“Covid-19”: in G.U. il Dpcm. 2 marzo 2021, che detta le nuove misure anti-contagio in vigore fino al 6 aprile 2021

“Covid-19”: in G.U. il Dpcm. 2 marzo 2021, che detta le nuove misure anti-contagio in vigore fino al 6 aprile 2021


Con il Dpcm. 2 marzo 2021, pubblicato sulla G.U. n. 52 del 2 marzo 2021 (Supplemento Ordinario n. 17), il Governo ha dettato le nuove misure anti-contagio da adottarsi dal 6 marzo 2021 al 6 aprile 2021.

Il Decreto si pone in sostanziale continuità con le norme previgenti. Ciò che è cambiato radicalmente è l’impianto della norma, che è stata riorganizzata raggruppando le previsioni per tema (si è passati da 14 a 56 articoli), ma a livello contenutistico non sono state fatte clamorose inversioni di tendenza rispetto al percorso tracciato dai precedenti Decreti.

Da segnalare, tra le novità, la definizione delle regole da osservare nelle “zone bianche” e qualche parziale riapertura sul fronte Cultura.

A partire dal 27 marzo 2021, sarà infatti consentito – nelle “zone gialle” – l’accesso a Musei e Luoghi di cultura, se prenotati almeno un giorno prima, e potranno essere riaperti Cinema, Teatri, Sale da concerto ecc., purché a specifiche condizioni (posti preassegnati, capienza 25% di quella massima autorizzata e, in ogni caso, non più di 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso, per ogni singola sala).

Sono state inoltre previste norme più stringenti per le “zone rosse”:

  • chiusura di tutte le Scuole di ogni ordine e grado, fatti salvi laboratori e servizi per studenti con disabilità;
  • obbligo di chiusura per Parrucchieri ed Estetisti.

Di seguito una rassegna delle disposizioni introdotte dal Dpcm.

Le misure introdotte

Capo I

L’art. 1 del Dpcm. detta le misure urgenti per il contenimento del contagio “Covid-19” sull’intero territorio nazionale e stabilisce che è fatto obbligo di avere sempre con sé, al di fuori delle abitazioni private, i “Dispositivi di protezione individuale”. Questi devono essere indossati sempre, al chiuso e all’aperto a meno che non ci siano condizioni tali da garantire in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque “con salvezza dei Protocolli anti-contagio previsti per specifiche attività economiche e produttive, nonché delle linee-guida per il consumo di cibi e bevande”.

Sono esclusi dagli obblighi di cui sopra:

  • i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva o motoria;
  • i bambini di età inferiore a 6 anni;
  • i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità.

Viene fortemente raccomandato anche l’utilizzo della mascherina all’interno delle abitazioni private laddove si sia in presenza di persone non conviventi.

Così come ormai richiesto da mesi, il Dpcm. dispone che si debba mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, fatte salve le eccezioni già previste e validate dal Comitato tecnico-scientifico.

Disposizioni, quelle di cui sopra, derogabili esclusivamente con Protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico.

L’art. 2 dispone, fino al 27 marzo 2021, il divieto di uscire dalla propria Regione per motivi diversi da salute, lavoro e necessità. Resta sempre consentito il rientro alla propria residenza o domicilio.

Viene inoltre ribadito l’obbligo di rimanere presso il proprio domicilio e contattare il proprio medico, in presenza di febbre (temperatura superiore a 37,5°).

Sono dettate dall’art. 3 ulteriori disposizioni specifiche in relazione ai soggetti disabili: le attività sociali e socio-sanitarie erogate dietro autorizzazione o in convenzione (incluse quelle erogate del tutto in parte in centri semiresidenziali per persone con disabilità), vengono svolte secondo Piani territoriali, assicurando attraverso eventuali specifici Protocolli il rispetto delle disposizioni per la prevenzione dal contagio e la tutela della salute degli utenti e degli operatori.

Le persone con disabilità motorie o con disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva o sensoriale o problematiche psichiatriche e comportamentali o non autosufficienti con necessità di supporto, possono ridurre il distanziamento sociale con i propri accompagnatori o operatori di assistenza. Ai medesimi soggetti è sempre consentito, alle medesime condizioni, svolgere attività motoria anche all’aperto.

L’art. 4 riguarda le misure di contenimento del contagio per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali, e dispone che sull’intero territorio nazionale si debbano rispettare i contenuti dei Protocolli di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virusCovid-19” negli ambienti di lavoro.

Circa le misure di informazione e prevenzione, l’art. 5 del Dpcm. prescrive che sull’intero territorio nazionale si applichino le seguenti misure:

  • il personale sanitario si attiene alle appropriate misure per la prevenzione della diffusione delle infezioni per via respiratoria previste dalla normativa vigente e dal Ministero della Salute sulla base delle indicazioni dell’Oms e i Responsabili delle singole Strutture provvedono ad applicare le indicazioni per la sanificazione e la disinfezione degli ambienti fornite dal Ministero della Salute;
  • confermato l’obbligo, per gli operatori sanitari del Dipartimento di prevenzione della Azienda sanitaria locale, di caricare – accedendo al Sistema centrale di “Immuni” – il Codice-chiave in presenza di un caso di positività, così da aumentare l’efficacia dei meccanismi di tracciamento dei contagi;
  • è raccomandata l’applicazione delle misure di prevenzione igienico sanitaria di cui all’Allegato 19;
  • nei Servizi educativi per l’infanzia, nelle Scuole di ogni ordine e grado, nelle Università, negli Uffici delle restanti Pubbliche Amministrazioni, sono esposte presso gli ambienti aperti al pubblico, ovvero di maggiore affollamento e transito, le informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie di cui all’Allegato 19;
  • i Sindaci e le Associazioni di categoria promuovono la diffusione delle informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie di cui all’Allegato 19 anche presso gli esercizi commerciali;
  • nelle Pubbliche Amministrazioni e, in particolare, nelle aree di accesso alle Strutture del Servizio sanitario, nonché in tutti i locali aperti al pubblico, sono messe a disposizione degli addetti, nonché degli utenti e visitatori, soluzioni disinfettanti per l’igiene delle mani;
  • le Aziende di Trasporto pubblico, anche a lunga percorrenza, adottano interventi straordinari di sanificazione dei mezzi, ripetuti a cadenza ravvicinata.

