“Covid-19”: pubblicate le Faq del Mef-RgS sulla compilazione del Modello di certificazione “perdita di gettito” 2020

“Covid-19”: pubblicate le Faq del Mef-RgS sulla compilazione del Modello di certificazione “perdita di gettito” 2020

La Ragioneria dello Stato ha pubblicato, sul proprio sito internet istituzionale in data 21 gennaio 2021, n. 37 Faq di chiarimenti per la compilazione della Certificazione per la “perdita di gettito” da parte degli Enti Locali, Modello per il quale sono ora annunciate, con Comunicato Mef, modifiche al Dm. 3 novembre 2020, n. 212342, in corso di approvazione, che saranno inserite a breve in un apposito Decreto correttivo.

Si ricorda che il Modello di certificazione delle perdite di gettito connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19 per l’anno 2020 dovrà essere inviato alla RgS. entro il prossimo 31 maggio.

Il Tavolo tecnico istituito per il monitoraggio degli effetti della pandemia sugli Enti, nella seduta del 15 gennaio 2021, ha ritenuto necessario emanare un Dm. correttivo per tener conto delle novità della Legge di bilancio e per modificare il Modello “Covid-19 ”, come suggerito dalle segnalazioni da parte degli Enti.

I quesiti a cui la RgS. risponde spaziano dalla precisazione della possibilità o meno di certificare diverse tipologie di minori entrate o maggiori spese connesse all’emergenza “Covid-19”, ai chiarimenti in merito alla rappresentazione nel Modello delle diverse voci. Dalle risposte si ricavano anche alcune novità che verranno apportate a breve al Modello di certificazione con un apposito Dm. integrativo e di seguito riassunte.

  1. una nuova riga sarà inserita per consentire agli Enti di rendicontare, e conseguentemente di finanziare con le assegnazioni del “Fondone”, anche le maggiori spese derivanti da rimborsi di somme non dovute o incassate in eccesso. Le amministrazioni a causa dell’emergenza sanitaria hanno avuto la necessità di dover rimborsare somme incassate in anticipo per servizi non effettuati.

     Possibile sarà anche la rendicontazione di tutte le somme incassate e successivamente rimborsate a seguito di specifiche norme di esenzione anche per Tosap-Cosap e Imu-Tasi;

  • 2 nuove colonne saranno previste per neutralizzare gli eventi straordinari, ossia per permettere agli Enti di portare a rettifica degli accertamenti 2020 e/o degli accertamenti 2019 (colonne (a) e (b) del Modello), la quota generata da eventi straordinari che hanno interessato il bilancio dell’Ente. Tenendo conto di tali variazioni di entrata non imputabili alle colonne (d) o (e) del Modello e non dovute al “Covid-19”, ad incidere positivamente o negativamente sul saldo complessivo saranno così soltanto le variazioni di entrata connesse all’emergenza da “Covid-19”.
  • i trasferimenti effettuati in favore delle istituzioni scolastiche potranno essere rendicontare a valere sulle risorse del “Fondone”;
  • il Fpv in conto capitale potrà essere indicato per le piccole spese di investimento ammesse dal Modello, limitate a piccoli investimenti connessi al “Covid-19”, come acquisto di dispositivi di distanziamento sociale, tramezzi, lucernari per areazione, maggiori costi per oneri di sicurezza da “Covid-19” nei cantieri dei lavori pubblici;
  • la quota dell’eventuale “saldo complessivo” positivo (costituita dalle risorse assegnate per specifici ristori di spesa) dovrà essere distinta dalla quota che deriva dalle assegnazioni effettuate a valere sul “Fondone”, ed evidenziata nel Modello di certificazione.

Nello specifico riportiamo le Faq pubblicate dal Mef-RgS. che chiariscono, per quanto possibile, come gestire e rappresentare diverse voci nel Modello di certificazione (Tari, Permessi di costruire, Mutui Mef, Addizionale all’Irpef, entrate straordinarie, disavanzi di consorzi, recupero esenzione, spese per reinternalizzazione di servizi, disavanzo di Consorzi):

N. 1 – La perdita dell’entrata da permessi di costruire sarà ristorata?

Viene precisato che il “Fondone”, di cui agli artt. 106 del Dl n. 34/2020 e 39 del Dl n. 104/2020, persegue la finalità di mettere in sicurezza, in ragione della crisi finanziaria provocata dall’emergenza “Covid-19”, gli equilibri di parte corrente degli Enti Locali.

Pertanto, l’eventuale perdita di entrata registrata nell’esercizio 2020 per la voce “Permessi di costruire”, voce che non costituisce un’entrata corrente, sarà ristorata, a valere sulle risorse del richiamato Fondo, nel limite massimo della quota destinata nel 2019 agli equilibri di parte corrente. Infatti, nel “Totale minori/maggiori entrate derivanti daCovid-19”” – riga (A) della Sezione 1 del Modello “Covid-19” – confluirà il dato di cui alla colonna “Variazioni entrate (h)” della sola voce “Quota destinata agli equilibri di parte corrente” e non anche della voce “Permessi di costruire”.

Gli accertamenti registrati nell’esercizio 2020 alla voce “Permessi di costruire” rilevano, ai fini della Certificazione, soltanto in funzione della formula inserita nel Modello in parola in corrispondenza della colonna (h) della voce “Quota destinata agli equilibri di parte corrente”. È possibile simulare gli esiti della certificazione utilizzando il Modello “Covid-19” reso disponibile in formato Excel sul sito istituzionale della RgS. al seguente link: http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/e_government/amministrazione_locali/pareggio _bilancio/citt_metropolitane__province_e_comuni/dm_certificazione_covid-19/

N. 2 – Il mio Comune ha avuto, nell’esercizio 2020, una pesante riduzione delle entrate da permessi di costruire. Nel Modello della Certificazione, tuttavia, questa rilevante minore entrata non emergerà perché “oscurata” dagli importi delle opere a scomputo. Queste ultime sono, in realtà, un giro contabile e non costituiscono un’effettiva possibilità di spesa per l’Ente. E’ possibile evidenziare in qualche modo nel Modello questa casistica comune a molti Enti?

Il Tavolo tecnico di cui all’art. 106, comma 2, del Dl n. 34/2020, nella seduta del 15 gennaio 2021, ha stabilito di inserire nella Sezione 1 del Modello “Covid-19” 2 nuove colonne. Attraverso la compilazione di queste 2 nuove colonne l’Ente potrà portare a rettifica degli accertamenti 2020 e/o degli accertamenti 2019 presenti, rispettivamente, nelle colonne (a) e (b) del Modello, la quota parte di tali accertamenti da ascriversi ad eventi straordinari che hanno interessato il bilancio dell’Ente nel 2020 e/o nel 2019, oppure che derivi dal normale meccanismo di funzionamento di una determinata posta di bilancio. “Neutralizzando” tali variazioni di entrata non imputabili alle colonne (d) o (e) del Modello e non dovute al “Covid-19”, si garantirà che ad incidere positivamente o negativamente sul saldo complessivo siano soltanto le variazioni di entrata effettivamente connesse all’emergenza da “Covid-19”.

