“Covid-19”: tra le novità introdotte dal nuovo Dl., importanti semplificazioni in materia di concorsi pubblici

“Covid-19”: tra le novità introdotte dal nuovo Dl., importanti semplificazioni in materia di concorsi pubblici

Il quadro delle nuove regole in vigore da domani

Semplificazione dei concorsi al fine di velocizzare il reclutamento di nuovi dipendenti, introduzione dell’obbligo vaccinale per il personale medico e sanitario, temporanea “sospensione” della “zona gialla”. Sono solo alcune delle importanti novità introdotte dal Dl. n. 44 del 1° aprile 2021, pubblicato sulla G.U. n. 19 del 1° aprile 2021.

Vediamo qui di seguito le disposizioni reputate di maggiore interesse per Enti Locali e Società partecipate, contenute nel Decreto rubricato “Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da ‘Covid-19’, in materia di vaccinazioni anti ‘Sars-CoV-2’, di Giustizia e di concorsi pubblici”.

Art. 1 – Ulteriori misure per contenere e contrastare l’emergenza epidemiologica da “Covid-19

E’ estesa fino al 30 aprile 2021 la validità delle disposizioni di cui al Dpcm. 2 marzo 2021, che non contrastino con quanto disposto Dl. in commento.

Per tutto il mese di aprile non sarà contemplata la possibilità di avere delle “zone gialle” e nei territori i cui numeri farebbero teoricamente configurare scenari di quel tipo, dovranno essere applicate le misure previste per quelle “arancioni”. Nello stesso arco di tempo, le misure previste per la “zona rossa” si applicheranno in quelle Regioni o in quelle Province autonome nelle quali si registri una particolare incidenza di contagi (più di 250 casi ogni 100.000 abitanti e nelle aree in cui la circolazione delle varianti determini alto rischio di diffusività o induca malattia grave.

Per quanto riguarda gli spostamenti verso case private, questi saranno consentiti – in “zona arancione” – solo una volta al giorno, unicamente nell’ambito del proprio Comune, e alle ormai ben note condizioni: tra le 5.00 e le 22.00, nei limiti di 2 persone aggiuntive rispetto a quelle conviventi, più eventuali minori di 14 anni, disabili o non autosufficienti. Nessuna possibilità analoga è prevista invece per le “zone rosse”.

Art. 2 – Disposizioni urgenti per le attività scolastiche e didattiche delle Scuole di ogni ordine e grado
Stop alle chiusure delle Scuole di ogni ordine e grado in “zona rossa”. L’art. 2 del Decreto in commento dispone che, dal 7 al 30 aprile 2021 sia assicurato, sull’intero territorio nazionale, lo svolgimento in presenza dei Servizi educativi per l’Infanzia e della Scuola dell’Infanzia, nonché dell’attività didattica del Primo ciclo di Istruzione e del primo anno della Scuola secondaria di primo grado. Dalla seconda Media in poi, è previsto lo svolgimento delle attività in presenza dal 50% al 75% della popolazione studentesca in “zona arancione” mentre in “zona rossa” le relative attività si svolgono a distanza, garantendo comunque la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

Con una sostanziale rottura rispetto a quanto disposto sinora, il Governo ha tolto a Regioni ed Enti Locali la facoltà di disporre misure più restrittive di quelle adottate a livello centrale in tema chiusura delle Scuole. Una eventuale deroga potrà essere ammessa solo in presenza di “eccezionale e straordinaria necessità dovuta alla presenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus ‘Sars-Cov-2’ o di sue varianti nella popolazione scolastica […] sentite le competenti Autorità sanitarie e nel rispetto dei Principi di adeguatezza e proporzionalità, anche con riferimento alla possibilità di limitarne l’applicazione a specifiche aree del territorio”.

