“Covid-19”: pubblicato il Decreto “Cura Italia”, con tutte le novità Fiscali di interesse per gli Enti Locali

“Covid-19”: pubblicato il Decreto “Cura Italia”, con tutte le novità Fiscali di interesse per gli Enti Locali

È stato pubblicato in G.U. – Serie generale n. 70 del 17 marzo 2020 il Dl. 17 marzo 2020, n. 18, rubricato “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19”, contenente le misure adottate al fine di stabilizzare l’economia a seguito dell’emergenza “Covid-19”.

Le misure fiscali previste dal Decreto in commento sono vigenti dalla stessa data di pubblicazione in G.U.

Esaminiamo di seguito i temi della fiscalità erariale, nonché degli aspetti tributari, delle gare di appalto, delle Società pubbliche, del personale delle P.A. e di ogni altro aspetto di interesse per gli Enti Locali, affrontati dal Dl. n. 18/2020.

Art. 35 (Disposizioni in materia di terzo settore)

Tale norma proroga dal 30 giugno al 31 ottobre 2020:

  • il termine per gli Enti del Terzo Settore per l’adeguamento dei loro statuti (art. 10, comma 2, Dlgs. n. 117/2017);
  • il termine per le imprese sociali per adeguarsi alle disposizioni del Dlgs. n. 112/2017, in base all’art. 17, comma 3, di tale norma;
  • il termine entro cui le onlus, le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali e delle Province autonome e le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e delle Province autonome, possono approvare i bilanci, laddove per tali enti la scadenza del termine di approvazione dei bilanci ricada all’interno del periodo emergenziale, come stabilito dalla Delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020.

Art. 49 (Fondo centrale di garanzia Pmi)

Il presente articolo provvede a rafforzare ed estendere l’utilizzo del Fondo di garanzia per le Pmi di cui all’art. 2, comma 100, lett. a), della Legge n. 662/1996, attraverso alcune modifiche che rimarranno in vigore per 9 mesi dalla data di entrata in vigore del Decreto in commento.

Nello specifico, si applicano, tra le altre, le seguenti misure:

– la garanzia è concessa a titolo gratuito;

– l’importo massimo garantito per singola impresa è elevato, a Euro 5 milioni;

– per gli interventi di garanzia diretta, la percentuale di copertura è pari all’80% dell’ammontare di ciascuna operazione di finanziamento per un importo massimo garantito per singola impresa di Euro 1.500.000.

– le Amministrazioni e i soggetti titolari di Sezioni speciali del Fondo o di programmi Ue che ne integrano le risorse o l’operatività possono assicurare il loro apporto ai fini dell’innalzamento della percentuale massima garantita dal Fondo sino al massimo dell’80% in garanzia diretta e del 90% in riassicurazione;

– per le operazioni per le quali banche o gli intermediari finanziari hanno accordato, anche di propria iniziativa, la sospensione del pagamento delle rate di ammortamento, o della sola quota capitale, in connessione degli effetti indotti dalla diffusione del “Covid-19”, su operazioni ammesse alla garanzia del Fondo, la durata della garanzia del Fondo è estesa in conseguenza;

– per operazioni di investimento immobiliare nei settori turistico – alberghiero e delle attività immobiliari, con durata minima di 10 anni e di importo superiore a Euro 500.000, la garanzia del Fondo può essere cumulata con altre forme di garanzia acquisite sui finanziamenti;

– sono ammissibili alla garanzia del fondo, con copertura all’80% in garanzia diretta e al 90% in riassicurazione, nuovi finanziamenti a 18 mesi meno un giorno di importo non superiore a Euro 3.000 erogati da banche, intermediari finanziari e dagli altri soggetti abilitati alla concessione di credito e concessi a favore di persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni assoggettati la cui attività d’impresa è stata danneggiata dall’emergenza “Covid-19” come da dichiarazione autocertificata ai sensi dell’art. 47 del Dpr. n. 445/2000. In favore di tali soggetti beneficiari l’intervento del Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese è concesso gratuitamente e senza valutazione;

– le Amministrazioni di settore, anche unitamente alle associazioni e gli Enti di riferimento, possono conferire risorse al Fondo ai fini della costituzione di sezioni speciali finalizzate a sostenere l’accesso al credito per determinati settori economici o filiere d’impresa;

– sono prorogati per 3 mesi tutti i termini riferiti agli adempimenti amministrativi relativi alle operazioni assistite dalla garanzia del Fondo.