L’art. 6 prevede che, nel predisporre le misure necessarie a garantire la progressiva riapertura di tutti gli Uffici pubblici e il rientro in sicurezza dei propri dipendenti, le Pubbliche Amministrazioni assicurino il rispetto delle prescrizioni vigenti in materia di tutela della salute adottate dalle competenti autorità.

Alle P.A. ex art. 1, comma 2, del Dlgs. n. 165/2001, viene chiesto di “assicurare le percentuali più alte possibili di ‘lavoro agile’”, compatibili con le potenzialità organizzative e con la qualità e l’effettività del servizio erogato. Quanto sopra, dovrà avvenire nel rispetto delle modalità stabilite da uno o più Decreti del Ministro della P.A., garantendo almeno la percentuale del 50% in attuazione dell’art. 263, comma 1, del Dl. n. 34/2020 (c.d. “Decreto Rilancio”).

Il comma 3 dispone inoltre che, sempre nelle P.A., ciascun Dirigente:

a) organizzi il proprio Ufficio assicurando, su base giornaliera, settimanale o plurisettimanale, lo svolgimento del “lavoro agile” nella percentuale più elevata possibile, e comunque in misura non inferiore a quella prevista dalla legge, del personale preposto alle attività che possono essere svolte secondo tale modalità, compatibilmente con le potenzialità organizzative e l’effettività del servizio erogato;

b) adotti, nei confronti dei lavoratori fragili o dei dipendenti di cui all’art. 21-bis del c.d. “Decreto Agosto” (lavoratori che abbiano figli conviventi minori di 16 anni per i quali sia stata disposta la quarantena dal Dipartimento di prevenzione della Asl territorialmente competente a seguito di contatto verificatosi all’interno del Plesso scolastico), ogni soluzione utile ad assicurare lo svolgimento di attività in modalità “agile”, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento come definite dai Contratti collettivi vigenti, e lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale.

Le Pubbliche Amministrazioni sono inoltre chiamate a scaglionare l’orario di ingresso del personale, fatto salvo il personale sanitario e socio-sanitario, nonché quello impegnato in attività connessa all’emergenza o in servizi pubblici essenziali. È parallelamente raccomandata la differenziazione dell’orario di ingresso del personale anche da parte dei datori di lavoro privati.

A questi ultimi viene inoltre fortemente raccomandato l’utilizzo della modalità di “lavoro agile”, ai sensi dell’art. 90 del citato “Decreto Rilancio”, nonché di quanto previsto dai Protocolli di cui agli Allegati 12 e 13 al Dpcm.

Capo I

Misure di contenimento che si applicano in “zona bianca

L’art. 7 definisce il quadro delle norme anticontagio valide per le aree del Paese che presentano le condizioni di rischio più basse in assoluto, le c.d. “zone bianche” (ad oggi, solo la Regione Sardegna). 

Con Ordinanza del Ministro della Salute, adottata ai sensi dell’art. 1, comma 16-bis, del Dl. n. 33/2020, sono individuate le Regioni che si collocano in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio basso, ove nel relativo territorio si manifesti una incidenza settimanale dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. In questi particolari contesti, non corre l’obbligo di applicare le misure restrittive dettate dal successivo Capo III. Resta ferma però la necessità di osservare comunque, nell’ambito di ogni attività regolarmente ripresa, le prescrizioni dettate dai Protocolli e dalle Linee-guida concernenti il Settore di riferimento o, in difetto, Settori analoghi.

Ciò premesso, l’unico vero e proprio divieto che resta in piedi ad ogni latitudine è quello di organizzare eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto, comprese le manifestazioni fieristiche e i congressi nonché le attività che abbiano luogo in Sale da ballo e Discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, e la partecipazione di pubblico agli eventi e alle competizioni sportive.

Stop quindi a qualsiasi altra restrizione, ivi compreso l’obbligo di rientrare presso il proprio domicilio entro le 22.00.

Presso il Ministero della Salute è istituito un Tavolo tecnico permanente, composto da un rappresentante del Comitato tecnico-scientifico, da un rappresentante dell’Istituto superiore di Sanità e da un rappresentante delle Regioni e Province autonome interessate, cui è affidato il compito di verificare, attraverso il monitoraggio degli effetti dell’allentamento delle misure anti contagio nei territori di cui al comma 1, il permanere delle condizioni di cui al comma 1 e la necessità di adottare eventuali misure intermedie e transitorie.

Capo III

Misure di contenimento del contagio che si applicano in “zona gialla

Come precisato dall’art. 8, nella “zona gialla” di cui all’art. 1, comma 16-septies, lett. d), del Dl. n. 33/2020, si applicano tutte le restrizioni che andremo di seguito a riassumere, eccezion fatta per quelle di cui ai Capi IV e V dedicati rispettivamente alle “zone arancioni” e “zone rosse”.

