Debiti delle P.A.: tutte le novità introdotte dal “Decreto Irpef”

Debiti delle P.A.: tutte le novità introdotte dal “Decreto Irpef”

Il recente Dl. 24 aprile 2014, n. 66 ha introdotto nuove norme e modificato in parte quelle già in vigore in materia di pagamento dei debiti della P.A.. Analizziamole nel dettaglio.

Monitoraggio dei Debiti contratti dalle P.A.

L’art. 27, del Dl. n. 66/14, ha novellato il “Decreto Pagamenti” (Dl. n. 35/13), introducendovi rilevanti novità inerenti al monitoraggio dei debiti delle P.A..

In merito alla trasparenza nella gestione dei debiti contratti dalle P.A., con il comma 1, dell’art. 27, è disposta l’introduzione del nuovo art. 7-bis, del Dl. n. 35/13, e previsto che i soggetti titolari di crediti nei confronti delle P.A. per somministrazioni, forniture e appalti e per obbligazioni relative a prestazioni professionali potranno comunicare, mediante la piattaforma elettronica di cui all’art. 7, dello stesso Dl. n. 35/13, i dati riferiti alle fatture o richieste equivalenti di pagamento emesse a partire dal 1° luglio 2014, riportando, ove previsto, il relativo Cig.

Sulla base dei dati pervenuti, le Amministrazioni debitrici dovranno comunicare, tramite la piattaforma elettronica, a loro volta, le informazioni inerenti alla ricezione ed alla rilevazione sui propri sistemi contabili delle fatture o richieste equivalenti di pagamento emesse a partire dal 1° gennaio 2014.

A fronte della disposizione in parola, viene data la possibilità ai creditori della P.A. di comunicare preliminarmente i dati inerenti al loro credito, da integrare con le rilevazioni contabili degli Enti circa le fatture e le richieste di pagamento.

La norma prevede che, per le fatture elettroniche trasmesse alle P.A. attraverso il “Sistema di interscambio” di cui al Dm. Mef 7 marzo 2008, i dati saranno acquisiti automaticamente dalla piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni.

Con cadenza mensile, entro il giorno 15, le Amministrazioni dovranno comunicare, attraverso la piattaforma elettronica per le certificazioni, i dati relativi ai debiti non estinti, certi, liquidi ed esigibili per somministrazioni, forniture e appalti e obbligazioni afferenti prestazioni professionali, per i quali nel mese precedente sia scaduto il termine di decorrenza degli interessi moratori ex art. 4 del Dlgs. n. 231/02.

I dati acquisiti dalla piattaforma elettronica dovranno essere conformi ai formati previsti dal Dm. Mef n. 55/13, ed includere le informazioni relative alla natura corrente o capitale dei debiti, nonché, nei casi in cui sia previsto, il Cig. Le informazioni in questione saranno accessibili alle P.A. e ai titolari dei crediti che si siano accreditati alla piattaforma elettronica, anche ai fini della certificazione di detti crediti, nonché utilizzabili per la tenuta del registro delle fatture da parte della P.A.

Il mancato rispetto degli obblighi di comunicazione sopra riportati rileva ai fini della valutazione della performance individuale del Dirigente e comporta responsabilità dirigenziale e disciplinare.

L’Organo di controllo della regolarità amministrativa e contabile è tenuto a verificare la corretta attuazione delle procedure sopra esposte.

Certificazione dei crediti nei confronti della P.A.

L’art. 27, comma 2, ha modificato l’art. 9, comma 3-bis, del Dl. n. 185/08, estendendo le disposizioni ivi contenute in materia di certificazione dei crediti al complesso delle Pubbliche Amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del Dlgs. n. 165/01. In precedenza, la norma in parola era indirizzata soltanto a “le Regioni e gli Enti Locali nonché gli Enti del Servizio sanitario nazionale”.

