Divieto di accesso a parchi e giardini pubblici, impossibilità di spostarsi nelle proprie case-vacanza nel fine settimana e chiusura di nuove categorie di esercizi commerciali. A dettare queste misure finalizzate a ridurre ulteriormente le occasioni di contagio e cercare quindi di contenere la diffusione del virus “Covid-19”, è stata l’Ordinanza varata il 20 marzo 2020 dal Ministero della Salute, di concerto con il Ministero dell’Interno.
Il Provvedimento, composto da 2 articoli, è in vigore dal 21 marzo 2020 e sarà efficace fino al 25 marzo 2020, in linea con il Dpcm. 11 marzo 2020 che aveva imposto la chiusura di tutte le attività di ristorazione e dei negozi che non vendano beni prima necessità. In realtà, l’annunciato Dpcm. 22 marzo 2020 (vedi commento inserito in questo stesso Notiziario) ne ha allungato i termini di vigenza, sino alla data del 3 aprile 2020, così come per le disposizioni contenute nel già citato Dpcm. 11 marzo 2020.
L’ulteriore “stretta” sulle attività all’aperto, imposta dal Dicastero guidato da Roberto Speranza, estende a tutto il territorio nazionale misure che di fatto erano già state introdotte – a mezzo Ordinanza – da numerosi Comuni o Regioni.
Nello specifico, si tenta di rispondere all’emergenza epidemiologica in atto, inibendo l’accesso a parchi, ville, aree gioco e giardini pubblici e vietando di svolgere “attività ludica e ricreativa all’aperto”. A questo proposito, viene specificato che resta ferma la possibilità di svolgere attività motoria, a condizione che si resti vicino alla propria abitazione e che sia sempre mantenuta la distanza interpersonale di almeno un metro.
In merito a bar ed esercizi commerciali che somministrino alimenti e bevande, è stata disposta la chiusura di tutti quelli che si trovino dentro stazioni e aree di servizio e rifornimento carburante. Fanno eccezione soltanto quelli situati lungo le autostrade – che non potranno però far consumare i prodotti all’interno dei propri locali (via libera, dunque, solo all’asporto) – e quelli all’interno di ospedali e aeroporti.
Chiude il cerchio il divieto di spostarsi nelle proprie seconde case nei giorni festivi e prefestivi, nonché in quelli che immediatamente precedono o seguono tali giorni.
In questa sede ricordiamo anche che il Presidente Conte, nella tarda serata di sabato 21 marzo, tramite diretta facebook ha comunicato l’imminente pubblicazione di un nuovo Dpcm., con decorrenza 22 marzo 2020 (poi in concreto diventata 23 marzo 2020) e fino al 3 aprile 2020, la chiusura di tutte le attività produttive non cruciali, lasciando aperti supermercati, alimentari, farmacie e parafarmacie, con garanzia di continuità per tutti i servizi essenziali. Il nuovo annunciato intervento si è concretizzato solo nella serata di domenica 22 marzo 2020, del quale abbiamo dato conto in questo numero della Rivista in altra apposita Notizia.