Nel caso specifico dell’Ente gli importi delle opere a scomputo registrati nell’esercizio 2020 potranno essere iscritti nella nuova colonna rettificativa degli accertamenti 2020 di cui alla colonna (a) della voce “Permessi di costruire”.

Tuttavia, che per i permessi di costruire a confluire nella voce (A) del Modello e, conseguentemente, nel saldo complessivo della certificazione, sarà esclusivamente una quota parte che nel 2019 l’Ente ha destinato agli equilibri di parte corrente.

Le modifiche apportate al Modello “Covid-19” saranno esplicitate nel Dm. integrativo del Decreto interministeriale n. 212342 del 3 novembre 2020, in corso di predisposizione.

N. 3 – Se, nell’esercizio 2019, non ho destinato agli equilibri di parte corrente alcuna quota delle entrate da permessi di costruire, il Modello Covid-19 non mi riconoscerà alcuna variazione di entrata?

No. Il dato che risulterà, come variazione riconosciuta di entrata, nella colonna (h) della Sezione 1 del Modello “Covid-19” in corrispondenza della voce “Quota destinata agli equilibri di parte corrente”, deriva dalla formula di seguito riportata:

  • se 66% Accertamenti 2020 ≥ Quota destinata agli equilibri di parte corrente 2019: zero;
  • se 66% Accertamenti 2020 < Quota destinata agli equilibri di parte corrente 2019: 66% Accertamenti 2020 meno Quota destinata agli equilibri di parte corrente 2019.

Sulla base di questa formula, se l’Ente nell’esercizio 2019 non ha destinato agli equilibri di parte corrente alcuna quota delle entrate derivanti dai permessi di costruire, la colonna (h) restituirà “zero”. La formula impostata all’interno del Modello risponde alla scelta effettuata dal Tavolo tecnico, di garantire, attraverso le assegnazioni del Fondo, all’Ente che nell’esercizio 2019 ha destinato agli equilibri di parte corrente una quota delle entrate da permessi di costruire, la possibilità di destinare a tale finalità una quota di queste entrate anche nell’esercizio 2020, se in tale esercizio si è rilevata una perdita da entrate da permessi da costruire.

N. 4 – Vorrei avere delucidazioni in merito alla compilazione del Modello Covid-19 con riferimento alla Tari e alla Tefa. Vanno inseriti gli accertamenti di bilancio oppure l’importo riconosciuto nelle Tabelle 1 e 2 allegate al Decreto 3 novembre 2020, n. 212342?

Per la Tari e la Tari-corrispettivo, così come per la Tefa, non è richiesto l’inserimento da parte dell’Ente di alcun dato all’interno della Sezione 1 del Modello “Covid-19”.

Il Decreto Mef n. 212342 del 3 novembre 2020, chiarisce che per la Tari, la Tari-corrispettivo ed il Tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente è riconosciuta comunque agli Enti una stima della perdita. Tale variazione negativa di entrata viene riconosciuta agli Enti indipendentemente dall’effettiva variazione registrata per gli accertamenti 2020 rispetto al 2019, o indipendentemente dalle diverse politiche autonome di aumento/riduzione di aliquote/tariffe o di agevolazioni “Covid-19” che l’Ente può aver attuato.

Il Modello “Covid-19” prospetta le colonne (a)-(b)-(c)-(d)-(e) ed (f) come non editabili; di conseguenza nella colonna (h), che restituisce il valore della richiamata variazione negativa di entrata comunque riconosciuta agli Enti, verrà prospettato con segno negativo il dato di cui alla colonna (g), come risultante dalla Tabella 1 (per la Tari e Tari-corrispettivo) e dalla Tabella 2 (per il Tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente) allegate al Decreto.

N. 5 – Come deve essere utilizzata la quota Tari riconosciuta forfettariamente a tutti gli Enti sulla base della Tabella 1 allegata al Decreto sulla certificazione? Tale somma deve necessariamente concretizzarsi in riduzioni di gettito a favore dei contribuenti o può essere utilizzata per il mancato gettito di altre entrate comunali o comunque per altre spese Covid?

La Tabella 1 allegata al Decreto n. 212342 riporta il valore massimo della perdita da prelievo dei rifiuti che verrà ristorata a ciascun Comune. Tale importo dovrebbe essere utilizzato dall’ente per finanziare agevolazioni Tari, da attuarsi anche per mezzo del soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti urbani. Tuttavia, si ritiene che l’Ente possa finanziare con tali risorse anche altre tipologie di interventi – diversi da agevolazioni Tari ma comunque connessi all’emergenza epidemiologica in corso (es. voucher per imprese/famiglie in sofferenza economica) – qualora, sulla base della conoscenza del proprio territorio, ritenesse tali altri interventi maggiormente utili. Viceversa, non è possibile utilizzare tale importo a copertura di minori entrate comunali.

Viene raccomandato all’Ente di non inserire nella Sezione 2 del Modello la maggiore spesa “Covid-19” sostenuta a valere sulle risorse di cui alla Tabella 1 in parola, sia che tali risorse siano state utilizzate per agevolazioni Tari in favore dei contribuenti (maggiore spesa “Covid-19” per trasferimenti a famiglie/imprese), sia che le stesse siano state utilizzate per altri interventi ritenuti maggiormente utili per il territorio.

N. 6 – L’importo riconosciuto agli Enti nelle Tabelle 1 e 2 allegate al Decreti della certificazione rientra nello stanziamento totale dei fondi oppure è un ristoro a se stante?

L’importo presente per ciascun Comune e Provincia e Città metropolitana, rispettivamente, nelle Tabelle 1 e 2 allegate al Decreto n. 212342 non rappresenta una nuova assegnazione in favore dell’Ente, aggiuntiva a quelle attribuite a valere sulle risorse del “Fondone”, bensì una quota parte di tali assegnazioni.

Al riguardo, occorre fare riferimento alle Note metodologiche allegate al Dm. 14 dicembre 2020 di riparto del saldo del Fondo, dove è chiarito che i criteri e le modalità di riparto di tale saldo tengono conto di quanto previsto dal Decreto n. 212342 con riferimento alla quota Tari/Tari-corrispettivo e alla quota Tefa.

Sulle modalità di utilizzo di tali quote occorre fare riferimento alla Faq n. 5.

N. 7 – La Tabella allegata al Decreto n. 212342 del 3 novembre 2020 riporta per ciascun Comune il valore massimo consentito da tenere in considerazione come perdita di gettito per la Tari. Un Comune che ha esternalizzato il servizio e, pertanto, non rileva questa entrata a bilancio come deve gestire tale quota di ristoro? Rimane comunque al Comune oppure ci verrà chiesto di restituirla?