Artt. 3–5 – Disposizioni in materia di vaccino anti “Sars-Cov-2

Esclusa la responsabilità penale del personale medico e sanitario incaricato della somministrazione del vaccino “anti-Covid” per i delitti di omicidio colposo e lesioni personali colpose commessi nel periodo emergenziale. Ciò chiaramente a patto che il vaccino sia stato somministrato nel rispetto di tutte le indicazioni contenute nel Provvedimento di autorizzazione all’immissione in commercio e delle Circolari di settore (art. 3).

Introdotto inoltre l’obbligo di sottoporsi al vaccino anti-Covid per tutti gli esercenti le Professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle Strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle Farmacie, Parafarmacie e negli Studi professionali (art. 4). Tale obbligo potrà essere “bypassato” solo in caso di accertato pericolo per la salute, opportunamente documentato. L’inosservanza dell’obbligo vaccinale determina la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implichino l’avere dei contatti interpersonali e dai quali potrebbero dunque scaturire dei contagi. “Il datore di lavoro adibisce il lavoratore, ove possibile, a mansioni, anche inferiori, con il trattamento corrispondente alle mansioni esercitate, e che, comunque, non implicano rischi di diffusione del contagio”. Ove questa strada non dovesse essere percorribile, viene disposto che per il periodo di sospensione (valida fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale o, in mancanza di quest’ultimo, fino al completamento del “Piano vaccinale nazionale” e comunque non oltre il 31 dicembre 2021), non sia “dovuta la retribuzione, altro compenso o emolumento, comunque denominato”.

Art. 8 – Termini in materia di Lavoro e “Terzo Settore

La norma in commento dispone lo slittamento al 31 maggio 2021 del termine di cui all’art. 1, comma 495, della Legge n. 160/2019, relativo alle procedure di assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori socialmente utili e dei lavoratori impegnati in attività di pubblica utilità.

Viene estesa anche agli “Enti del Terzo Settore” la disciplina prevista per lo svolgimento delle assemblee ordinarie con modalità semplificate per le Società sino al 31 luglio 2021.

Art. 10 – Misure per lo svolgimento delle procedure per i concorsi pubblici

Il Decreto ha introdotto la presente disposizione nell’ottica di semplificare i procedimenti concorsuali e velocizzare il reclutamento di nuovi dipendenti. A tal fine, le Amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del Dlgs. n. 165/2001, anche in deroga alla disciplina del Dpr. n. 487/1994 e alla Legge n. 56/2019, possono procedere con le seguenti modalità semplificate di svolgimento delle prove, assicurandone comunque il profilo comparativo:

  1. nei concorsi per il reclutamento di personale non dirigenziale, l’espletamento di una sola prova scritta e di una prova orale;
  2. l’utilizzo di strumenti informatici e digitali e, in particolare, lo svolgimento in videoconferenza della prova orale, garantendo comunque l’adozione di soluzioni tecniche che ne assicurino la pubblicità, l’identificazione dei partecipanti, la sicurezza delle comunicazioni e la loro tracciabilità, nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali;
  3. una fase di valutazione dei titoli, inclusi quelli di servizio, e dell’esperienza professionale ai fini dell’ammissione alle successive fasi concorsuali, il cui risultato concorre alla formazione del punteggio finale.

Le Amministrazioni possono prevedere, in ragione del numero di partecipanti, l’utilizzo di sedi decentrate con le modalità previste dall’arti. 247, comma 2, del Dl. n. 34/2020, convertito con modificazioni dalla Legge n. 77/2020, e, ove necessario, la non contestualità, assicurando comunque la trasparenza e l’omogeneità delle prove somministrate in modo da garantire il medesimo grado di selettività tra tutti i partecipanti.