Si ricorda che la disposizione di cui all’art. 9, comma 3-bis, del Dl. n. 185/08, è stata introdotta per agevolare lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione. La certificazione, pertanto, costituisce un titolo idoneo per la cessione del credito vantato nei confronti della Pubblica Amministrazione. La certificazione rilasciata dal Comune risulta essere un documento che garantisce l’esistenza del credito vantato nei confronti dell’Ente Locale e da utilizzare facoltativamente dal fornitore per ottenere credito, a condizioni vantaggiose, da banche o intermediari finanziari mediante la cessione pro-soluto del credito in parola.

L’art. 9, comma 3-bis, della Legge n. 185/08, dispone che, su istanza del creditore di somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti, le Amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2, del Dlgs. n. 165/01 (quindi, inclusi gli Enti Locali), certificano, nel rispetto delle disposizioni normative vigenti in materia di Patto di stabilità interno, entro il termine di 30 giorni dalla data di ricezione dell’istanza, se il relativo credito sia certo, liquido ed esigibile, anche al fine di consentire al creditore la cessione pro soluto o pro solvendo a favore di banche o intermediari finanziari.

Lo stesso comma 3-bis, prevede la possibilità per il creditore di attivare i poteri sostitutivi, presentando un’istanza finalizzata a far nominare un Commissario ad acta. L’art. 27, comma 2, lett. b), del Dl. n. 66/14, ha integrato l’art. 3-bis, modificando le modalità di attivazione dei poteri sostitutivi in caso di mancata certificazione dei debiti da parte delle Amministrazioni debitrici entro i termini previsti, individuando i soggetti deputati alla nomina del Commissario ad acta. In particolare, la norma modificata dispone che la nomina è effettuata dall’Ufficio centrale del bilancio competente per le certificazioni di pertinenza delle Amministrazioni centrali, degli Enti pubblici non economici nazionali e delle Agenzie di cui al Dlgs. n. 300/99, ovvero dalla Ragioneria dello Stato territorialmente competente per le certificazioni di pertinenza delle altre Amministrazioni.

L’art. 27, comma 2, lett. d), ha disposto che la certificazione dovrà indicare obbligatoriamente la data prevista di pagamento. Le certificazioni già rilasciate senza data dovranno essere integrate a cura dell’Amministrazione certificante con l’apposizione della data prevista per il pagamento.

Lo stesso art. 9, comma 3-bis, del Dl. n. 185/08, afferma anche che le cessioni dei crediti oggetto di certificazioni dovranno essere stipulate mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata ed essere notificate alle Amministrazioni debitrici, ai sensi dell’art. 117, del Dlgs. n. 163/06.

Una delle novità introdotte alla disposizione in parola dall’art. 27, comma 2, del “Decreto Irpef”, riguarda l’inasprimento delle sanzioni previste in caso di mancato rispetto dell’obbligo di certificazione o di immotivato diniego di certificazione, anche parziale. Nel dettaglio, l’art. 27, comma 2, lett. c), ha disposto che il mancato rispetto dell’obbligo di certificazione e l’immotivato diniego di certificazione, anche parziale, comportano responsabilità a carico del Dirigente responsabile. Inoltre, la norma dispone che le P.A. inadempienti, fino al perdurare dell’indebitamento, non potranno procedere a nuove assunzioni né assumere nuovi debiti.

In merito al monitoraggio delle certificazioni dei pagamenti effettuati dalle P.A. con le risorse trasferite dalle Regioni, l’art. 28, del Dl. n. 66/14, ha modificato l’art. 2, del Dl. n. 35/13, inerente ai pagamenti dei debiti delle Regioni e delle Province autonome. La norma ha introdotto il nuovo comma 6-bis, con il quale è disposto che, con Dm. Mef da emanarsi entro il 23 giugno 2014, saranno indicate le modalità e la tempistica di certificazione e di raccolta da parte delle Regioni dei dati relativi ai pagamenti effettuati dagli Enti Locali e dalle altre P.A. con le risorse loro trasferite dalle Regioni, a seguito dell’estinzione dei debiti elencati nel “Piano di pagamento”.