La perdita di entrata da prelievo sui rifiuti è stata stimata e riconosciuta per tutti gli Enti, inclusi quelli che applicano la tariffa corrispettiva. A conferma della decisione del Tavolo tecnico, di riconoscere indistintamente a tutti gli enti una perdita (stimata) di gettito per Tari/Tari-corrispettivo, la Tabella 1 allegata al Decreto n. 212342 include 7.903 Comuni, ossia tutti i Comuni esistenti alla data di determinazione dell’importo.

Il dato presente nella Tabella 1, pertanto, deve essere interpretato allo stesso modo sia dai Comuni che sono in regime Tari sia dai Comuni che hanno esternalizzato il servizio di raccolta dei rifiuti. Questo importo rappresenta una quota delle risorse complessivamente assegnate all’Ente a valere sul Fondo per l’esercizio delle funzioni degli Enti Locali, che dovrebbe essere destinata ad agevolazioni Tari da attuarsi, nel caso di esternalizzazione del servizio, attraverso il soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti urbani. Tuttavia, viene ritenuto che l’Ente possa finanziare con tali risorse anche altre tipologie di interventi – diversi da agevolazioni Tari ma comunque connessi all’emergenza epidemiologica in corso (es. voucher per imprese/famiglie in sofferenza economica) – qualora, sulla base della conoscenza del proprio territorio, ritenesse tali altri interventi maggiormente utili. Viceversa, non è possibile utilizzare tale importo a copertura di minori entrate comunali.

All’Ente è raccomandato di non inserire nella Sezione 2 del Modello la maggiore spesa “Covid-19” sostenuta a valere sulle risorse di cui alla Tabella 1 in parola, sia che tali risorse siano state utilizzate per agevolazioni Tari in favore dei contribuenti (maggiore spesa “Covid-19” per trasferimenti a famiglie/imprese), sia che siano state utilizzate per altri interventi ritenuti maggiormente utili per il territorio.

N. 8 – Le agevolazioni Tari che il mio Ente ha finanziato con fondi propri di bilancio possono essere inserite nella Certificazione come maggiori spese “Covid-19”?

No. L’inserimento della maggiore spesa sostenuta dagli Enti a seguito di politiche di agevolazione Tari autonomamente attuate determinerebbe una duplicazione del ristoro Tari riconosciuto all’Ente: una prima volta come ristoro della perdita di entrata (Sezione 1 del Modello) e una seconda volta come ristoro della maggiore spesa per trasferimenti a famiglie/imprese (Sezione 2 del Modello).

Viene raccomandato, pertanto, all’Ente di non inserire nella Sezione 2 del Modello la maggiore spesa “Covid-19” connessa alle politiche di agevolazione Tari, anche nel caso in cui il valore finanziario delle agevolazioni Tari complessivamente riconosciute dovesse superare l’importo della Tabella 1.

N. 9 – Il Decreto della Certificazione precisa che “eventuali maggiori spese per trasferimenti a famigli/imprese derivanti dalle agevolazioni Tari non devono essere inserite”. Qualora un Ente abbia deciso di utilizzare la quota di cui alla Tabella 1 allegata al Decreto non per agevolazioni Tari ma per altri interventi “Covid-19”, le spese sostenute per questi altri interventi potrebbero essere indicate nel Modello come maggiori spese “Covid-19”?

No. Benché l’Ente possa utilizzare l’importo di cui alla Tabella 1, allegata al Decreto n. 212342, per finanziare altri interventi “Covid-19” ritenuti maggiormente utili per il proprio territorio rispetto alle agevolazioni Tari, le spese sostenute per la realizzazione di tali altri interventi non devono essere ugualmente indicate nella Sezione 2 del Modello “Covid-19” come “Maggiori spese 2020 –“Covid-19””.

N. 10 – Il Decreto della Certificazione precisa che “eventuali maggiori spese per trasferimenti a famigli/imprese derivanti dalle agevolazioni Tari non devono essere inserite”. Il mio Comune, però, ha finanziato agevolazioni Tari con il Fondo di cui all’art. 112, comma 1, del Dl. n. 34/2020. Posso rendicontarlo?

Sì. Il divieto di inserire, nella Sezione 2 del Modello “Covid-19”, le maggiori spese per trasferimenti a famiglie/imprese derivanti delle agevolazioni Tari concesse a valere sulle risorse di cui alla Tabella 1 allegata al Decreto n. 212342, risponde alla logica di evitare una duplicazione del ristoro Tari già riconosciuto all’ente come ristoro della perdita di entrata (Sezione 1 del Modello).

Diversamente, se l’Ente ha finanziato le agevolazioni Tari con i fondi di cui agli artt. 112 o 112-bis del Dl. n. 34/2020 potrà rappresentarle come “Maggiore spesa 2020-“Covid-19”, a giustificazione delle risorse acquisite con i richiamati fondi, anche tenendo conto che l’assegnazione è automaticamente portata dal sistema in detrazione del totale della colonna “Maggiori spese 2020 “Covid-19”” (Sezione 2 del Modello – riga “Ristori specifici spesa (E)” ).

N. 11 – Vorrei avere delucidazioni in merito alla compilazione del Modello di certificazione “Covid-19” con riferimento alla Tari. Il Comune che rappresento ha ricevuto il contributo per le funzioni degli Enti Locali, il cosiddetto “Fondone”, previsto dall’art. 106 del Dl. n. 34/2020, e dall’art. 39 del Dl. n. 104/2020, convertiti con modificazioni ed integrazione, e si vede riconosciuto, all’interno del richiamato contributo, un importo quale perdita stimata del getti Tari. L’importo relativa alla Tari è pari all’importo stabilito dalla Tabella 1 dell’allegato al Dm. 3 novembre 2020, n. 212342. In sede di certificazione “Covid-19”, prevista dal citato Dm. si dovrà, quindi, certificare le effettive minori entrate e maggiori/minori spese, al netto dell’importo della Tari già riconosciuto? E’ necessario porre il vincolo sull’avanzo di amministrazione 2020, in caso di non utilizzo della richiamata quota Tari nel corso del 2020?

Viene confermato che per la Tari e la Tari-corrispettivo non è richiesto l’inserimento da parte dell’Ente di alcun dato all’interno della Sezione 1 del Modello “Covid-19”; di conseguenza, l’Ente è tenuto a compilare tutte le altre parti del Modello per certificare le minori entrate e le maggiori/minori spese legate all’emergenza da “Covid-19”, ad eccezione della Tari e dalla Tari-corrispettivo, per la quale viene riconosciuta agli enti all’interno della certificazione una stima della perdita pari all’importo di cui alla Tabella 1 allegata al Dm. n. 212342 – senza alcuna dichiarazione da parte dell’Ente.

Nel ricordare che tale importo dovrebbe essere utilizzato dall’Ente per finanziare agevolazioni Tari da attuarsi anche per mezzo del soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti urbani, viene ritenuto  che un Ente possa finanziare con tali risorse anche altre tipologie di interventi – diversi da agevolazioni Tari ma comunque connessi all’emergenza epidemiologica in corso (es. voucher per imprese/famiglie in sofferenza economica) – qualora, sulla base della conoscenza del proprio territorio, ritenesse tali altri interventi maggiormente utili.