Art. 55 (Misure di sostegno finanziario alle imprese)

La presente disposizione è volta ad incentivare la cessione di crediti deteriorati che le imprese hanno accumulato negli anni ultimi anni.

Qualora una società ceda a titolo oneroso, entro il 31 dicembre 2020, crediti pecuniari vantati nei confronti di debitori inadempienti, può trasformare in credito d’imposta le attività per imposte anticipate riferite ai seguenti componenti: perdite fiscali non ancora computate in diminuzione del reddito imponibile alla data della cessione, importo del rendimento nozionale eccedente il reddito complessivo netto, non ancora dedotto né fruito tramite credito d’imposta alla data della cessione.

Ai fini della trasformazione in credito d’imposta, i componenti di cui al presente comma possono essere considerati per un ammontare massimo non eccedente il 20% del valore nominale dei crediti ceduti.

I crediti d’imposta derivanti dalla trasformazione non sono produttivi di interessi. Essi possono essere utilizzati, senza limiti di importo, in compensazione ovvero possono essere chiesti a rimborso. I crediti d’imposta vanno indicati nella dichiarazione dei redditi e non concorrono alla formazione del reddito di impresa né della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Art. 56 (Misure di sostegno finanziario alle micro, piccole e medie imprese colpite dall’epidemia di “Covid-19”)

Al fine di sostenere le attività imprenditoriali danneggiate dall’epidemia di “Covid-19” le imprese, in relazione alle esposizioni debitorie nei confronti di banche, di intermediari finanziari e degli altri soggetti abilitati alla concessione di credito in Italia, beneficiano delle seguenti misure di sostegno finanziario:

a) per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, a quella di pubblicazione del presente decreto, gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020;

b) per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020 i contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni;

c) per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti.

Art. 57 (Supporto alla liquidità delle imprese colpite dall’emergenza epidemiologica mediante meccanismi di garanzia)

Al fine di supportare la liquidità delle imprese colpite dall’emergenza epidemiologica da “Covid-19”, le esposizioni assunte da Cassa DD.PP., in favore delle banche e degli altri soggetti autorizzati all’esercizio del credito che concedono finanziamenti sotto qualsiasi forma alle imprese che hanno sofferto una riduzione del fatturato a causa della citata emergenza, operanti in settori individuati con apposito Dm., possono essere assistite dalla garanzia dello Stato. La garanzia dello Stato è rilasciata in favore di Cassa DD.PP. fino ad un massimo dell’80%.

In sintesi, le disposizioni contenute nel presente articolo hanno la finalità di supportare le imprese consentendo alle banche di erogare più agevolmente i finanziamenti.

Art. 59 (Disposizioni a supporto dell’acquisto da parte delle Regioni di beni necessari a fronteggiare l’emergenza “Covid-19”)

Limitatamente al periodo di stato di emergenza derivante dalla diffusione del “Covid-19”, ferma restando l’operatività di sostegno all’esportazione prevista dal Dlgs. n. 143/1998, Sace Spa è autorizzata a rilasciare garanzie e coperture assicurative, a condizioni di mercato e beneficianti della garanzia dello Stato, in favore di fornitori esteri per la vendita alle Regioni di beni inerenti la gestione dell’emergenza sanitaria per il “Covid-19”. Le modalità operative degli interventi sopra descritti sono definite da SaceSpa, in base alle proprie regole di governo e nei limiti specifici indicati annualmente dalla legge di approvazione del bilancio dello Stato.

Art. 60 (Rimessione in termini per i versamenti)

Tale norma proroga a venerdì 20 marzo 2020 tutti i versamenti nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni, inclusi quelli relativi ai contributi previdenziali ed assistenziali ed ai premi per l’assicurazione obbligatoria, in scadenza lo scorso lunedì 16 marzo 2020.