Strumenti atti a favorire la cessione dei crediti certificati

L’art. 37, del Dl. n. 66/14, ha introdotto alcuni strumenti volti a favorire la cessione dei crediti di parte corrente certi, liquidi ed esigibili per somministrazioni, forniture ed appalti e per prestazioni professionali, maturati al 31 dicembre 2013 e certificati ai sensi dell’art. 9, commi 3-bis e 3-ter, del Dl. n. 185/08, già sopra evidenziato.

Garanzia dello Stato

La norma prevede il riconoscimento, per i crediti di parte corrente certi, liquidi ed esigibili per somministrazioni, forniture ed appalti e per prestazioni professionali, maturati al 31 dicembre 2013 e certificati ai sensi dell’art. 9, commi 3-bis e 3-ter del Dl. n. 185/08, della garanzia dello Stato, dal momento dell’effettuazione delle operazioni di cessione ovvero di ridefinizione dei crediti stessi. Saranno assistiti dalla medesima garanzia dello Stato, sempre dal momento dell’effettuazione delle operazioni di cessione ovvero dal momento della ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento, i debiti di parte corrente certi, liquidi ed esigibili delle P.A. maturati al 31 dicembre 2013 che non risultano certificati alla data del 24 aprile 2014, purché rispettino le seguenti 2 condizioni:

– che i soggetti creditori, entro il 23 giugno prossimo, presentino istanza di certificazione, utilizzando la piattaforma elettronica di cui all’art. 7, comma 1, del Dl. n. 35/13;

– che i crediti in questione siano oggetto di certificazione, tramite la menzionata piattaforma elettronica, da parte delle P.A. debitrici.

Qualora siano soddisfatte le 2 condizioni sopra riportate, potrà essere riconosciuta la garanzia dello Stato al credito in questione, fermo restando che, entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza, dovrà intervenire la certificazione. L’eventuale diniego, anche parziale, dovrà essere necessariamente motivato.

In caso di inadempimento a tali obblighi, l’art. 37 ha previsto in capo al Dirigente responsabile l’applicazione delle sanzioni di cui all’art. 7, comma 2, del Dl. n. 35/13, nonché il divieto di assunzione di personale e il divieto di ricorso ad indebitamento in capo all’Ente inadempiente, fino al perdurare dell’inadempimento stesso.

Cessione dei crediti assistiti da garanzia dello Stato

I creditori potranno cedere pro-soluto il credito certificato e assistito dalla garanzia dello Stato ad una banca o altro intermediario finanziario, anche sulla base di apposite convenzioni quadro.

Una volta intervenuta la cessione del credito, in caso di carenza di liquidità, l’Ente debitore potrà richiedere una ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento dei debiti, per una durata massima di 5 anni, rilasciando, a garanzia dell’operazione, apposita delegazione di pagamento o altra simile garanzia a valere sulle entrate di bilancio. L’operazione di ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento potranno essere richieste dalle Amministrazioni pubbliche debitrici alla banca o all’intermediario finanziario cessionario del credito, ovvero, in caso di rifiuto espresso, ad altra banca o ad altro intermediario finanziario.

La Cassa DD.PP. e le Istituzioni finanziarie dell’Unione europea e internazionali potranno acquisire, dalle banche e dagli intermediari finanziari, sulla base di una convenzione quadro stipulata con l’Abi, i crediti assistiti da garanzia dello Stato e ceduti ai sensi dell’art. 37 del Dl. n. 66/14, anche al fine di effettuare operazioni di ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento dei relativi debiti, della durata massima di 15 anni, in relazione alle quali gli Enti debitori interessati rilasciano delegazione di pagamento.

