di Riccardo Compagnino
C’è un giorno, nel 1946, in cui l’Italia cambia voce. Non è un giorno rumoroso, ma è destinato a restare. Le donne entrano nelle urne elettorali per la prima volta e, con un gesto semplice e potentissimo, trasformano la storia. È da lì che parte la nostra staffetta: da quel primo passo che non è solo diritto, ma riconoscimento. È il primo atleta, quello che rompe il silenzio e apre la pista.
Subito dopo, quasi senza soluzione di continuità, il testimone passa al secondo corridore: il popolo italiano chiamato a scegliere tra monarchia e Repubblica. È una
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