Tale minima proroga, di soli 4 giorni rispetto alla scadenza originaria, riguarda soltanto tutti i soggetti con ricavi superiori a 2 milioni di Euro, mentre per particolari categorie di soggetti o per chi ha ricavi inferiori a tale soglia, valgono i diversi termini contenuti, rispettivamente, negli artt. 61 e 62 di seguito commentati.

Art. 61 (Sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria)

Tale norma sospende fino al 30 aprile 2020 i versamenti delle ritenute alla fonte di cui agli artt. 23 e 24 del Dpr. n. 600/73, dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, in scadenza prima di tale data, per la seguente vasta gamma di soggetti, aggiuntivi rispetto a quelli già contemplati dall’art. 8, comma 1, del Dl. n. 9/2020 (imprese turistico-ricettive, agenzie di viaggi e turismo, tuor operator aventi domicilio fiscale, sede legale o sede operativa in Italia):

a) federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche, nonché soggetti che gestiscono stadi, impianti sportivi, palestre, club e strutture per danza, fitness e culturismo, centri sportivi, piscine e centri natatori;

b) soggetti che gestiscono teatri, sale da concerto, sale cinematografiche, ivi compresi i servizi di biglietteria e le attività di supporto alle rappresentazioni artistiche, nonché discoteche, sale da ballo, nightclub, sale gioco e biliardi;

c) soggetti che gestiscono ricevitorie del lotto, lotterie, scommesse, ivi compresa la gestione di macchine e apparecchi correlati;

d) soggetti che organizzano corsi, fiere ed eventi, ivi compresi quelli di carattere artistico, culturale, ludico, sportivo e religioso;

e) soggetti che gestiscono attività di ristorazione, gelaterie, pasticcerie, bar e pub;

f) soggetti che gestiscono musei, biblioteche, archivi, luoghi e monumenti storici, nonché orti botanici, giardini zoologici e riserve naturali;

g) soggetti che gestiscono asili nido e servizi di assistenza diurna per minori disabili, servizi educativi e scuole per l’infanzia, servizi didattici di primo e secondo grado, corsi di formazione professionale, scuole di vela, di navigazione, di volo, che rilasciano brevetti o patenti commerciali, scuole di guida professionale per autisti;

h) soggetti che svolgono attività di assistenza sociale non residenziale per anziani e disabili;

i) aziende termali di cui alla Legge n. 323/2000 e centri per il benessere fisico;

l) soggetti che gestiscono parchi divertimento o parchi tematici;

m) soggetti che gestiscono stazioni di autobus, ferroviarie, metropolitane, marittime o aeroportuali;

n) soggetti che gestiscono servizi di trasporto merci e trasporto passeggeri terrestre, aereo, marittimo, fluviale, lacuale e lagunare, ivi compresa la gestione di funicolari, funivie, cabinovie, seggiovie e ski-lift; o) soggetti che gestiscono servizi di noleggio di mezzi di trasporto terrestre, marittimo, fluviale, lacuale e lagunare;

p) soggetti che gestiscono servizi di noleggio di attrezzature sportive e ricreative ovvero di strutture e attrezzature per manifestazioni e spettacoli;

q) soggetti che svolgono attività di guida e assistenza turistica;

r) onlus iscritte negli appositi registri, organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali e delle Province autonome, associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e delle Province autonome.

Per tutti i soggetti sopra indicati, inclusi quelli di cui al citato art. 8, comma 1, del Dl. n. 9/2020, sopra richiamati:

  • i versamenti delle ritenute alla fonte di cui agli artt. 23 e 24 del Dpr. n. 600/73 (ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilati, non su redditi di lavoro di lavoro autonomo), dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria sono sospesi fino al 30 aprile 2020 e dovranno essere effettuati, senza sanzioni ed interessi, entro il 31 maggio 2020 in un’unica soluzione o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020;
  • i versamenti dell’Iva in scadenza nel mese di marzo 2020 sono sospesi e dovranno essere effettuati, senza sanzioni ed interessi, entro il 31 maggio 2020 in un’unica soluzione o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020 (ciò significa che per i versamenti dell’Iva in scadenza il 16 di aprile, salvo nuove future proroghe, resta al momento valida tale data).