Dalle ore 22:00 alle ore 5:00 del giorno successivo sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute (c.d. “coprifuoco”). È in ogni caso fortemente raccomandato, anche per il resto della giornata, non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.

In ambito regionale, è consentito spostarsi – tra le 5.00 e le 22.00 – verso una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno, purché nei limiti di 2 persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la responsabilità genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi (art. 9).

Lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche è consentito soltanto in forma statica, a condizione che nel corso di esse siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento (art. 10). 

L’art. 11 detta le misure concernenti i luoghi ove possono crearsi assembramenti.

Viene confermata la facoltà dei Sindaci di disporre la chiusura al pubblico, per tutta la giornata o in determinate fasce orarie, delle strade o piazze nei Centri urbani in cui si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private.

Ogni locale pubblico e aperto al pubblico o esercizio commerciale dovrà esporre all’ingresso un cartello che indichi la capienza massima di persone ammesse contemporaneamente all’interno, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti.

L’accesso del pubblico ai Parchi, alle Ville e ai Giardini pubblici è condizionato al rigoroso rispetto del divieto di assembramento, nonché della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro; è consentito l’accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura, ad aree gioco all’interno di Parchi, Ville e Giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto nel rispetto delle Linee-guida del Dipartimento per le Politiche della Famiglia;

Per quanto riguarda le abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza.

E’ vietato, per gli accompagnatori dei pazienti, rimanere nelle sale d’attesa dei Dipartimenti emergenze e accettazione e dei Pronto soccorso, salvo specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto e fatta eccezione per gli accompagnatori dei pazienti in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge n. 104/1992, che possono altresì prestare assistenza anche nel reparto di degenza nel rispetto delle indicazioni del direttore sanitario della struttura.

L’accesso di parenti e visitatori a Strutture di ospitalità e lungo degenza, Residenze sanitarie assistite (“Rsa”), Hospice, Strutture riabilitative e Strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla Direzione sanitaria della Struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione.

Confermate tutte le previgenti disposizioni in materia di luoghi di culto e funzioni religiose (art. 12). L’accesso a tali luoghi resta consentito purché si adottino misure tali da evitare gli assembramenti e idonee a consentire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro.

Le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei Protocolli sottoscritti dal Governo.

Nessuna nuova neanche sul fronte formativo (art. 13). Resta ferma infatti la sospensione di tutte le attività convegnistiche o congressuali e di altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza; tutte le cerimonie pubbliche si svolgono nel rispetto dei Protocolli e Linee-guida vigenti e a condizione che siano assicurate specifiche misure idonee a limitare la presenza del pubblico; nell’ambito delle P.A., le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni; è fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza.

L’art. 14 conferma le previgenti disposizioni concernenti la parziale riapertura al pubblico dei Musei e degli altri Istituti e Luoghi della cultura, e compie un ulteriore piccolo passo in avanti. Nello specifico, i Musei e gli altri Istituti e Luoghi della cultura di cui all’art. 101 del “Codice dei Beni culturali e del Paesaggio”, restano aperti dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi, a condizione che questi garantiscano, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, nonché dei flussi di visitatori (più o meno di 100.000 l’anno), modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Il servizio è organizzato tenendo conto dei protocolli o linee guida adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Amministrazioni e soggetti gestori dei Musei e gli altri Istituti e Luoghi della cultura possono individuare specifiche misure organizzative, di prevenzione e protezione, nonché di tutela dei lavoratori, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi e delle attività svolte. Sono aperte al pubblico anche le mostre, alle medesime condizioni sopra descritte;

In più, si apre la possibilità, a partire dal 27 marzo 2021, di garantire l’accesso a Musei e affini anche il sabato e i giorni festivi, a coloro che abbiano prenotato l’ingresso on line o telefonicamente con almeno un giorno di anticipo. Resta sospesa invece l’efficacia delle disposizioni regolamentari di cui all’art. 4, comma 2, secondo periodo, del Decreto Mibact n. 507/1997 (aperture gratuite la prima domenica del mese).

Restano sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in Sale teatrali, Sale da concerto, Sale cinematografiche e in altri spazi, anche all’aperto (art. 15). A partire dal 27 marzo 2021, però, gli spettacoli aperti al pubblico in Sale teatrali, Sale da concerto, Sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto, possono essere svolti purché vengano organizzati in modo tale da garantire posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale che per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi. La capienza consentita non può essere superiore al 25% di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 400 per spettacoli all’aperto e a 200 per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala.

Tali attività devono svolgersi nel rispetto degli Allegati nn. 26 e 27, nonché dei Protocolli o delle Linee-guida di Settore. Restano sospesi gli spettacoli aperti al pubblico per i quali non sia possibile assicurare il rispetto delle condizioni di cui sopra.

Resta ferma invece la sospensione (art. 16) delle attività dei centri culturali, centri sociali e centri ricreativi, le attività che abbiano luogo in Sale da ballo e Discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso. Analogamente sono vietate le sagre, le fiere di qualunque genere ed altri eventi analoghi, così come le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose.

L’art. 17 detta le regole in materia di attività motoria e sportiva.

E’ consentito svolgere individualmente attività sportiva o motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché nel rispetto della distanza interpersonale di almeno 2 metri per l’attività sportiva e di almeno 1 metro per ogni altra attività, salvo che sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti.