Sarà istituito presso il Mef un apposito “Fondo per la copertura degli oneri determinati dal rilascio della garanzia dello Stato”, con dotazione pari a 150 milioni di Euro. Con Dm. Mef, da adottarsi entro il 24 maggio 2014, saranno ridefiniti i termini e le modalità di attuazione delle disposizioni di cui all’art. 37 in commento, inclusa la determinazione della misura massima dei tassi di interesse praticabili sulle operazioni di ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento del debito, nonché i criteri, le condizioni e le modalità di operatività e di escussione della garanzia del Fondo, e della garanzia dello Stato di ultima istanza.

Per i crediti assistiti da garanzia dello Stato, non possono essere richiesti sconti superiori alla misura massima determinata con il Dm. Mef, da adottarsi entro il 24 maggio 2014.

In caso di escussione della garanzia prestata, allo Stato è riconosciuto il diritto di rivalsa sugli Enti debitori. Tale rivalsa comporta la decurtazione, sino a concorrenza della somme escusse e degli interessi maturati alla data dell’effettivo pagamento, delle somme a qualsiasi titolo dovute all’Ente debitore a valere sul bilancio dello Stato.

L’art. 37, comma 6, del Dl. n. 66/14, ha istituito presso il Mef un Fondo con dotazione pari a 1 miliardo di Euro per l’anno 2014, finalizzato ad integrare le risorse iscritte sul bilancio statale destinate alle garanzie rilasciate dallo Stato.

Cessione dei crediti certificati tramite piattaforma elettronica

L’art. 38 ha introdotto disposizioni volte a semplificare le procedure di cessione dei crediti certificati tramite la piattaforma elettronica di cui all’art. 7, comma 1, del Dl. n. 35/13. La norma infatti ha disposto che le cessioni in parola potranno essere stipulate mediante scrittura privata ed essere effettuate esclusivamente a favore di banche o intermediari finanziari autorizzati, ovvero da parte di quest’ultimi alla Cassa DD.PP., ai sensi dell’art. 11, comma 12-quinquies del Dl. n. 76/13.

Le Amministrazioni cedute avranno 7 giorni di tempo, a partire dalla ricezione della comunicazione di cessione, per opporre il proprio rifiuto, trascorsi i quali le suddette cessioni dei crediti certificati saranno efficaci ed opponibili nei loro confronti.

Crediti compensabili

L’art. 39, del Dl. n. 66/14, ha modificato l’art. 28-quinquies, del Dpr. n. 602/73, inerente ai crediti compensabili con somme dovute in base agli istituti della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario. Secondo la norma previgente, potevano essere portati a compensazione i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati entro il 31 dicembre 2012 nei confronti dello Stato, degli Enti pubblici nazionali, delle Regioni, degli Enti Locali e degli Enti del Servizio sanitario nazionale, per somministrazioni, forniture e appalti, solo su specifica richiesta del creditore. La norma in commento ha esteso la possibilità di procedere alla compensazione anche ai crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati successivamente al 31 dicembre 2013, nei confronti dello Stato, degli Enti pubblici nazionali, delle Regioni, degli Enti Locali e degli Enti del Servizio sanitario nazionale per somministrazioni, forniture e appalti, eliminando dalla norma il riferimento al termine del 31 dicembre 2012.

L’art. 40, del Dl. n. 66/14, ha differito al 30 settembre 2013, in luogo del 31 dicembre 2012 precedentemente previsto, il termine entro il quale devono essere state notificate le cartelle di pagamento per poter usufruire delle compensazioni con i crediti certificati ai sensi dell’art. 9, commi 3-bis e 3-ter del Dl. n. 185/08.

Esclusione dai vincoli del Patto di stabilità

L’art. 37, comma 2, del Dl. n. 66/14, ha disposto che i pagamenti dei debiti di parte corrente certi, liquidi ed esigibili per somministrazioni, forniture ed appalti e per prestazioni professionali, maturati al 31 dicembre 2013 e certificati ai sensi dell’art. 9, commi 3-bis e 3-ter del Dl. n. 185/08, non rilevano ai fini dei vincoli e degli obiettivi del Patto di stabilità interno.