Non viene rimborsato quanto eventualmente già versato.

Le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, le associazioni e le società sportive, professionistiche e dilettantistiche, ricomprese nella lett. a) sopra indicata, applicano la sospensione di cui al medesimo comma fino al 31 maggio 2020. I versamenti sospesi ai sensi del periodo precedente sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di giugno 2020. Anche in tal caso non viene rimborsato quanto già versato.

In merito all’applicazione di tale norma agli Enti Locali nella veste di sostituti d’imposta, viste le tipologie di soggetti interessati la stessa potrebbe ritenersi applicabile a quegli Enti che gestiscono direttamente, con proprio personale, i servizi mensa, le attività del teatro, i servizi museali, di gestione biblioteche, di gestione asili nido, di assistenza sociale non residenziale per anziani e disabili (per una disamina dettagliata dei Codici Ateco a cui fare riferimento, si rimanda alla Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 12/E diffusa tempestivamente lo stesso 18 marzo 2020).

Tuttavia, dal momento che tali Enti operano sotto il generico Codice Ateco 84.11.10 (non ricompreso nell’elenco contenuto nella Risoluzione), si ritiene che per il versamento delle ritenute, dei contributi e dell’Iva, per essi valgano le regole dettate dagli artt. 60 e 62, da considerare a seconda del loro volume d’affari ai fini Iva.

Art. 62 (Sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti fiscali e contributivi)

Tale norma, di carattere generale, prevede per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa in Italia la sospensione degli adempimenti tributari diversi dai versamenti e diversi dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’Addizionale regionale e comunale, che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020.

Resta ferma la disposizione di cui all’art. 1 del Dl. n. 9/2020, recante disposizioni riguardanti i termini relativi alla Dichiarazione dei redditi precompilata 2020.

Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa in Italia, con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di Euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del Decreto in commento, sono sospesi i versamenti da autoliquidazione che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020: a) relativi alle ritenute alla fonte di cui agli artt. 23 e 24 del Dpr. n. 600/1973 (ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilati, non su redditi di lavoro di lavoro autonomo) e alle trattenute relative all’Addizionale regionale e comunale, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta;

b) relativi all’Iva;

c) relativi ai contributi previdenziali e assistenziali, e ai premi per l’assicurazione obbligatoria.

La sospensione dei versamenti Iva si applica, a prescindere dal volume dei ricavi o compensi percepiti, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nelle Province di Bergamo, Cremona, Lodi e Piacenza.

Per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nei Comuni individuati nell’allegato 1 al Dpcm. 1° marzo 2020, restano ferme le disposizioni di cui all’art. 1 del Decreto Mef 24 febbraio 2020, pubblicato sulla G.U. n. 48 del 26 febbraio 2020.

Tutti i versamenti sospesi di cui sopra sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi entro il 31 maggio 2020 in un’unica soluzione o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020 (mentre per i medesimi versamenti in scadenza il 16 di aprile, salvo nuove future proroghe resta al momento valida tale ultima data).

Non viene rimborsato quanto già eventualmente versato.

Gli adempimenti sospesi sono invece effettuati entro il 30 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni (di interesse per gli Enti Locali segnaliamo la Dichiarazione Iva annuale, in scadenza il 30 aprile 2020, nonché la Comunicazione Iva riferita al I trimestre 2020, in scadenza il 31 maggio 2020, entrambe da intendersi prorogate al 30 giugno 2020).

