Criteri di valutazione dell’offerta: devono essere distinti dai criteri soggettivi di qualificazione

Criteri di valutazione dell’offerta: devono essere distinti dai criteri soggettivi di qualificazione

Nella Delibera n. 712 del 24 luglio 2018 dell’Anac, la questione oggetto dell’Istanza di Parere riguarda la legittimità dei criteri di valutazione di una offerta basati sulle esperienze pregresse del concorrente, con particolare riferimento ai lavori nel Settore dei Beni culturali. L’Anac pone in evidenza che l’art. 95 comma 6, del Dlgs. n. 50/2016, prevede che i criteri di valutazione del miglior rapporto qualità/prezzo devono essere oggettivi e pertinenti alla natura e all’oggetto dell’appalto. Sulla base degli obiettivi perseguiti e nel rispetto dei principi che presiedono all’affidamento dei contratti pubblici, la stazione appaltante ha piena discrezionalità nella determinazione dei criteri di valutazione delle offerte. L’Autorità chiarisce che nelle gare pubbliche è indebito includere, tra i criteri di valutazione delle offerte, elementi attinenti alla capacità tecnica dell’Impresa, anziché alla qualità dell’offerta, alla luce dei principi ostativi ad ogni commistione fra i criteri soggettivi di qualificazione e i criteri di valutazione dell’offerta, in funzione dell’esigenza di aprire il mercato e in applicazione del canone della par condicio, vietante asimmetrie pregiudiziali di tipo meramente soggettivo. Di qui la necessità di tenere separati i requisiti richiesti per la partecipazione alla gara da quelli pertinenti all’offerta e all’aggiudicazione, non potendo rientrare tra questi ultimi i requisiti soggettivi in sé considerati, avulsi dalla valutazione dell’incidenza dell’organizzazione sull’espletamento dello specifico appalto da aggiudicare. Inoltre, la possibilità di prevedere nel bando di gara anche elementi di valutazione dell’offerta tecnica di tipo soggettivo riguarda solo gli appalti di servizi e comunque al ricorrere di determinate condizioni, come nel caso in cui aspetti dell’attività dell’Impresa possano effettivamente illuminare la qualità dell’offerta. Dunque, l’Anac ritiene che il divieto di commistione fra i criteri soggettivi di qualificazione e quelli oggettivi afferenti alla valutazione dell’offerta ai fini dell’aggiudicazione non risulta eluso o violato allorché gli aspetti organizzativi o quelli relativi alle esperienze pregresse non siano destinati ad essere apprezzati in quanto tali, in modo avulso quindi dal contesto dell’offerta, come dato relativo alla mera affidabilità soggettiva, ma quale garanzia dell’esecuzione delle prestazioni secondo le modalità prospettate nell’offerta, come elemento cioè incidente sulle modalità esecutive dello specifico appalto e, quindi, come parametro afferente alle caratteristiche oggettive dell’offerta.


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