Restano sospese le attività di Palestre, Piscine, Centri natatori, Centri benessere, Centri termali (eccetto quelli con presidio sanitario obbligatorio o che eroghino prestazioni rientranti nei “livelli essenziali di assistenza” e le attività riabilitative o terapeutiche), nonché Centri culturali, sociali e ricreativi; ferma restando la sospensione delle attività di Piscine e Palestre, l’attività sportiva di base e quella motoria in genere svolte all’aperto presso Centri e Circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le Linee-guida di Settore, con la prescrizione che è interdetto l’uso degli spogliatoi interni a tali Circoli; sono consentite le attività dei Centri di riabilitazione, nonché quelle dei Centri di addestramento e delle strutture dedicate esclusivamente al mantenimento dell’efficienza operativa in uso al Comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso pubblico, che si svolgono nel rispetto dei Protocolli e delle Linee-guida vigenti.

Fatto salvo quanto indicato dall’art. 18, comma 1, lo svolgimento degli sport di contatto, come individuati dal Decreto 13 ottobre 2020 della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento dello Sport, sono sospesi. Stop anche all’attività sportiva dilettantistica di base, alle Scuole e all’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto nonché a tutte le gare, competizioni e attività connesse agli sport di contatto aventi carattere ludico-amatoriale.

L’art. 18, in continuità con il previgente Dpcm., dispone che siano consentiti soltanto gli eventi e le competizioni ‒ di livello agonistico e riconosciuti di interesse nazionale con provvedimento del Coni e del Comitato italiano paralimpico (Cip) ‒ riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate, Enti di promozione sportiva ovvero da Organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico. Per tali eventi e competizioni non è consentita la presenza di pubblico e dovranno pertanto svolgersi a porte chiuse, nel rispetto dei Protocolli di Settore. Le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei Protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali. Il Coni e il Comitato italiano paralimpico (Cip) vigilano sul rispetto delle disposizioni di cui alla presente lettera. La partecipazione alle competizioni sportive per le persone che hanno soggiornato o transitato all’estero nei 14 giorni precedenti è consentita nel rispetto di quanto previsto agli artt. 49, 50 e 51.

L’art. 19 dispone che restino chiusi gli impianti nei comprensori sciistici; gli stessi possono essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale, nei Settori professionistici e dilettantistici, dal Coni, dal Comitato italiano paralimpico e dalle rispettive Federazioni per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali ed internazionali o lo svolgimento di tali competizioni. Una ulteriore deroga è concessa per lo svolgimento

degli allenamenti e delle prove di abilitazione all’esercizio della professione di maestro di sci.

Sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente (art. 20).

Altrettanto vale per Parchi tematici e di divertimento. È consentito l’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle linee guida del Dipartimento per le Politiche della Famiglia.

L’art. 21 racchiude le disposizioni relative al mondo della Scuola. Nello specifico, viene confermato l’obbligo, per le Istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, di adottare forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica tali da consentire ad almeno il 50% e fino 75% della propria popolazione studentesca, di poter fare attività didattica in presenza. Le uniche attività in presenza ammesse sono quelle che prevedono l’uso di laboratori o quelle volte a mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata. L’attività didattica ed educativa per la Scuola dell’infanzia, il Primo ciclo di Istruzione e per i Servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, con uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai 6 anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina.

Viene data facoltà ai Presidenti delle Regioni o Province autonome di disporre, in specifiche aree (anche di ambito comunale) la chiusura delle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado (con le medesime eccezioni per laboratori e alunni con disabilità e bisogni educativi speciali) laddove siano state ivi adottate misure stringenti di isolamento in ragione della circolazione di varianti di “Covid-19” connotate da alto rischio di diffusività o da resistenza al vaccino o da capacità di indurre malattia grave. La stessa misura può essere disposta in tutte le aree regionali o provinciali nelle quali l’incidenza cumulativa settimanale dei contagi sia superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti oppure in caso di motivata ed eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.

Disposta anche l’istituzione, presso ciascuna Prefettura-Utg e nell’ambito della Conferenza provinciale permanente, di un Tavolo di coordinamento, presieduto dal Prefetto, per la definizione del più idoneo raccordo tra gli orari di inizio e termine delle attività didattiche e gli orari dei servizi di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, in funzione della disponibilità di mezzi di trasporto a tal fine utilizzabili, volto ad agevolare la frequenza scolastica anche in considerazione del carico derivante dal rientro in classe di tutti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Al predetto tavolo di coordinamento partecipano il Presidente della Provincia o il Sindaco della Città metropolitana, gli altri Sindaci eventualmente interessati, i Dirigenti degli ambiti territoriali del Miur, i rappresentanti del Mit, delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, nonché delle Aziende di “Trasporto pubblico locale”. All’esito dei lavori del tavolo, il Prefetto produrrà un documento operativo sulla base del quale le Amministrazioni coinvolte adotteranno le misure di rispettiva competenza. Nel caso in cui tali misure non siano assunte nel termine indicato nel suddetto documento, il Prefetto, fermo restando quanto previsto dall’art. 11, comma 4, del Dlgs. n. 300/1999, ne dà comunicazione al Presidente della Regione, che adotta, ai sensi dell’art. 32 della Legge n. 833/1978, una o più Ordinanze, con efficacia limitata al pertinente ambito provinciale, volte a garantire l’applicazione, per i Settori della Scuola e dei Trasporti pubblici locali, urbani ed extraurbani, delle misure organizzative strettamente necessarie al raggiungimento degli obiettivi e delle finalità sopra descritte. Le Scuole secondarie di secondo grado sono chiamate, da canto loro, a organizzare il Piano di lavoro del personale Ata, gli orari delle attività didattiche per docenti e studenti, nonché degli Uffici amministrativi, sulla base delle disposizioni di cui alla presente lettera.

Al fine di mantenere il distanziamento interpersonale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa, fatta eccezione per tutte le attività mirate all’apprendimento, al recupero della socialità, comunque nel rispetto delle norme di sicurezza.