Al fine di evitare duplicazioni di ristori, è raccomandato, inoltre, di non inserire nella Sezione 2 del Modello la maggiore spesa “Covid-19” sostenuta a valere sulle risorse di cui alla Tabella 1 in parola, sia che tali risorse siano state utilizzate per agevolazioni Tari in favore dei contribuenti (maggiore spesa “Covid-19” per trasferimenti a famiglie/imprese), sia che le stesse siano state utilizzate per altri interventi ritenuti maggiormente utili per il territorio.

Nel caso in cui l’Ente non avesse utilizzato la quota Tari riconosciuta nell’anno 2020, le risorse confluiranno nella quota vincolata del risultato di amministrazione 2020 e potranno essere utilizzate per le finalità sopra richiamate anche nel 2021 (vedasi comma 823 dell’art. 1 della Legge 30 dicembre 2020, n. 178 – Legge di bilancio per il 2021). Pertanto, l’utilizzo delle richiamate risorse confluite, al 31 dicembre 2020, in avanzo vincolato può essere già previsto dall’Ente in sede di predisposizione del bilancio di previsione 2021-2023 attraverso la loro iscrizione nel primo esercizio del bilancio di previsione.

La verifica a consuntivo della perdita di gettito e dell’andamento delle spese 2020 e 2021, a seguito della quale si provvederà all’eventuale regolazione dei rapporti finanziari tra Comuni e tra Province e Città metropolitane, ovvero tra i due predetti comparti, mediante apposita rimodulazione degli importi, sarà effettuata il 30 giugno 2022.

I chiarimenti di cui alla presente Faq valgono anche, nel caso di Province e Città metropolitane, per la quota Tefa di cui alla Tabella 2 dell’allegato 3 del Dm. n. 212342.

N. 12 – Nel caso in cui l’Ente non abbia utilizzato tutte le risorse del “Fondone” nel 2020 e, pertanto, dalla Certificazione emergerà un saldo positivo, le somme andranno restituite?

Le eventuali risorse ricevute dall’Ente ma non utilizzate confluiranno nella quota vincolata del risultato di amministrazione 2020 e potranno essere utilizzate per ristorare sia la perdita di gettito 2021 sia per far fronte alle esigenze di spese per il 2021 connesse al “Covid-19” anche nel 2021 (vedasi comma 823 dell’art. 1 della Legge 30 dicembre 2020, n. 178 – Legge di bilancio per il 2021).

La verifica a consuntivo della perdita di gettito e dell’andamento delle spese 2020 e 2021, a seguito della quale vi sarà l’eventuale regolazione dei rapporti finanziari tra Comuni e tra Province e Città metropolitane, ovvero tra i 2 predetti comparti, mediante apposita rimodulazione degli importi, sarà effettuata entro il 30 giugno 2022.

N. 13 – Le risorse del “Fondone” confluite in avanzo vincolato al 31 dicembre 2020 possono essere utilizzate già in sede di predisposizione del bilancio di previsione?

Sì. Viene confermato che le risorse del Fondo, non utilizzate entro il 31 dicembre 2020 e confluite in avanzo vincolato, possono essere utilizzate già in sede di predisposizione del bilancio di previsione 2021-2023, attraverso la loro iscrizione nel primo esercizio del bilancio di previsione (art. 187, comma 3, Dlgs. n. 267/2000). A tal proposito, occorre fare riferimento al comma 823 dell’art. 1 della Legge 30 dicembre 2020, n. 178 – Legge di bilancio per il 2021, che prevede, tra l’altro, che le risorse del Fondo in parola “sono vincolate alle finalità di ristorare, nel biennio 2020 e 2021, la perdita di gettito connessa all’emergenza epidemiologica daCovid-19”. Le risorse non utilizzate alla fine di ciascun esercizio confluiscono nella quota vincolata del risultato di amministrazione, non possono essere svincolate ai sensi dell’art. 109, comma 1-ter, del Dl. 17 marzo 2020, n. 18 e non sono soggette ai limiti previsti dall’art. 1, commi 897 e 898, della Legge n. 145/2018”. In altri termini, le somme ricevute da ciascun Ente nel 2020 in eccesso rispetto alle esigenze sono utilizzate per ristorare le perdite di gettito 2021 e, quindi, per far fronte alle esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da “Covid-19” anche nel 2021.

N. 14 – Quali tipologie di contratti è possibile indicare nella voce “contratti di servizio continuativi sottoscritti nel 2020 – quota 2021”? Il Servizio di mensa scolastica può rientrarvi?”

La finalità della Sezione 2 del Modello “Covid-19” è quella di rappresentare le maggiori/minori spese sostenute (impegnate) dagli enti nel 2020 a causa dell’emergenza epidemiologica in corso. Pertanto la riga “Contratti di servizio continuativo sottoscritti nel 2020 – Quota 2021”, inserita nella Sezione 2, è da intendersi riferita ai contratti continuativi sottoscritti dagli Enti in conseguenza dell’emergenza da “Covid-19”.

Non devono essere incluse nel Modello le spese per i servizi a carattere continuativo che l’Ente avrebbe sostenuto anche se la situazione epidemiologica in atto non si fosse verificata, perché in questo caso non rappresenterebbero maggiori spese per “Covid-19”.

Tuttavia, qualora il nuovo contratto continuativo che l’Ente ha sottoscritto nel 2020 per garantire il servizio (nella fattispecie quello di mensa scolastica) contenesse, rispetto al contratto che l’ente avrebbe normalmente sottoscritto, un aggravio di spesa connesso al “Covid-19”, vi dovrebbe essere la possibilità di inserire tale aggravio di spesa in corrispondenza della riga in parola, alla colonna (e).

N. 15 – Se sottoscrivo un contratto nel 2020 e faccio l’impegno esigibile nel 2021 (ora uso risorse proprie), poi come faccio ad applicare l’avanzo vincolato? Lo uso per le risorse che nel frattempo ho sacrificato?

In caso di sottoscrizione, nell’esercizio 2020, di un contratto di servizio continuativo l’ente, all’interno del bilancio di previsione 2020-2022, deve trovare copertura alla quota 2021 con le risorse proprie dell’esercizio 2021. In seguito, in sede di predisposizione del bilancio di previsione 2021-2023, potrà utilizzare la quota dell’avanzo di amministrazione 2020 che ha vincolato per tale finalità, attraverso la relativa iscrizione nel primo esercizio del bilancio di previsione (art. 187, comma 3, Dlgs. n. 267/2000).

N. 16 – Perché nella Sezione 2 del Modello “Covid-19” è stato inserito il Fpv per le sole spese correnti e non anche per le spese in c/capitale.

L’assenza del codice relativo al Fpv in c/capitale è giustificata dal fatto che le maggiori spese “Covid-19” per “Beni Materiali”, da inserire all’interno della Sezione 2 del Modello, avrebbero dovuto avere tutte esigibilità nell’esercizio 2020, senza necessità per l’Ente di attivare il Fpv.