Infine, per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa Italia con ricavi o compensi non superiori a 400.000 Euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del Decreto in commento, i ricavi e i compensi percepiti nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore del Decreto in commento e il 31 marzo 2020 non sono assoggettati alle ritenute d’acconto di cui agli artt. 25 e 25-bis del Dpr. n. 600/1973 (es. professionisti e lavoratori autonomi in generale), da parte del sostituto d’imposta, a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato. I contribuenti, che si avvalgono della presente opzione, rilasciano un’apposita dichiarazione dalla quale risulti che i ricavi e compensi non sono soggetti a ritenuta ai sensi della disposizione in commento e provvedono a versare l’ammontare delle ritenute d’acconto non operate dal sostituto o entro il 31 maggio 2020 in un’unica soluzione, oppure mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi.

SCHEMA DI SINTESI DELLE PRINCIPALI PROROGHE FISCALI DI INTERESSE GENERALE CONTENUTE NEGLI ARTT. 60-61-62 DEL DL. N. 18/2020
SOSPENSIONE VERSAMENTI RITENUTE IRPEF DA PARTE DEI SOSTITUTI D’IMPOSTA, IVA, CONTRIBUTI INPS E PREMI INAIL:
A1) Soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa in Italia, con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di Euro (art. 62): Sono sospesi i versamenti da autoliquidazione che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020: a) relativi alle ritenute alla fonte di cui agli artt. 23 e 24 del Dpr. n. 600/1973 (ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilati, non su redditi di lavoro di lavoro autonomo) e alle trattenute relative all’Addizionale regionale e comunale, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta; b) relativi all’Iva; c) relativi ai contributi previdenziali e assistenziali, e ai premi per l’assicurazione obbligatoria. Tutti i versamenti sospesi di cui sopra sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi entro il 31 maggio 2020 in un’unica soluzione o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020 (mentre per i medesimi versamenti in scadenza il 16 di aprile, salvo nuove future proroghe resta al momento valida tale ultima data). Non viene rimborsato quanto già eventualmente versato.
A2) Soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa in Italia, con ricavi o compensi superiori a 2 milioni di Euro (art. 60): Proroga a venerdì 20 marzo 2020 di tutti i versamenti nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni, inclusi quelli relativi ai contributi previdenziali ed assistenziali ed ai premi per l’assicurazione obbligatoria, in scadenza lo scorso lunedì 16 marzo 2020.
A3) Soggetti indicati dall’art. 61 del Decreto-legge n. 18/2020, riferiti a particolari settori (sport, cultura, turismo, attività educative, attività assistenziali, trasporti, ecc…) (art. 61): I versamenti delle ritenute alla fonte di cui agli artt. 23 e 24 del Dpr. n. 600/73 (ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilati, non su redditi di lavoro di lavoro autonomo), dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria sono sospesi fino al 30 aprile 2020 e dovranno essere effettuati, senza sanzioni ed interessi, entro il 31 maggio 2020 in un’unica soluzione o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020. I versamenti dell’Iva in scadenza nel mese di marzo 2020 sono sospesi e dovranno essere effettuati, senza sanzioni ed interessi, entro il 31 maggio 2020 in un’unica soluzione o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020 (ciò significa che per i versamenti dell’Iva in scadenza il 16 di aprile, salvo nuove future proroghe, resta al momento valida tale data). Non viene rimborsato quanto eventualmente già versato. (le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, le associazioni e le società sportive, professionistiche e dilettantistiche applicano la sospensione di cui al medesimo comma fino al 31 maggio 2020. I versamenti sospesi ai sensi del periodo precedente sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di giugno 2020. Anche in tal caso non viene rimborsato quanto già versato). Per una disamina dettagliata dei Codici Ateco a cui fare riferimento, si rimanda alla Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 12/E diffusa tempestivamente lo stesso 18 marzo 2020. Riguardo agli Enti Locali, anche se detta Risoluzione ricomprende alcuni Codici Ateco tipici delle attività Iva da essi svolte (es. asili nido, mense, musei, teatri, ecc…), dal momento che operano sotto il generico Codice Ateco 84.11.10 (non ricompreso nell’elenco contenuto nella Risoluzione), si ritiene che per il versamento delle ritenute, dei contributi e dell’Iva, per essi valgano le regole dettate dagli artt. 60 e 62, da considerare a seconda del loro volume d’affari ai fini Iva.
SOSPENSIONE ALTRI ADEMPIMENTI TRIBUTARI DIVERSI DAI VERSAMENTI (ES. ADEMPIMENTI DICHIARATIVI):
Tutti i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa in Italia (art. 62): Gli adempimenti diversi dai versamenti e diversi dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’Addizionale regionale e comunale, che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020, sono rinviati al 30 giugno 2020 (es. Dichiarazione Iva, in scadenza il 30 aprile 2020).
SOSPENSIONE TRATTENUTE IRPEF AI PROFESSIONISTI E SIMILARI:
Soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa Italia con ricavi o compensi non superiori a 400.000 Euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del Decreto in commento (art. 62): I ricavi e i compensi percepiti nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore del Decreto in commento e il 31 marzo 2020 non sono assoggettati alle ritenute d’acconto di cui agli artt. 25 e 25-bis del Dpr. n. 600/1973 (es. professionisti e lavoratori autonomi in generale), da parte del sostituto d’imposta, a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato. I contribuenti, che si avvalgono della presente opzione, rilasciano un’apposita dichiarazione dalla quale risulti che i ricavi e compensi non sono soggetti a ritenuta ai sensi della disposizione in commento e provvedono a versare l’ammontare delle ritenute d’acconto non operate dal sostituto o entro il 31 maggio 2020 in un’unica soluzione, oppure mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi.