Le riunioni degli Organi collegiali delle Istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado possono essere svolte solo a distanza. Lo stesso vale per il rinnovo degli Organi collegiali delle Istituzioni scolastiche, assicurandosi di garantire segretezza e libertà di partecipazione. Gli Enti gestori provvedono ad assicurare la pulizia degli ambienti e gli adempimenti amministrativi e contabili concernenti i servizi educativi per l’infanzia. L’Ente proprietario dell’immobile può autorizzare, in raccordo con le Istituzioni scolastiche, l’Ente gestore ad utilizzarne gli spazi per l’organizzazione e lo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, non scolastiche né formali, senza pregiudizio alcuno per le attività delle Istituzioni scolastiche medesime. Le attività dovranno essere svolte con l’ausilio di personale qualificato e con obbligo a carico dei gestori di adottare appositi Protocolli di sicurezza conformi alle Linee-guida di cui all’Allegato 8 e di procedere alle attività di pulizia e igienizzazione necessarie. Alle medesime condizioni, possono essere utilizzati anche Centri sportivi pubblici o privati.

Prosegue la sospensione (art. 22) di gite, visite guidate e uscite didattiche comunque denominate in ogni Scuola, di qualsiasi ordine e grado, fatte salve le attività inerenti ai percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, nonché i tirocini ex Dm. Miur n. 249/2010.

L’art. 23, dedicato all’istruzione superiore, dispone che le Università, sentito il Comitato universitario regionale di riferimento, predispongano, in base all’andamento del quadro epidemiologico, Piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari, da svolgersi a distanza o in presenza, che tengono conto delle esigenze formative e dell’evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria, nel rispetto delle Linee-guida del Miur, nonché sulla base del Protocollo per la gestione di casi confermati e sospetti di “Covid-19”. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano, per quanto compatibili, anche alle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, ferme restando le attività che devono necessariamente svolgersi in presenza.

A beneficio degli studenti che non riescano a partecipare alle attività didattiche o curriculari delle Università e delle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, tali attività possono essere svolte, ove possibile, con modalità a distanza. Le Università e le Istituzioni assicurano, laddove ritenuto necessario e in ogni caso individuandone le relative modalità, il recupero delle attività formative, nonché di quelle curriculari, ovvero di ogni altra prova o verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico. Le assenze maturate dagli studenti di cui alla presente lett. u) non sono computate ai fini della eventuale ammissione ad esami finali nonché ai fini delle relative valutazioni.

L’art. 24, dedicato ai concorsi, conferma quanto stabilito dalla norma previgente. Resta quindi sospeso lo svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle Professioni, ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, nonché ad esclusione dei concorsi per il personale del Servizio sanitario nazionale, ivi compresi, ove richiesti, gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della Professione di Medico chirurgo e di quelli per il personale della Protezione civile. Sono consentire (dallo scorso 15 febbraio 2021) le prove selettive dei concorsi banditi dalle P.A. nei casi in cui è prevista la partecipazione di un numero di candidati non superiore a 30 per ogni sessione o sede di prova, previa adozione di Protocolli adottati dal Dipartimento della Funzione pubblica e validati dal Comitato tecnico-scientifico di cui all’art. 2 dell’Ordinanza 3 febbraio 2020, n. 630, del Capo del Dipartimento della Protezione civile. Resta ferma in ogni caso l’osservanza delle disposizioni di cui alla Direttiva del Ministero per la P.A. n. 1 del 25 febbraio 2020 e degli ulteriori aggiornamenti, nonché la possibilità per le Commissioni di procedere alla correzione delle prove scritte con collegamento da remoto.

L’art. 25 dispone che i corsi di formazione, indipendentemente dal fatto che siano rivolti al mondo pubblico o privato, possano svolgersi solo con modalità a distanza. Restano consentiti solo i corsi in presenza di formazione specifica in medicina generale nonché le attività didattico-formative degli Istituti di formazione dei Ministeri dell’Interno, della Difesa, dell’Economia e delle Finanze e della Giustizia, nonché del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica. I corsi per i medici in formazione specialistica e le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e medica possono in ogni caso proseguire anche in modalità non in presenza.

Sono inoltre consentiti, tra gli altri, (anche a distanza e secondo le modalità stabilite con appositi provvedimenti amministrativi):

  • i corsi abilitanti e le prove teoriche e pratiche effettuate dagli Uffici della Motorizzazione civile e dalle Autoscuole;
  • i corsi per l’accesso alla professione di Trasportatore su strada di merci e viaggiatori e i corsi sul buon funzionamento del tachigrafo svolti dalle stesse Autoscuole, Scuole nautiche e da altri Enti di formazione, anche in ambito ferroviario e aeronautico;
  • i corsi di formazione e i corsi abilitanti o comunque autorizzati o finanziati dal Mit;
  • gli esami di qualifica dei percorsi di IeFP, secondo le disposizioni emanate dalle singole Regioni;
  • i corsi di formazione in materia di salute e sicurezza (purché nel rispetto delle prescrizioni del “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da ‘Sars-CoV-2’ nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” stilato dall’Inail).

Le Amministrazioni di appartenenza possono rideterminare le modalità didattiche ed organizzative dei corsi di formazione e di quelli a carattere universitario del personale delle Forze di Polizia e delle Forze Armate, in fase di espletamento alla data del 9 marzo 2020, prevedendo anche il ricorso ad attività didattiche ed esami a distanza e l’eventuale soppressione di prove non ancora svoltesi, ferma restando la validità delle prove di esame già sostenute ai fini della formazione della graduatoria finale del corso.