Viene ricordato che, tra le “Maggiori spese 2020Covid-19””, è possibile inserire nel Modello in corrispondenza della voce Beni materiali, rientrano solo le spese per piccoli investimenti connessi al “Covid-19” non coperte da specifiche assegnazioni pubbliche o private. A titolo esemplificativo: acquisto di dispositivi di distanziamento sociale, tramezzi, lucernari per areazione, maggiori costi per oneri di sicurezza da “Covid-19” nei cantieri dei lavori pubblici (anche per effetto del recente decreto “semplificazioni”) o altri interventi di adeguamento di spazi e locali.

Non vi rientrano, invece, le spese per investimenti e lavori in senso lato, anche alla luce delle ingenti risorse statali messe a disposizione come contributi agli investimenti. Tuttavia, sono pervenute molte segnalazioni circa la sopravvenuta necessità di costituire il Fpv per diverse piccole spese di investimento ammesse dal Modello.

Alla luce di tali segnalazioni il Tavolo tecnico, nella seduta del 15 gennaio 2021 ha stabilito di inserire, all’interno del Modello, un’apposita riga riferita al Fpv per spese in c\capitale.

Le modifiche apportate al Modello “Covid-19” saranno esplicitate nel Dm integrativo del Decreto interministeriale n. 212342, in corso di predisposizione.

N. 17 – Perché non è possibile certificare le spese “Covid-19” finanziate dall’Ente con il risparmio di spesa derivante dalla sospensione dei “mutui Mef”?

Le spese sostenute dall’ente con il risparmio derivante dal differimento del pagamento delle quote capitale, in scadenza nell’anno 2020, dei c.d. “mutui Mef”, all’anno immediatamente successivo alla data di scadenza del piano di ammortamento previsto dalle condizioni contrattuali di ciascun mutuo, non sono oggetto della certificazione, anche se sostenute per fronteggiare l’emergenza da “Covid-19”.

L’impossibilità di rendicontare tali spese a valere sul “Fondone”, deriva dal fatto che lo Stato ha sostenuto un onere nell’anno 2020 per permettere lo spostamento in avanti di un anno del piano di ammortamento dei mutui Mef e liberare così margini di spesa a favore degli enti interessati.

N. 18 – Il mio Comune fa parte di un’Unione di comuni alla quale ha conferito tutte le funzioni in gestione associata. Il Comune inserisce nel Modello “Covid-19” la spesa sostenuta per trasferire all’Unione le risorse del Fondo che ha ricevuto. L’Unione può rendicontare le maggiori spese sostenute per fronteggiare l’emergenza “Covid-19”.

No. Al fine di evitare duplicazioni di ristori il Comune inserisce, in corrispondenza della voce “Trasferimenti correnti a Amministrazioni Locali” della Sezione 2 del Modello “Covid-19”, la maggiore spesa sostenuta per trasferire all’Unione le risorse del Fondo che ha ricevuto.

L’Unione, invece, non valorizzerà all’interno del Modello alcuna maggiore spesa sostenuta per fronteggiare l’emergenza, dal momento che tali spese sono già coperte in entrata grazie al trasferimento ricevuto dai suoi Comuni. Resta salvo che l’Unione potrà certificare maggiori spese “Covid-19” non coperte dai trasferimenti del Comune.

N. 19 – Il mio Ente, nell’esercizio 2020, ha reinternalizzato alcuni servizi gestiti fino al 31 dicembre 2019 dalla disciolta Unione dei Comuni di cui l’Ente faceva parte. Il confronto tra gli accertamenti 2020 e gli accertamenti 2019 evidenzierà, pertanto, un aumento rilevante delle entrate, dovuto esclusivamente al fatto che nel 2020 sono stati offerti servizi aggiuntivi rispetto a quelli offerti nel 2019. E’ possibile avere indicazione su come rappresentare tutto questo all’interno del Modello “Covid-19”, per fare in modo che non ci sia un’indebita riduzione del Fondo?

La problematica segnalata è complessa e necessita di un’attenta valutazione in merito alle possibili modalità risolutive da operare nel modello.

L’Ente dovrebbe contattare la casella pareggio.rgs@mef.gov.it non appena i prospetti relativi alla certificazione della perdita di gettito connessa all’emergenza “Covid-19” saranno messi in linea sull’applicativo, al fine di ricevere puntuali indicazioni per rappresentare in modo corretto i dati oggetto di segnalazione.

N. 20 – A fronte del lockdown, molti servizi pagati in anticipo dagli utenti non sono stati erogati. Per questo motivo stiamo procedendo al rimborso. Come dovremo rappresentare all’interno del Modello “Covid-19” queste maggiori spese per rimborsi che stiamo sostenendo?

La possibilità che gli Enti debbano provvedere a rimborsare somme incassate in anticipo per servizi dei quali, a causa della situazione epidemiologica in atto, gli Enti non hanno potuto garantire la fruizione è stata recentemente portata all’attenzione del Tavolo tecnico. Il Tavolo, nella seduta del 15 gennaio 2021, ha stabilito di inserire nella Sezione 2 del Modello “Covid-19” apposita riga che consenta agli Enti di rendicontare e, conseguentemente, di finanziare con le assegnazioni del Fondo anche le maggiori spese derivanti da rimborsi di somme non dovute o incassate in eccesso, in considerazione del fatto che la perdita di entrata connessa a tali servizi non viene rilevata nella Sezione 1 del Modello “Covid-19”.

Le modifiche apportate al Modello “Covid-19” saranno esplicitate nel Dm. integrativo del Decreto interministeriale n. 212342 del 3 novembre 2020, in corso di predisposizione.

N. 21 – Esiste la possibilità di inserire il rimborso Tosap-Cosap effettuato ai soggetti che avevano già pagato prima dell’entrata in vigore delle specifiche esenzioni nel Modello di certificazione approvato con Decreto Mef n. 212342?

La possibilità che gli Enti debbano provvedere a rimborsare somme incassate prima dell’entrata in vigore delle specifiche norme di esenzione della Tosap-Cosap è stata recentemente portata all’attenzione del Tavolo tecnico. Il Tavolo, nella seduta del 15 gennaio 2021, ha stabilito di inserire nella Sezione 2 del Modello “Covid-19” apposita riga che consenta agli Enti di rendicontare e, conseguentemente, di finanziare con le assegnazioni del Fondo anche le maggiori spese derivanti da rimborsi di somme non dovute o incassate in eccesso, in considerazione del fatto che la perdita di entrata connessa a tali esenzioni non viene rilevata nella Sezione 1 del Modello “Covid-19”. Tale possibilità è estesa a tutte le somme incassate e successivamente rimborsate a seguito di specifiche norme di esenzione (Tosap-Cosap e Imu-Tasi).

Le modifiche apportate al Modello “Covid-19” saranno esplicitate nel Dm. integrativo del Decreto interministeriale n. 212342 del 3 novembre 2020, in corso di predisposizione.

