“Ddl. Stabilità 2016”: Presidente Corte dei conti, “Cancellazione Tasi potrebbe avere effetti negativi sui bilanci di molti Comuni”

“Ddl. Stabilità 2016”: Presidente Corte dei conti, “Cancellazione Tasi potrebbe avere effetti negativi sui bilanci di molti Comuni”

La cancellazione della Tasi sulle abitazioni principali potrebbe avere effetti negativi sui bilanci di molti Comuni: a lanciare il monito, nel corso di un’Audizione di fronte alle Commissioni bilancio riunite del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, è il Presidente della Corte dei conti, Raffaele Squitieri.

Il Presidente rileva come la cancellazione della Tasi venga a sterilizzare la più importante leva fiscale a disposizione dei Comuni, riducendo il grado di autonomia impositiva delle Amministrazioni locali, con un impatto sul territorio che penalizzerebbe le realtà che meno avevano spinto sugli aumenti di aliquota. Peraltro, i vincoli che la manovra introduce alle scelte tributarie delle Amministrazioni territoriali risultano accentuati a causa del previsto blocco, limitatamente al 2016, del potere di deliberare aumenti dei tributi e delle addizionali ad essi attribuite e delle eccezioni fissate. Queste ultime, in particolare, sono suscettibili di accentuare le distorsioni che già configurano un panorama fortemente differenziato del fisco sul territorio. Anche perché si tratta di eccezioni ampie, che coinvolgono le 8 Regioni in deficit sanitario (che potranno aumentare Irap e Addizionale Irpef), gli Enti Locali in dissesto e predissesto (sono 133 le Amministrazioni locali interessate fra il 2012 e il 2015 di cui 73 in dissesto) e la generalità dei Comuni per quanto riguarda la Tari, esclusa espressamente dal blocco.

Pertanto, il Presidente conclude che andrà attentamente valutato come si distribuirà tra gli Enti il reintegro dei fondi della Tasi sulle prime case. Ne trarranno il beneficio maggiore gli Enti che hanno attivato il tributo utilizzando al massimo la propria capacità fiscale che viene così cristallizzata.

Le collettività che potevano apparire ieri come le più penalizzate potranno godere dal 2016 di un relativo beneficio. Inoltre, rileva Squitieri, che – fermo il capitolo Catasto e nuove rendite – con l’abolizione dell’Imu e della Tasi sulla “prima casa” la principale fonte di finanziamento manovrabile da parte degli Enti riguarda le abitazioni diverse dalla “prima casa”, su cui continuerà a vivere il dualismo Tasi-Imu, con la conseguenza che la maggioranza dei “servizi indivisibili” forniti dai Comuni graverà di regola su non residenti. Soggetti, quindi, non in grado di operare “il controllo politico” sull’operato degli Amministratori attraverso il voto.


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