I periodi di assenza dai corsi di formazione in questione, connessi al fenomeno epidemiologico da “Covid-19”, non concorrono al raggiungimento del limite di assenze il cui superamento comporta il rinvio, l’ammissione al recupero dell’anno o la dimissione dai medesimi corsi.

Nessuna nuova per le attività commerciali al dettaglio. Come disposto dall’art. 26, queste si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni. Le suddette attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di Protocolli o Linee-guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel Settore di riferimento o in ambiti analoghi; confermata anche la chiusura degli esercizi commerciali all’interno dei Centri commerciali e dei Mercati nelle giornate festive e prefestive. Fanno eccezione solo Farmacie, Parafarmacie, Presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, Tabacchi e Edicole.

Invariate anche le disposizioni che interessano i servizi di ristorazione (art. 27).

Tali attività (Bar, Pub, Ristoranti, Gelaterie, Pasticcerie) sono consentite dalle ore 5:00 alle 18:00 con consumo al tavolo, purché non si superino le 4 persone per tavolo, a meno che non siano tutti conviventi. Dopo le 18:00 è vietato il consumo di cibi e bevande in luoghi pubblici e aperti al pubblico. Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli Alberghi e in altre Strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati, così come la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché – fino alle 22:00 – l’asporto, a condizione che i prodotti acquistati non vengano consumati sul posto o in prossimità dei locali stessi; per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dal codice Ateco 56.3 l’asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18:00. Le attività di cui sopra restano consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i Protocolli o le Linee-guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel Settore di riferimento o in Settori analoghi. Continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Gli esercenti sono tenuti ad esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale.

Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le Autostrade, gli itinerari europei E45 e E55, negli Ospedali e negli Aeroporti, nei Porti e negli Interporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

Le attività delle Strutture ricettive (art. 28) sono esercitate a condizione che sia assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro negli spazi comuni e il rispetto delle Linee-guida e i Protocolli di sicurezza di Settore.

Nulla di nuovo sotto il sole, in zona gialla, neanche per le attività inerenti ai servizi alla persona, nonché servizi bancari, finanziari e altre attività che restano garantiti (art. 29).

Tutte queste attività sono consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i Protocolli o le Linee-guida applicabili. Resta fermo lo svolgimento delle attività inerenti ai servizi alla persona già consentite sulla base del Dpcm. 26 aprile 2020.

Restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi.

L’art. 30 raccomanda, in ordine alle attività professionali, che:

  • esse siano attuate anche mediante modalità di “lavoro agile”, ove possano essere svolte da casa o in modalità a distanza;
  • siano incentivate ferie e congedi retribuiti o altri strumenti previsti dalla Contrattazione collettiva;
  • siano assunti Protocolli di sicurezza anti-contagio;
  • siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro;

Di interesse per gli Enti Locali, l’art. 31 che riguarda i Trasporti. Viene confermato il tasso di riempimento massimo dei mezzi pubblici del “Trasporto locale” (eccezion fatta per quello scolastico) e del “Trasporto ferroviario regionale” che resta del 50%; tale coefficiente sostituisce quelli previsti nei Protocolli e nelle Linee-guida vigenti. Il Presidente della Regione dispone la programmazione del servizio erogato dalle Aziende del “Trasporto pubblico locale”, anche non di linea, finalizzata alla riduzione e alla soppressione dei servizi in relazione agli interventi sanitari necessari per contenere l’emergenza “Covid-19” sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali, la cui erogazione deve comunque essere modulata in modo tale da evitare il sovraffollamento dei mezzi di trasporto nelle fasce orarie della giornata in cui si registra la maggiore presenza di utenti. Per le medesime finalità, il Mit con Decreto può disporre, al fine di contenere l’emergenza sanitaria da “Covid-19”, riduzioni, sospensioni o limitazioni nei servizi di trasporto, anche internazionale, automobilistico, ferroviario, aereo, marittimo e nelle acque interne, anche imponendo specifici obblighi agli utenti, agli equipaggi, nonché ai vettori ed agli armatori.

In base al successivo art. 32, tenuto conto delle indicazioni fornite dal Ministero della Salute, le articolazioni territoriali del Ssn. assicurano al Ministero della Giustizia idoneo supporto per il contenimento della diffusione del contagio del “Covid-19”, anche mediante adeguati presidi idonei a garantire i nuovi ingressi negli Istituti penitenziari e negli Istituti penali per minorenni. I casi sintomatici dei nuovi ingressi sono posti in condizione di isolamento dagli altri detenuti.

Capo IV

Misure di contenimento del contagio che si applicano in “zona arancione

Con riferimento alle Regioni ricomprese nell’Area arancione (artt. 33 e 34), definite come Regioni nel cui territorio si manifesti un’incidenza settimanale dei contagi superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti e che si collocano in uno scenario di tipo 2 e con un livello di rischio almeno moderato, ovvero che si collocano in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio alto), viene disposto quanto segue:

a) divieto di effettuare spostamenti in entrata e uscita dai territori in questione, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita. Resta ferma la possibilità di rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. E’ consentito attraversare le Aree arancioni ove sia necessario per raggiungere zone non soggette a restrizioni negli spostamenti o nel caso in cui tale spostamento sia legittimato dal Decreto in commento (art. 35);

b) divieto di effettuare spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale Comune;

c) come stabilito dall’art. 2, comma 2, del Dl. n. 15/2021, fino al 27 marzo 2021, in ambito comunale, è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5:00 e le ore 22:00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di 14 anni sui quali tali persone esercitino la responsabilità genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi;

d) sono comunque consentiti gli spostamenti dai Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di Provincia;

e) stop alle mostre e chiusi Musei e degli altri Istituti e Luoghi della cultura, ad eccezione delle Biblioteche dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione e degli archivi, fermo restando il rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemica; sospesi anche spettacoli aperti al pubblico in teatri, sale da concerto, cinema e altri spazi, anche all’aperto (art. 36);

f) sospensione delle attività di tutti i servizi di ristorazione eccezion fatta per mense e catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano applicati gli specifici Protocolli di sicurezza. Sì a consegne a domicilio e asporto (fino alle 22.00) con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dal codice Ateco 56.3 l’asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18:00. Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le Autostrade, gli itinerari europei E45 e E55, negli Ospedali, negli Aeroporti, nei porti e negli interporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro (art. 37).

