposte dall’art. 2, comma 2, del Dm. n. 164/99 al fine dell’apposizione del“visto di conformità”(ovvero della sottoscrizione/attestazione della Dichiarazione fiscale da parte dell’Organo di controllo contabile), siano compatibili con le attività di revisione contabile assegnate dalla citata Legge regionale al Collegio dei Revisori della Regione, con particolare riferimento alle funzioni di verifica della corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione, di elaborazione della relazione annuale sull’attività svolta e di vigilanza sulla completezza della documentazione contabile e sugli adempimenti fiscali. Chiarito tale aspetto e ritenuto quindi che anche il Collegio dei Revisori dei conti della Regione possa ritenersi abilitato a sottoscrivere la Dichiarazione fiscale dalla quale emerge il credito da utilizzare in compensazione, si tratta poi di verificare se tale sottoscrizione attestante il credito fiscale rientri o meno tra i compiti istituzionali assegnati dalla ridetta Legge regionale al Collegio dei Revisori. Tuttavia, interpretato in senso letterale, l’art. 34-ter della Lr. n. 3/09, nell’elencare le funzioni del Collegio dei Revisori dei conti, non include la sottoscrizione delle Dichiarazioni fiscali. Non è quindi prevista, a livello di legislazione regionale, una disposizione analoga a quella recata dall’art. 1, comma 5, del Dpr. n. 322/98, che impone – per le Società e gli Enti soggetti all’Ires sottoposti al controllo contabile ai sensi del Codice civile o di leggi speciali – la sottoscrizione della Dichiarazione fiscale anche da parte dei soggetti che firmano la relazione di revisione (Organi di controllo contabile). Quindi, la Sezione ritiene che la sottoscrizione della Dichiarazione fiscale, a cui consegue l’attestazione “sostitutiva” del “visto di conformitàex art. 1, comma 574, della Legge n. 147/13, implicante le verifiche di cui all’art. 2, comma 2, del Dm. n. 164/99 (e perciò una sorta di diagnosi sulla corretta osservanza delle disposizioni tributarie), possa rientrare tra le “ulteriori funzioni” attribuibili dalla Regione, previa Delibera della Giunta regionale, al proprio Collegio dei Revisori dei conti in quanto Organo abilitato ad effettuare tali verifiche fiscali. Infine, per quanto riguarda il compenso erogabile al Collegio dei Revisori per tale ulteriore attività (implicante, come visto, valutazioni sulla corretta applicazione della normativa tributaria), la Sezione richiama quanto disposto dall’art. 34-quater, comma 2, della Legge regionale di contabilità, in base al quale per tali funzioni aggiuntive “può essere attribuito un compenso aggiuntivo fino ad un massimo del 20%” dell’indennità di carica dei Consiglieri regionali, da intendersi nella misura dell’indennità mensile. Va altresì aggiunto che, considerata la natura occasionale e non continuativa della prestazione resa dal Collegio dei Revisori, l’eventuale compenso deliberato dalla Giunta regionale deve considerarsi in misura fissa, “una tantum”.


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