Art. 66 (Incentivi fiscali per erogazioni liberali in denaro e in natura a sostegno delle misure di contrasto dell’emergenza epidemiologica da Covid-19)

Tale norma prevede che per le erogazioni liberali in denaro e in natura, effettuate nell’anno 2020 dalle persone fisiche e dagli enti non commerciali, in favore dello Stato, delle Regioni, degli Enti Locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 spetta una detrazione dall’Imposta lorda ai fini dell’Imposta sul reddito pari al 30%, per un importo non superiore a 30.000 Euro.

Per le erogazioni liberali in denaro e in natura a sostegno delle misure di contrasto all’emergenza epidemiologica da Covid-19, effettuate nell’anno 2020 dai soggetti titolari di reddito d’impresa, si applica l’art. 27 della Legge n. 133/1999 (norma riferita alle erogazioni liberali in denaro effettuate a favore di popolazioni colpite da eventi di calamità pubblica o da altri eventi straordinari, per il tramite di fondazioni, associazioni, comitati ed enti. Tali erogazioni sono deducibili dal reddito d’impresa e non si considerano destinate a finalità estranee all’esercizio di impresa). Ai fini Irap, tali erogazioni liberali sono deducibili nell’esercizio in cui sono effettuate.

Ai fini della valorizzazione delle erogazioni in natura di cui sopra, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli artt. 3 e 4 del Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del 28 novembre 2019, riferito alle erogazioni liberali in natura a favore degli Enti del Terzo settore.

Art. 95 (Sospensione versamenti canoni per il settore sportivo)

Tale norma prevede, per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, le società e associazioni sportive, professionistiche e dilettantistiche, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, la sospensione, dalla data di entrata in vigore del Decreto in commento e fino al 31 maggio 2020, i termini per il pagamento dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli Enti territoriali (es. i canoni di concessione che gli Enti Locali incassano dai gestori degli impianti sportivi)

I versamenti dei predetti canoni sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di giugno 2020.


Related Articles

Corte dei conti: al via il Sistema informativo per la resa elettronica dei conti giudiziali

La Corte dei conti, con il Comunicato-stampa 10 dicembre 2014, ha annunciato che è disponibile sul proprio sito istituzionale il

Assistenza educativa e scolastica: il servizio soggiace alla Legge n. 328/00 e non all’art. 33, comma 3-bis, del Dlgs. n. 163/06

Nella Delibera n. 169 del 22 aprile 2015 della Corte dei conti Lombardia, un Sindaco ha posto un quesito in

Audizione Anci alla Camera: “il Senato delle Autonomie sia più orientato verso i Comuni”

“Avremmo voluto che il Senato delle Autonomie fosse più orientato verso i Comuni che verso le Regioni, per questo chiediamo

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.