Capo V

Misure di contenimento del contagio che si applicano in “zona rossa

Per la “zona rossa” (Regioni nel cui territorio si manifesti un’incidenza settimanale dei contagi superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti e che si collocano in uno scenario almeno di tipo 3 e con un livello di rischio almeno moderato, vedi artt. 38 e 39) si parla invece di:

a) divieto di effettuare spostamenti in entrata e in uscita dai territori in questione, nonché all’interno degli stessi, tranne che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Sì agli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita così come al rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. E’ assicurata anche la possibilità di attraversare le Aree rosse ove si abbia necessità di farlo per raggiungere zone non soggette a restrizioni negli spostamenti o nel caso in cui tale spostamento sia legittimato dal Decreto in commento (art. 40);

b) sospensione di tutte le attività di cui all’art. 17, commi 2 e 3, anche se svolte nei Centri sportivi all’aperto, sono sospese. Sono altresì sospesi tutti gli eventi e le competizioni organizzati dagli Enti di promozione sportiva; è consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie. È altresì consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale (art. 41);

c) stop alle mostre e chiusi Musei e degli altri Istituti e Luoghi della cultura, ad eccezione delle Biblioteche dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione e degli archivi, fermo restando il rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemica; sospesi anche spettacoli aperti al pubblico in teatri, sale da concerto, cinema e altri spazi, anche all’aperto (art. 42);

d) le attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado si svolgono esclusivamente con modalità a distanza. Resta ferma la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali e per gli altri, laddove occorra utilizzare dei laboratori (art. 43);

e) è sospesa la frequenza delle attività formative e curriculari delle Università e delle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, fermo in ogni caso il proseguimento di tali attività a distanza. I corsi per i Medici in formazione specialistica, i corsi di formazione specifica in Medicina generale, nonché le attività dei tirocinanti delle Professioni sanitarie e le altre attività, didattiche o curriculari, eventualmente individuate dalle Università, sentito il Comitato Universitario regionale di riferimento, possono proseguire, laddove necessario, anche in modalità in presenza (art. 44);

f) sono sospese le attività commerciali al dettaglio, eccezion fatta per le attività di vendita di generi alimentari e beni di prima necessità (vedasi Allegato 23[1]), sia negli esercizi di vicinato che nelle medie e grandi strutture di vendita. Sì quindi agli acquisti di queste categorie di beni anche nei negozi collocati all’interno dei Centri commerciali, a condizione che non sia consentito l’accesso ad altre attività e ferme restando le chiusure nei giorni festivi e prefestivi previste su tutto il territorio nazionale. Restano aperte le Edicole, i Tabaccai, le Farmacie e le Parafarmacie. Quanto ai Mercati invece, la chiusura è pressocché totale, eccezion fatta per le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari (art. 45);

g) esattamente come per le “zone arancioni”, è disposta la sospensione delle attività di tutti i servizi di ristorazione eccezion fatta per mense e catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano applicati gli specifici Protocolli di sicurezza. Sì a consegne a domicilio e asporto (fino alle 22.00) con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dal codice Ateco 56.3 l’asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18:00. Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le Autostrade, gli itinerari europei E45 e E55, negli Ospedali, negli Aeroporti, nei Porti e negli Interporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro (art. 46).

h) sono sospese le attività inerenti servizi alla persona, eccezion fatta per:

  • Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia;
  • Attività delle lavanderie industriali;
  • Altre lavanderie, tintorie;
  • Servizi di pompe funebri e attività connesse;

Rispetto alla previgente norma, la novità è che in zona rossa restano quindi Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere.

i) i datori di lavoro pubblici limitano la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente tale presenza, anche in ragione della gestione dell’emergenza; il personale non in presenza presta la propria attività lavorativa in modalità “agile”.

Il Dpcm. (Capo VI, art. 49) vieta gli spostamenti da e per Stati e territori di cui all’Elenco “E” dell’Allegato 20, l’ingresso e il transito nel territorio nazionale alle persone che hanno transitato o soggiornato negli Stati e territori di cui al medesimo Elenco “E” nei 14 giorni antecedenti, nonché gli spostamenti verso gli Stati e territori di cui all’Elenco “F” dell’Allegato 20, salvo che ricorrano uno o più dei seguenti motivi, comprovati mediante apposita dichiarazione, tra cui: esigenze lavorative, assoluta urgenza, esigenze di salute, esigenze di studio e rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

L’art. 50 disciplina gli obblighi di dichiarazione da rendere all’ingresso nel territorio nazionale dall’estero, mentre il successivo art. 51 riguarda la sorveglianza sanitaria, l’isolamento fiduciario e l’obbligo di sottoporsi a test molecolare o antigenico a seguito dell’ingresso nel territorio nazionale dall’estero.