N. 22 – Per il minor gettito Imu-Tasi derivante dall’attività di controllo, accertamento e recupero evasione non è previsto alcun “Ristoro”, nonostante quest’attività sia stata “bloccata” da diversi decreti e pertanto le minori entrate da accertamento sono consistenti?

Per il gettito derivante dall’attività di controllo, accertamento e recupero evasione relativa all’Imu-Tasi non è previsto alcun ristoro. Conseguentemente il predetto gettito non è ricompreso nel dato che sarà prospettato nelle colonne (a) e (b) della Sezione 1 del Modello “Covid-19” in corrispondenza della riga “Imposta municipale propria e Tributo per i servizi indivisibili (Tasi) – Imi e Imis”.

Questa scelta risulta coerente con l’impostazione dei criteri di riparto del “Fondone”.

N. 23 – Il mio Comune, a partire dall’anno 2019, ha incrementato l’aliquota dell’Addizionale comunale Irpef. Secondo la modalità di riscossione dell’Addizionale comunale Irpef, nell’anno 2019 l’Ente ha riscosso, come da dettato normativo, l’acconto relativo all’Addizionale 2019, sulla base della nuova aliquota ed il saldo relativo all’Addizionale 2018, sulla base della vecchia aliquota. Da tale modalità di riscossione derivano maggiori entrate 2020 rispetto al 2019 che incideranno in maniera negativa (riducendo la perdita) sul saldo risultante dalla Certificazione. E’ possibile neutralizzare tale effetto?

Nel Modello “Covid-19” è chiesto di indicare, alla colonna (d), gli aumenti delle aliquote e/o tariffe 2020 rispetto al 2019 e, alla colonna (e), le riduzioni delle aliquote e/o tariffe 2020 rispetto al 2019.

Nel Decreto n. 212342 è poi specificato: “Al fine di monitorare gli effetti delle politiche autonome di ciascun ente locale, gli enti che hanno deliberato aumenti di aliquote e/o tariffe con effetti sull’esercizio 2020, sono tenuti ad indicare l’importo stimato, in sede di predisposizione della delibera, del maggior gettito 2020 derivante dall’aumento di aliquote e/o tariffe con segno positivo.” e “Al fine di monitorare gli effetti delle politiche autonome di ciascun ente locale, gli enti che hanno deliberato riduzioni di aliquote e/o tariffe con effetti sull’esercizio 2020, sono tenuti ad indicare l’importo stimato, in sede di predisposizione della delibera, del minor gettito 2020 derivante dalla riduzione di aliquote e/o tariffe con segno positivo.”

Alla luce di quanto sopra rappresentato, codesto Ente deve tener conto delle variazioni di aliquote che incidono sull’andamento del gettito 2020 rispetto al 2019 e quindi delle variazioni delle aliquote relative all’anno d’imposta 2019 rispetto al precedente. Conseguentemente, deve inserire nella colonna d) “Politica autonoma (aumenti aliquote e/o tariffe 2020 rispetto al 2019)” l’importo correttamente stimato dell’incremento di gettito 2020, rispetto al 2019, derivante da politica autonoma. All’interno del modello “Covid-19”-Delibere, e per ciascuna voce dei codici di V, IV e/o III livello, occorre poi inserire le informazioni relative al numero e alla data del provvedimento (Delibera o Decreto) che ha introdotto l’aliquota e/o la tariffa in vigore nel 2020, nonché le informazioni relative al numero e alla data del provvedimento (Delibera o Decreto) che ha introdotto l’aliquota e/o tariffa in vigore nel 2019.

N. 24 – Con riferimento all’Addizionale comunale Irpef, i dati che dalla Certificazione vengono messi a confronto sono quelli relativa alle annualità 2019 e 2020. Si rileva, però, che i versamenti dell’acconto 2020 vengono effettuati sulla base dei redditi 2019, quindi l’effetto del minor gettito relativo all’anno 2020 si avrà nell’anno 2021. Come si può rappresentare nella Certificazione il minor introito che potremo rilevare solo nel prossimo esercizio?

Nella consapevolezza della problematica segnalata, il Tavolo tecnico, affronterà la criticità messa in luce, tenendo anche conto delle risorse incrementali del “Fondone”, previste per l’anno 2021 dalla Legge di bilancio per il 2021 (Legge 30 dicembre 2020, n. 178).

N. 25 – Il mio Comune riceve ogni anno pagamenti F24-tasi e F24-Imu da altri Enti per codice ente errato. E’ u problema comune a molti Enti. Se ne terrà conto all’interno del Modello della Certificazione?

Si, i dati derivanti dagli F24 saranno inseriti nel Modello “Covid-19” già depurati da tali errori.

Viene fatto presente che ad ogni modo presente che, sulla base delle informazioni assunte dal Dipartimento delle Finanze, gli errori nei versamenti, comunicati dai Comuni stessi tramite il portale del Federalismo fiscale, dovrebbero avere una incidenza molto residuale.

N. 26 – Tra le voci del Piano dei conti inserite nella Sezione 2 del Modello “Covid-19” manca il codice relativo ai trasferimenti ad istituzioni scolastiche. Il ns. Ente ha ricevuto richieste di contributi da parte delle scuole per l’acquisto di materiale per la sanificazione, computer e altro per aumentare il numero delle classi per il problema “Covid-19”. Sarà possibile rendicontarli?

Diversi Enti hanno avanzato la richiesta di poter rendicontare, a valere sulle risorse del Fondo, anche i trasferimenti effettuati in favore delle istituzioni scolastiche per finanziare le maggiori spese da queste ultime sostenute in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da “Covid-19”.

Il Tavolo tecnico, nella seduta del 15 gennaio 2021, ha stabilito di inserire, nella Sezione 2 del Modello “Covid-19”, il codice del piano dei conti di riferimento.

Le modifiche apportate al Modello “Covid-19” saranno esplicitate nel Dm. integrativo del Decreto interministeriale n. 212342, in corso di predisposizione.

N. 27 – E’ possibile avere chiarimenti in merito a quanto indicato al paragrafo B.1 del Decreto n. 212342? La rettifica da apportare, nel caso in cui si sia contabilizzata una voce specifica delle “imposte, tasse e proventi assimilati” in una voce residuale del Piano dei conti, riguarda solo il Modello “Covid-19” o anche gli importi presenti in Bdap?

Riguarda solo il Modello della certificazione. Nel caso in cui una delle voci inserite nella Sezione 1 del Modello “Covid-19” sotto la riga “Imposte, tasse e proventi assimilati” sia stata dall’Ente erroneamente contabilizzata in bilancio nella voce residuale “E.1.01.99.000 Altre imposte, tasse e proventi assimilati n.a.c.” o in altra voce residuale del piano dei conti, viene indicato all’Ente:

  • qualora tale voce abbia, nel Modello in parola, fonte dati Bdap-DCA: di sottrarre l’importo relativo a tale voce, erroneamente contabilizzata in bilancio, dal dato che figurerà nel Modello in corrispondenza della riga “Altro” per farlo, invece, figurare in corrispondenza dell’apposita riga del Modello dedicata all’imposta, tassa o provento in questione;
  • qualora tale voce abbia, nel Modello in parola, fonte dati F24 o ACI: esclusivamente di sottrarre l’importo relativo a tale voce, erroneamente contabilizzata in bilancio, dal dato che figurerà nel Modello in corrispondenza della riga “Altro”.