Anticipazione di liquidità per il pagamento di debiti certi liquidi ed esigibili

Per il 2014, l’art. 32, del Dl. n. 66/14, ha disposto l’incremento di 6 miliardi di Euro della dotazione del “Fondo per assicurare la liquidità per i pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili” di cui all’art. 1, comma 10, del Dl. n. 35/13, al fine di far fronte ai pagamenti da parte delle Regioni e degli Enti Locali dei debiti certi, liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2013, ovvero dei debiti per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il predetto termine, nonché dei debiti fuori bilancio che presentavano i requisiti per il riconoscimento alla data del 31 dicembre 2013, anche se riconosciuti in bilancio in data successiva, ivi inclusi quelli contenuti nel “Piano di riequilibrio finanziario pluriennaleex art. 243-bis del Tuel.

Entro il 31 luglio 2014 sarà adottato un Dm. Mef che stabilirà la distribuzione del predetto incremento del Fondo, nonché i criteri, i tempi e le modalità per la concessione delle risorse in questione a Regioni ed Enti Locali, ivi inclusi gli Enti che non abbiano precedentemente avanzato richiesta di anticipazione di liquidità. Lo stesso Decreto determinerà l’eventuale dotazione aggiuntiva per il 2014 del Fondo predetto, derivante da disponibilità per anticipazioni precedentemente attribuite e non ancora erogate, ivi incluse quelle conseguenti ad eventuali verifiche negative effettuate dal Tavolo istituito presso il Mef e coordinato dal Ragioniere generale dello Stato ai sensi dell’art. 2, comma 4, del Dl. n. 35/13.

L’erogazione da parte del Mef delle anticipazioni di liquidità richieste quest’anno è subordinata alla verifica positiva della certificazione dell’avvenuto pagamento di almeno il 95% dei debiti per i quali siano state precedentemente concesse anticipazioni di liquidità, nonché dall’effettuazione delle relative registrazioni contabili da parte delle Regioni.

L’art. 29, del Dl. n. 66/14, ha disposto che per il 2014 potranno essere attribuite agli Enti Locali risorse aggiuntive per il pagamento di debiti certi liquidi ed esigibili, derivanti dalle risorse ancora disponibili della “Sezione per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli Enti Locali” del “Fondo per assicurare la liquidità per i pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili” di cui all’art. 1, comma 10, del Dl. n. 35/13, non erogate a fronte delle precedenti istanze.

Strumenti atti a prevenire i ritardi dei pagamenti delle P.A.

Attestazione dell’importo dei pagamenti effettuati oltre la scadenza dei termini previsti

L’art. 41, del Dl. n. 66/14, ha introdotto un nuovo adempimento in capo alle Pubbliche Amministrazioni. A decorrere dal 2014, gli Enti dovranno allegare, alle relazioni ai bilanci consuntivi o di esercizio delle Amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2, del Dlgs. n. 165/01, un prospetto attestante l’importo dei pagamenti relativi a transazioni commerciali effettuati dopo la scadenza dei termini previsti dal Dlgs. n. 231/02, nonché i tempi medi dei pagamenti effettuati.

Tale prospetto dovrà essere sottoscritto dal Rappresentante legale e dal Responsabile dei Servizi “Finanziari” dell’Ente.

In caso di mancato rispetto dei tempi di pagamento prescritti, nelle predette relazioni, le Amministrazioni dovranno indicare le misure correttive adottate o previste per consentire la tempestiva effettuazione dei pagamenti. La norma in parola ha assegnato in capo all’Organo di controllo di regolarità amministrativa e contabile il compito di verificare le attestazioni di cui al primo periodo, dandone atto nella propria relazione.