Fino al permanere dello stato di emergenza, per le procedure concorsuali i cui bandi sono pubblicati alla data di entrata in vigore del presente Decreto deve essere previsto l’utilizzo degli strumenti informatici e digitali di cui alla lett. b), nonché le eventuali misure sopra indicate relative all’utilizzo di sedi decentrate e a sessioni non contestuali della medesima prova. Inoltre, qualora non sia stata svolta alcuna attività, è possibile prevedere la fase di valutazione dei titoli di cui alla lett. c), dandone tempestiva comunicazione ai partecipanti nelle medesime forme di pubblicità adottate per il bando e riaprendo i termini di partecipazione, nonché, per le procedure relative al reclutamento di personale non dirigenziale, l’espletamento di una sola prova scritta e di una eventuale prova orale.

Per le procedure concorsuali i cui bandi sono pubblicati successivamente alla data di entrata in vigore del presente Decreto e fino al permanere dello stato di emergenza, le Amministrazioni possono altresì prevedere l’espletamento di una sola prova scritta e di una eventuale prova orale, in deroga a quanto previsto dalla lett. a).

Il reclutamento del personale a tempo determinato previsto dall’art. 1, comma 179, della Legge n. 178/2020, per le Amministrazioni beneficiarie degli interventi a valere sulle risorse del “Pon Governance e Capacità istituzionale 2014-2020” per il rafforzamento delle Politiche di coesione territoriale (Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia), è effettuato dal Dipartimento della Funzione pubblica, ai sensi dell’art. 4, comma 3-quinquies, del Dl. n. 101/2013, convertito con modificazioni dalla Legge n. 125/2013, e dell’art. 35, comma 5, del Dlgs. n. 165/2001, anche avvalendosi dell’Associazione “Formez PA”. Il reclutamento è effettuato mediante procedura concorsuale semplificata anche in deroga alla disciplina del Dpr. n. 487/1994 e alla Legge n. 56/2019, assicurando comunque il profilo comparativo. La procedura prevede una fase di valutazione dei titoli e dell’esperienza professionale anche ai fini dell’ammissione alle successive fasi, il cui punteggio concorre alla formazione del punteggio finale, e una sola prova scritta mediante quesiti a risposta multipla, con esclusione della prova orale. Il Dipartimento può avvalersi delle misure sopra indicate relative all’utilizzo di sedi decentrate e a sessioni non contestuali della medesima prova. Non si applicano gli artt. 34 comma 6 e 34-bis del Dlgs. n. 165/2001. E’ abrogato il comma 181, della Legge n. 178/2020 che disciplina lo svolgimento di dette procedure.

In ragione dell’emergenza sanitaria in atto, per le procedure concorsuali in corso di svolgimento o i cui bandi sono pubblicati alla data di entrata in vigore del presente Decreto, volte all’assunzione di personale con qualifica non dirigenziale, che prevedono tra le fasi selettive un corso di formazione, si applicano le procedure semplificate sopraindicate, anche in deroga al Bando, dandone tempestiva comunicazione ai partecipanti nelle medesime forme di pubblicità adottate per il Bando stesso, senza necessità di riaprire i termini di partecipazione e garantendo comunque il profilo comparativo e la parità tra i partecipanti. Resta ferma l’attività già espletata, i cui esiti concorrono alla formazione della graduatoria finale di merito.

Le Commissioni esaminatrici dei concorsi possono essere suddivise in Sottocommissioni, con l’integrazione di un numero di componenti pari a quello delle Commissioni originarie e di un Segretario aggiunto. Per ciascuna Sottocommissione è nominato un Presidente. La Commissione e le Sottocommissioni garantiscono l’omogeneità dei criteri di valutazione delle prove.

Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle procedure concorsuali indette da Ripam, mentre non trovano applicazione per le procedure di reclutamento del personale in regime di diritto pubblico di cui all’art. 3 del Dlgs. n. 165/2001.

Dal 3 maggio 2021 è consentito lo svolgimento delle procedure selettive in presenza dei concorsi banditi dalle P.A. nel rispetto di Linee guida validate dal Comitato tecnico-scientifico di cui all’Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione civile 3 febbraio 2020, n. 630.

di Veronica Potenza e Alessio Tavanti


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