“Covid-19”: sì a contanti ed assegni per le somme trasferite dai Comuni a soggetti appartenenti alle categorie più deboli, se privi di conti correnti

“Covid-19”: sì a contanti ed assegni per le somme trasferite dai Comuni a soggetti appartenenti alle categorie più deboli, se privi di conti correnti

I Comuni possono effettuare pagamenti per cassa tramite contanti o assegni circolari in favore dei soggetti appartenenti alle categorie più deboli che non siano in possesso di conti correnti o altri strumenti associati a un codice Iban. E’ quanto stabilito dall’Ordinanza n. 669 emanata il 24 aprile 2020 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Protezione civile, di concerto con il Mef, e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 109 del 28 aprile 2020.

In accoglimento di una specifica richiesta formulata in merito dall’Associazione nazionale dei Comuni, è stata dunque autorizzata – nel contesto dell’emergenza sanitaria in corso – una deroga rispetto alle previsioni di cui all’art. 2, comma 4-ter, del Dl. 13 agosto 2011, n. 138, che imporrebbe invece alle P.A. di avvalersi di strumenti telematici per effettuare le proprie operazioni di pagamento. Ciò a condizione che le somme da erogare non superino i 3.000 Euro; cifra che, come noto, rappresenta il limite massimo per i pagamenti in contanti.

La norma in commento si pone l’obiettivo di ridurre il più possibile le occasioni di contagio da “Covid-19”, facendo sì che i cittadini che si trovino nella situazione descritta, non abbiano necessità di recarsi presso gli Uffici comunali o presso gli sportelli bancari e/o postali per aprire un conto corrente ed ottenere l’Iban.


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