L’art. 52 (Capo VII) detta prescrizioni con riguardo ai vettori e agli armatori per il controllo dell’equipaggio e dei viaggiatori, e sull’uso dei mezzi di protezione individuale.

L’art. 53 dispone in materia di navi da crociera e navi di bandiera estera: linee-guida da rispettare, divieto d’imbarco per coloro che sono sottoposti/obbligati al rispetto di misure di sorveglianza sanitaria e/o isolamento fiduciario, dichiarazione del Comandante all’Autorità marittima prima della partenza della nave di aver rispettato tutte le Linee-guida con indicazione dei Porti di scalo e della provenienza dei passeggeri, possibilità di scalo di navi da crociera di bandiera estera in dipendenza dei Porti precedenti di scalo e della provenienza dei passeggeri.

Gli scali delle navi da crociera sono consentiti solo negli Stati e territori di cui agli Elenchi “A” e “B” dell’Allegato 20 e sono vietate le escursioni libere, per le quali i servizi della crociera non possono adottare specifiche misure di prevenzione dal contagio.

L’art. 54 detta misure in materia di “Trasporto pubblico di linea”: presenza di Protocolli di regolamentazione contro il “Covid-19” e obblighi informativi di comportamento agli utenti.

Il Prefetto deve assicurare l’esecuzione delle misure indicate nel presente Dpcm. e monitorare l’attuazione delle restanti misure da parte delle amministrazioni competenti (Capo VIII, art. 55).

Il Dpcm. riporta 28 Allegati per regolare nel dettaglio numerose attività ricorrenti che i cittadini svolgono (celebrazioni religiose, giochi dei bambini, attività di lavoro e di commercio, attività scolastiche, trasporti, crociere, ecc.), per indicare le prescrizioni igienico-sanitarie da rispettare e per limitare gli spostamenti con gli altri Stati:

  1. Protocollo con la Conferenza Episcopale Italiana circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo;
  2. Protocollo con le Comunità ebraiche italiane;
  3. Protocollo con le Chiese Protestanti, Evangeliche, Anglicane;
  4. Protocollo con le Comunità ortodosse;
  5. Protocollo con le Comunità Induista, Buddista (Unione Buddista e Soka Gakkai), Baha’i e Sikh;
  6. Protocollo con le Comunità Islamiche;
  7. Protocollo con la Comunità della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni;
  8. Linee-guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini e adolescenti;
  9. Linee-guida per la riapertura delle attività economiche e produttive;
  10. Criteri per Protocolli di Settore elaborati dal Comitato tecnico-scientifico in data 15 maggio 2020;
  11. Misure per gli esercizi commerciali;
  12. Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virusCovid-19” negli ambienti di lavoro fra il Governo e le Parti sociali;
  13. Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del “Covid-19” nei Cantieri;
  14. Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del “Covid-19” nel Settore del Trasporto e della Logistica;
  15. Linee-guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del “Covid-19” in materia di Trasporto pubblico;
  16. Linee-guida per il Trasporto scolastico dedicato;
  17. Misure per la gestione dell’emergenza epidemiologica da “Covid-19” a bordo delle navi da crociera;
  18. Linee-guida concernenti la completa ripresa delle ordinarie attività nelle Istituzioni della formazione superiore per l’anno accademico 2020/2021;
  19. Misure igienico-sanitarie;
  20. Spostamenti da e per l’estero;
  21. Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di “Covid-19” nelle Scuole e nei Servizi educativi dell’infanzia;
  22. Protocollo per la gestione di casi confermati e sospetti di “Covid-19” nelle aule universitarie;
  23. Commercio al dettaglio;
  24. Servizi per la persona;
  25. Prevenzione e risposta a “Covid-19”: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale.
  26. Spettacoli dal vivo;
  27. Cinema
  28. Protocollo per raggiungere una nave per l’imbarco, per la libera uscita e per lasciare una nave per il rimpatrio.

_______________________________________


[1] Allegato 23 – Commercio al dettaglio

• Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande (Ipermercati, Supermercati, Discount di alimentari, Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimenti vari);

• Commercio al dettaglio di prodotti surgelati;

• Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici;

• Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici Ateco: 47.2), ivi inclusi gli esercizi specializzati nella vendita di sigarette elettroniche e liquidi da inalazione;

• Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati;

• Commercio al dettaglio di apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (Ict) in esercizi specializzati (codice Ateco: 47.4);

• Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiali da costruzione (incluse ceramiche e piastrelle) in esercizi specializzati;

• Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari;

• Commercio al dettaglio di macchine, attrezzature e prodotti per l’agricoltura e per il giardinaggio;

• Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione e sistemi di sicurezza in esercizi specializzati;

• Commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati;

• Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici;

• Commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio;

• Commercio al dettaglio di confezioni e calzature per bambini e neonati;

• Commercio al dettaglio di biancheria personale;

• Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero in esercizi specializzati;

• Commercio di autoveicoli, motocicli e relative parti ed accessori;

• Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli in esercizi specializzati;

• Commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (farmacie e altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica);

• Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati;

• Commercio al dettaglio di cosmetici, di articoli di profumeria e di erboristeria in esercizi specializzati;

• Commercio al dettaglio di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti;

• Commercio al dettaglio di animali domestici e alimenti per animali domestici in esercizi specializzati;

• Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia;

• Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento;

• Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini;

• Commercio al dettaglio di articoli funerari e cimiteriali;

• Commercio al dettaglio ambulante di: prodotti alimentari e bevande; ortofrutticoli; ittici; carne; fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti; profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri detergenti; biancheria; confezioni e calzature per bambini e neonati;

• Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet, per televisione, per corrispondenza, radio, telefono;

• Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici.


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