Lo stesso art. 41 ha disposto un regime sanzionatorio per gli Enti ritardatari, al fine di promuovere il rispetto dei tempi di pagamento previsti dall’art. 4, del Dlgs. n. 231/02; le Pubbliche Amministrazioni (ad esclusione degli Enti del Servizio sanitario nazionale) che attesteranno tempi medi di pagamento superiori a 90 giorni, nel 2014, e superiori a 60 giorni a decorrere dal 2015, non potranno procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con riguardo ai processi di stabilizzazione in atto. È fatto altresì divieto agli stessi Enti di stipulare contratti di servizio con soggetti privati che possano configurarsi come elusivi delle predette disposizioni.

Di contro, la stessa norma ha introdotto un regime premiale per gli Enti Locali che risultano rispettosi dei tempi di pagamento previsti dall’art. 4, del Dlgs. n. 231/02, disponendo che la riduzione degli obiettivi annuali, che ai sensi dell’art. 1, comma 122 della Legge n. 220/10, potrà essere autorizzata con Dm. Mef in favore degli Enti assoggettabili alla sanzione per mancato rispetto dell’obiettivo del Patto di stabilità interno da operarsi a valere sul “Fondo sperimentale di riequilibrio” e sul “Fondo perequativo” nonché sui trasferimenti erariali destinati ai Comuni della Sicilia e della Sardegna, dovrà applicarsi, sulla base dei criteri individuati con Dm. Mef di cui all’art. 1, comma 122 del Dlgs. n. 220/10, esclusivamente agli Enti Locali che risultino rispettosi dei tempi di pagamento previsti dal Dlgs. n. 231/02.

Tenuta del registro delle fatture

A decorrere dal 1° luglio 2014, ai sensi dell’art. 42, del Dl. n. 66/14, tutte le P.A. (Enti Locali inclusi) adottano il “registro unico delle fatture”, sul quale dovranno annotare entro 10 giorni dal ricevimento delle fatture o delle richieste equivalenti di pagamento per somministrazioni, forniture e appalti e per obbligazioni relative a prestazioni professionali emesse nei loro confronti.

Nel registro delle fatture e degli altri documenti contabili equivalenti dovrà essere annotato:

a) il codice progressivo di registrazione;

b) il numero di protocollo di entrata;

c) il numero della fattura o del documento contabile equivalente;

d) la data di emissione della fattura o del documento contabile equivalente;

e) il nome del creditore e il relativo codice fiscale;

f) l’oggetto della fornitura;

g) l’importo totale, al lordo di Iva e di eventuali altri oneri e spese indicati;

h) la scadenza della fattura;

i) nel caso di Enti in contabilità finanziaria, gli estremi dell’impegno indicato nella fattura o nel documento contabile equivalente ai sensi di quanto previsto dal primo periodo del presente comma oppure il capitolo e il piano gestionale, o analoghe unità gestionali del bilancio sul quale verrà effettuato il pagamento;

l) se la spesa è rilevante o meno ai fini Iva;

m) il “Codice identificativo di gara” (“Cig”), tranne i casi di esclusione dall’obbligo di tracciabilità di cui alla Legge n. 136/10;

n) il “Codice unico di progetto” (“Cup”), in caso di fatture relative a opere pubbliche, interventi di manutenzione straordinaria, interventi finanziati da contributi comunitari e ove previsto ai sensi dell’art. 11 della Legge n. 3/03;

o) qualsiasi altra informazione che si ritiene necessaria.

Trattandosi di “registro unico”, la norma ha espressamente escluso la possibilità di ricorrere a registri di Settore o di Reparto. Il registro delle fatture in parola, costituisce parte integrante del sistema informativo contabile per cui, al fine di ridurre gli oneri a carico delle Amministrazioni, potrà essere sostituito dalle apposite funzionalità che saranno rese disponibili sulla piattaforma elettronica per la certificazione dei crediti di cui all’art. 7, comma 1, del Dl. n. 35/13, convertito con modificazioni dalla Legge n. 64/13.