N. 28 – Se nell’esercizio 2020 si è registrata, per una delle voci previste nella Sezione 1 del Modello “Covid-19”, un’entrata straordinaria in alcun modo connessa all’emergenza da “Covid-19, ed in conseguenza di tale entrata straordinaria la colonna (h) nel Modello restituirà per tale voce una variazione di entrata positiva, questa variazione positiva si tradurrà in una riduzione del Fondo di cui all’art. 106 del Dl. n. 34/2020 e all’art. 39 del Dl. n. 104/2020?

Sulla base dell’attuale impostazione del Modello “Covid-19”, sì.

Tuttavia, il Tavolo tecnico, nella seduta del 15 gennaio 2021, ha stabilito di inserire nella Sezione 1 del Modello “Covid-19” 2 nuove colonne, una per l’anno 2019 e una per l’anno 2020.

Attraverso la compilazione di queste 2 nuove colonne l’ente potrà portare a rettifica degli accertamenti 2020 e/o degli accertamenti 2019 presenti, rispettivamente, nelle colonne (a) e (b) del Modello, la quota parte di tali accertamenti da ascriversi ad eventi straordinari che hanno interessato il bilancio dell’ente nel 2020 e/o nel 2019, oppure derivante dal normale meccanismo di funzionamento di una determinata posta di bilancio. “Neutralizzando” tali variazioni di entrata non imputabili alle colonne (d) o (e) del Modello e non dovute al “Covid-19”, si garantirà che ad incidere positivamente o negativamente sul saldo complessivo tra le minori/maggiori entrate e le maggiori/minori spese “Covid-19” – al netto dei ristori di entrata e di spesa- saranno soltanto le variazioni di entrata effettivamente connesse all’emergenza da “Covid-19”.

Nel caso specifico di codesto Ente, l’importo dell’entrata straordinaria, accertata nell’esercizio 2020, potrà essere iscritto nella nuova colonna rettificativa degli accertamenti 2020, in modo che la variazione di entrata risultante dalla colonna (h) non lo includa.

Le modifiche apportate al Modello “Covid-19” saranno esplicitate nel Dm. integrativo del Decreto interministeriale n. 212342, in corso di predisposizione.

N. 29 – Dal momento che tutte le spese assunte dall’Ente a valere sui ristori specifici di spesa devono essere esposte nella Sezione 2 del Modello “Covid-19” quali maggiori spese “Covid-19”, e che tutti i ristori specifici di spesa verranno indicati in automatico al rigo (E) del Modello, è possibile dedurre che l’eventuale quota non utilizzata del ristoro specifico confluirà nell’avanzo vincolato da Fondo funzioni degli Enti Locali e non in avanzo vincolato per il ristoro specifico?

Il Tavolo tecnico, nella seduta del 15 gennaio 2021, ha stabilito di integrare il Modello Certif-“Covid-19”, al fine di evidenziare quanta parte dell’eventuale “saldo complessivo” positivo è costituita dalle risorse assegnate per specifici ristori di spesa e quanta parte derivi, invece, dalle assegnazioni effettuate in favore dell’Ente a valere sulle risorse di cui al “Fondone”. Pertanto, agli Enti sarà richiesto di tenere opportunamente distinte le somme vincolate derivanti dal “Fondone”., da quelle derivanti dai ristori specifici di spesa.

Le modifiche apportate al Modello Certif-“Covid-19” saranno esplicitate nel Dm. integrativo del Decreto interministeriale n. 212342, in corso di predisposizione.

N. 30 – L’eventuale disavanzo della gestione di un Consorzio fra Enti Locali, a cui questo Comune partecipa, determinato da maggior spese e da minori entrate conseguenti alle misure statali e regionali disposte per l’emergenza epidemiologica da “Covid-19”, può essere ripianato mediante l’utilizzo delle somme del Fondo per le funzioni degli Enti Locali?

Sì. Tra i codici di spesa inseriti nella Sezione 2 del Modello “Covid-19” e, quindi, rendicontabili a valere sulle assegnazioni del Fondo funzioni, sono presenti anche i codici relativi alle spese per trasferimenti correnti ad Amministrazioni locali, Famiglie, Imprese e Istituzioni sociali private.

Viene ritenuto che le “Maggiori spese 2020Covid-19”” che è possibile valorizzare all’interno del Modello, in corrispondenza dei codici sopra citati, possano includere sia il contributo straordinario concesso dall’amministrazione per coprire le maggiori spese da questi sostenute in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da “Covid-19”, sia il contributo erogato per ripianare quota parte del disavanzo di gestione che dalle stesse maggiori spese “Covid-19” è stato generato.

N. 31 – Il ns. Comune aveva previsto che una quota parte della Tasi gravasse a carico dell’inquilino. In seguito all’esenzione della Tasi sulle prime case, la quota a carico degli inquilini residenti è stata oggetto di trasferimento da parte dello Stato. Durante l’anno 2020, in seguito all’abolizione della Tasi e all’introduzione della nuova Imu, non ricorrendo più la fattispecie, i trasferimenti compensativi di cui al punto precedente sono stati eliminati. Siccome tali poste non entrano nei pagamenti F24-2019 , ma hanno costituito un aumento previsionale di entrata della nuova Imu, come vanno trattate ai sensi della Certificazione?

La fonte dati per la voce “Imposta municipale propria e Tributo per i servizi indivisibili (Tasi) – Imi e Imis”, presente nella Sezione 1 del Modello “Covid-19”, è rappresentata dagli F24- voce “importo a debito versato”. Pertanto, nelle colonne (a) e (b) del Modello saranno prospettati, precompilati dal sistema e non modificabili da parte dell’ente, i dati di gettito per l’anno d’imputazione 2020 e 2019 risultanti dalle deleghe di versamento presentate, rispettivamente, al 28 febbraio 2021 e al 28 febbraio 2020, al lordo di ogni trattenuta o compensazione.

Per l’anno 2020 il dato risultante dagli F24 sarà, però, depurato degli effetti che l’introduzione della nuova Imu ha prodotto con riferimento all’esenzione Tasi sulle prime case (quota a carico dell’inquilino e conseguenti trasferimenti compensativi da parte dello Stato). Pertanto, il dato che l’Ente vedrà prospettato, per la voce in parola, nella colonna (a) del Modello sarà già al netto degli effetti dell’esenzione Tasi sulle prime case – quota a carico inquilino, stimati in misura pari al ristoro assicurato per il tramite del Fsc per gli anni dal 2016 al 2019.

