Covid oggi Italia, “stop bollettino contagi ogni giorno”: la proposta

Covid oggi Italia, “stop bollettino contagi ogni giorno”: la proposta

Stop al bollettino quotidiano sul covid in Italia, meglio aggiornamenti sui dati ogni 2-3 giorni. O in alternativa un bollettino settimanale. I contagi, spinti dalla variante Omicron, sono schizzati negli ultimi giorni. I dati fanno riferimento anche ad una gran quantità di infezioni asintomatiche e diversi esperti invitano a rivedere i parametri. “Io credo che oggi ci siano due esigenze da tenere insieme. La prima che è il grande pubblico è bombardato da numeri e rimane spesso sconcertato e impaurito, quindi si può pensare di rilasciare il bollettino Covid ogni 2-3 giorni invece che tutti i giorni e meglio se corredato da un commento”, Lo sottolinea all’Adnkronos Salute Roberto Battiston, fisico dell’Università di Trento, già Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana. “Ma a fronte di questo, occorre che i dati siano sempre disponibili per la comunità scientifica, i tempi di raddoppio dei casi Omicron sono molto veloci e occorre quindi avere i report aggiornati”, aggiunge. 

“I casi sono infezioni, non sono casi clinici: l’80% dei casi sono asintomatici. Sarebbe un’ottima idea dare il bollettino settimanale” e non quotidiano, dice l’infettivologo Donato Greco, ospite di Un Giorno da Pecora su Rai Radio1. “Se non finisce questa frenesia degli screening… Bisognerebbe limitare il tampone agli ammalati, la pandemia crollerebbe immediatamente. Buona parte dei tamponi sono inutili e dannosi. Il tampone dovrebbe servire per verificare un rischio di contagio da un contatto o per verificare la presenza di sintomi esistenti”, dice. 

Il componente del Cts tocca anche altri temi. “Sono preoccupato perché in 50 anni di attività sulle epidemie non ho mai visto un fenomeno di questo tipo. Non abbiamo mai visto un’aggressività e una persistenza così massiccia, dura da 2 anni. Il covid ha aggredito il mondo in 2 settimane e lo sta ancora devastando, non accenna minimamente a diminuire. La vaccinazione sta mettendo almeno buona parte dei paesi europei in una nicchia di sicurezza”, osserva. “L’efficacia delle 3 dosi contro la malattia grave provocata da Omicron è del 94%. La nuova variante trova spazio per l’infezione, normalmente si ferma alle prime vie aeree ma manda qualcuno in ospedale. Non è uno scherzo, è sempre covid”. 

In Italia, “le scelte del governo mirano a proteggere i deboli e limitare le ospedalizzazioni, le terapie intensive e i decessi. Gli ospedali sono affollati da no vax e anziani. Colpa dei no vax? E’ improprio parlare di colpa. Negli ospedali vanno i non vaccinati e gli anziani. Nelle terapie intensive l’età media è tra i 75 e gli 80 anni, l’età media dei decessi è sugli 80 anni. Nei reparti covid, più del 60% sono persone anziane. Abbiamo avuto 35 decessi tra bambini al di sotto dei 5 anni negli ultimi 2 anni: ci vacciniamo per difterite e tetano, molto meno patogene”. 

 


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