Attestazione dei tempi medi pagamento delle Province e delle Città metropolitane

L’art. 47 ha disposto che, nelle more dell’emanazione del Dpcm. di cui all’art. 1, comma 92, della Legge n. 56/14, inerente al passaggio dalle Province ai nuovi Organismi subentranti, ciascuna Provincia e ciascuna Città metropolitana dovranno conseguire determinati risparmi di spesa da versare ad apposito capitolo di entrata del bilancio dello Stato, come definiti con Dm. Interno da emanarsi entro il 30 giugno, per l’anno 2014, ed entro il 28 febbraio per gli anni successivi, sulla base di 3 criteri:

a) tenuto conto della spesa media sostenuta nell’ultimo triennio, relativa ai codici Siope indicati nella Tabella A allegata allo stesso Decreto. Per gli Enti che avranno registrato tempi medi di pagamento superiori a 90 giorni, la riduzione predetta dovrà essere incrementata del 5%. Per gli altri Enti, la predetta riduzione sarà ulteriormente ridotta in misura corrispondente al complessivo incremento di cui al periodo precedente. Per gli Enti che nell’ultimo anno hanno fatto ricorso agli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip e dalle centrali di committenza regionale di riferimento, costituite ai sensi dell’art. 1, comma 455, della Legge n. 296/06, in misura inferiore al valore mediano risultante dalle certificazioni di cui alla presente lett. a), tale riduzione sarà incrementata del 5%; per i restanti Enti, la riduzione in parola sarà ulteriormente ridotta in proporzione al complessivo incremento di cui al periodo precedente;

b) considerato il numero di autovetture di ciascuna Provincia e Città metropolitana come comunicato annualmente al Ministero dell’Interno dal Dipartimento della Funzione pubblica;

c) tenuto conto, per quanto attiene alla riduzione della spesa per incarichi di consulenza, studio e ricerca e per i contratti di collaborazione coordinata e continuativa, della spesa comunicata dal Dipartimento della Funzione pubblica.

Ai fini della determinazione delle riduzioni di cui alla lett. a), le Province e le Città metropolitane dovranno trasmettere al Ministero dell’Interno, secondo le modalità che saranno dallo stesso indicate entro il 31 maggio, per l’anno 2014, ed entro il 28 febbraio per ciascuno degli anni dal 2015 al 2017, una certificazione che dovrà essere sottoscritta:

– dal Rappresentante legale;

– dal Responsabile finanziario;

– dall’Organo di revisione.

La certificazione in parola dovrà attestare il tempo medio dei pagamenti dell’anno precedente, calcolato rapportando la somma delle differenze dei tempi di pagamento rispetto a quanto disposto dal Dlgs. n. 231/02 al numero dei pagamenti stessi. Nella medesima certificazione è inoltre indicato il valore degli acquisti di beni e servizi sostenuti nell’anno precedente, relativi ai codici Siope indicati nella Tabella B allegata al Decreto in commento, con separata evidenza degli acquisti sostenuti mediante ricorso agli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip e dalle centrali di committenza regionale di riferimento. In caso di mancata trasmissione della certificazione nei termini indicati, si applica l’incremento del 10%.

Gli importi e i criteri relativi alla riduzione assegnata a ciascun Ente potranno essere modificati, garantendo l’invarianza di riduzione complessiva, dalla Conferenza Stato-Città ed Autonomie locali entro il 15 giugno, per l’anno 2014, ed entro il 31 gennaio, per gli anni successivi, tenendo conto dei tempi medi di pagamento dei debiti e del ricorso agli acquisti centralizzati di ciascun Ente.

Le Province e le Città metropolitane sono autorizzate a rimodulare o adottare misure alternative di contenimento della spesa corrente, al fine di conseguire risparmi comunque non inferiori a quelli derivanti dall’applicazione del comma 2.

Lo stesso art. 47, al comma 4, ha disposto che, in caso di mancato versamento del contributo dovuto, entro il mese di luglio, l’Agenzia delle Entrate provvede, nei confronti delle Province e delle Città metropolitane interessate, attraverso la “struttura di gestione” di cui all’art. 22, comma 3, del Dlgs. n. 241/97, sulla base dei dati comunicati dal Ministero dell’Interno, al recupero delle somme dovute, a valere sui versamenti dell’Imposta sulle assicurazioni Rca (esclusi i ciclomotori), di cui all’art. 60 del Dlgs. n. 446/97, riscossa tramite Modello “F24”.