N. 32 – Tra le spese connesse all’emergenza “Covid-19” finanziabili con le risorse assegnate a vario titolo dallo Stato a ristoro delle minori entrate e delle maggiori spese connesse con la predetta emergenza, e che potranno poi essere validamente considerate ai fine della Certificazione della perdita di getti connessa all’emergenza da “Covid-19”, è possibile includere quella legata all’acquisto di nuovi scuolabus per rafforzare il servizio del trasporto scolastico?

Le spese finanziabili a valere sulle assegnazioni del “Fondone” devono essere spese connesse all’emergenza epidemiologica in corso, ossia maggiori spese che l’Ente ha sostenuto nell’esercizio 2020 proprio in ragione dell’epidemia da “Covid-19” e che, altrimenti, non avrebbe sostenuto. La colonna (e) della Sezione 2 del Modello è, infatti, denominata “Maggiori spese 2020Covid-19””.

Ciò premesso, l’acquisto di nuovi scuolabus non appare una spesa finanziabile con le risorse del “Fondone” se tale acquisto derivi solo dall’esigenza di potenziare il servizio di trasporto scolastico offerto sul territorio e non sia effetto delle misure di contenimento del virus.

Qualora, invece, il servizio di trasporto scolastico dovesse essere rafforzato per rispetto della normativa di contenimento del virus, la possibilità di inserire nella Sezione 2 del Modello “Covid-19” la spesa sostenuta dall’ente per il noleggio degli ulteriori scuolabus che si è reso necessario utilizzare per erogare il servizio di trasporto scolastico in sicurezza.

Resta in ogni caso esclusa la possibilità di utilizzare le risorse del Fondo per finanziare l’acquisto degli scuolabus.

N. 33 – E’ possibile rendicontare come maggiori spese “Covid-19” i costi sostenuti dall’Ente per garantire l’implementazione di corse aggiuntive del servizio di trasporto urbano ed extra-urbano, necessarie per il distanziamento degli studenti alla luce della ripresa dell’attività scolastica in presenza?

Sì. Qualora l’Ente, come misura contenitiva dei rischi di diffusione del contagio, avesse bisogno di implementare il numero di corse del servizio di trasporto pubblico dedicato alla mobilità degli studenti, può rendicontare le spese connesse a tale potenziamento del servizio, purché tali spese non siano già finanziate da specifiche assegnazioni pubbliche e/o private.

Al riguardo, deve essere tenuto conto di quanto precisato al paragrafo B.2 del Decreto n. 212342 del 3 novembre 2020, con riferimento al divieto di inserire nella colonna (e) della Sezione 2 del Modello “Covid-19” le eventuali “Maggiori spese 2020Covid-19”” coperte da specifiche assegnazioni pubbliche e/o private (es. trasferimenti regionali, donazioni, ecc.).

N. 34 – In merito alla certificazione del minor gettito entrata, minori/maggiori spese riferibili all’emergenza “Covid-19” per le finalità legate al Fondo per le funzione degli Enti Locali ex art. 106 Dl. n. 34/2020, è corretto evidenziare la parte a carico dell’Ente di una maggiore spesa cofinanziata dalla Regione?

Si. Nella Sezione 2 del Modello “Covid-19” vanno indicate le maggiori spese sostenute (impegnate) dall’ente per l’anno 2020 a seguito dell’emergenza epidemiologica in corso purché non si tratti di maggiori spese già coperte da specifiche assegnazioni pubbliche e/o private (es. trasferimenti regionali, donazioni ecc..).

Fanno eccezione le maggiori spese sostenute con le risorse derivanti da specifici ristori di spesa statali e/o con le risorse di cui al “Fondone”. Di conseguenza, le maggiori spese a carico del bilancio dell’Ente possono essere inserite.

N. 35 – Il comma 823 della Legge di bilancio 2021 stabilisce che le risorse del Fondo per le funzioni degli Enti Locali sono vincolate “alla finalità di ristorare, nel biennio 2020-2021, la predita di gettito connessa con l’emergenza epidemiologica da “Covid-19””. Le nuove risorse messe a disposizione per il 2021, unitamente alle risorse 2020 confluite in avanzo al 31 dicembre 2020, possono quindi essere utilizzate solo a copertura delle minori entrate o anche per le maggiori spese connesse al “Covid-19”?

Le risorse del “Fondone”, sia quelle messe a disposizione per l’esercizio 2020, sia quelle messe a disposizione per l’esercizio 2021, possono essere utilizzate dagli enti tanto per compensare le minori entrate 2020-2021 derivanti dall’emergenza epidemiologica da “Covid-19” quanto a copertura delle maggiori spese 2020-2021 derivanti dalla medesima emergenza, nella stessa logica del Decreto interministeriale n. 212342.

N. 26 – E’ possibile utilizzare le risorse del Fondo di cui all’art. 106, del Dl. n. 34/2000, e all’art. 39 del Dl. n. 104/2020 per finanziare il conguaglio Tari Pef 2020 di cui all’art. 107, comma 5, del Dl. n. 18/2020?

Viene ritenuto possibile l’utilizzo del richiamato Fondo per il finanziamento del conguaglio in parola.

Il finanziamento del conguaglio costituisce in ogni caso un’agevolazione tariffaria e, come tale, rientra nei limiti massimi previsti per il singolo ente dalla Tabella 1 allegata al Decreto n. 212342.

Non risulterebbe possibile certificare maggiori spese oltre a quelle della perdita massima già riconosciuta.

È invece possibile la certificazione di maggiori spese “Covid-19” per servizi aggiuntivi non ricompresi nel Pef Rifiuti e, quindi, non coperti dai proventi della Tari/Tari-corrispettivo (ad esempio, la raccolta di rifiuti presso il domicilio di anziani e quarantenati).

N. 37 – Il comma 870 dell’art. 1 della Legge n. 178/2020 (“Legge di bilancio per l’anno 2021”) prevede la possibilità di destinare al finanziamento di trattamenti economici accessori oppure agli istituti del welfare integrativo i risparmi del 2020, dovuti all’emergenza “Covid-19”, derivanti dai buoni pasto e dalle risorse non utilizzate per remunerare il lavoro straordinario, Come conciliare la facoltà prevista dalla richiamata norma con la previsione di certificare i medesimi risparmi come minori spese “Covid-19” nella Sezione 2 del Modello di certificazione?

Nel caso di adesione alla facoltà prevista dal richiamato comma 870, l’Ente potrà non valorizzare le minori spese nella Sezione 2 del Modello “Covid-19” alla colonna “Minori spese 2020 “Covid-19””, a condizione che alla data di trasmissione del modello “Covid-19”-Certif l’Ente disponga della certificazione da parte dei competenti organi di controllo, prevista dal comma in parola.

Nel caso di adesione a tale facoltà, i risparmi in questione costituiranno quota del risultato di amministrazione vincolata alle finalità di cui al comma 870 della Legge di bilancio per l’anno 2021.


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