Il comma 6 ha stabilito che l’atteso Dpcm. di cui all’art. 1, comma 92, della Legge n. 54/14, dovrà definire le modalità di recupero delle somme di cui ai commi precedenti, a seguito del trasferimento delle risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative connesse all’esercizio delle funzioni che devono essere trasferite, tra le Province, le Città metropolitane e gli altri Enti territoriali interessati.

Il controllo sulla corretta adozione delle misure previste dalla norma compete all’Organo di controllo di regolarità amministrativa e contabile, il quale dovrà darne atto nella relazione al bilancio di previsione dell’esercizio e nella relazione al rendiconto dell’esercizio di cui all’art. 1, comma 166, della Legge n. 266/05.

Attestazione dei tempi medi pagamento dei Comuni

Del pari delle Province e delle Città metropolitane, anche i Comuni sono chiamati dall’art. 47, del Dl. n. 66/14, a contribuire al raggiungimento degli obiettivi di contenimento della finanza pubblica.

Con Dm. Interno, da emanarsi, entro il 30 giugno per l’anno 2014, ed entro il 28 febbraio per gli anni successivi, saranno determinati gli importi delle riduzioni di spesa per ciascun Comune, sulla base di 3 criteri individuati dalla norma stessa, con le lett. a) , b) e c), del comma 9:

a) per quanto attiene al risparmio connesso agli acquisti per beni e servizi, il Decreto dovrà tenere conto della spesa media sostenuta nell’ultimo triennio sulla base dei dati Siope indicati nella Tabella A, allegata al Decreto in parola, ma anche dei tempi medi di pagamento di ciascun Ente e degli acquisti operati attraverso Consip e centrali di committenza regionale. Come per le Province e le Città metropolitane, è disposto che anche per i Comuni che nell’ultimo anno hanno registrato tempi medi di pagamento superiori a 90 giorni, la riduzione di cui al periodo precedente è incrementata del 5%; per i restanti Comuni la riduzione predetta è proporzionalmente ridotta in misura corrispondente al complessivo incremento di cui al periodo precedente. Per i Comuni che nell’ultimo anno hanno fatto ricorso agli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip e dalle centrali di committenza regionale di riferimento, costituite ai sensi dell’art. 1, comma 455, della Legge n. 296/445, inferiori al valore mediano, come risultante dalle certificazioni di cui alla presente lett. a), la predetta riduzione sarà incrementata del 5%. Per gli altri Comuni la riduzione prevista è proporzionalmente ridotta in misura corrispondente al complessivo incremento predetto;

b) il Dm. dovrà tenere conto del numero di autovetture possedute da ciascun Ente, come comunicato annualmente al Ministero dell’Interno dalla Funzione pubblica;

c) per quanto riguarda le spese per incarichi di consulenza, studio e ricerca e per i contratti di collaborazione coordinata e continuativa, la riduzione dovrà essere operata in proporzione alla spesa comunicata al Ministero dell’Interno dalla Funzione pubblica.

Come previsto per le Province e le Città metropolitane, ai fini della determinazione delle riduzioni di cui alla lett. a), i Comuni saranno tenuti a trasmettere al Ministero dell’Interno, entro il 31 maggio, per l’anno 2014, ed entro il 28 febbraio per ciascuno degli anni relativi al triennio 2015-2017, una certificazione che dovrà essere sottoscritta:

– dal Rappresentante legale;

– dal Responsabile finanziario;

– dall’Organo di revisione.

La certificazione in parola dovrà attestante i tempi medi di pagamento dell’anno precedente calcolati rapportando la somma delle differenze dei tempi di pagamento rispetto a quanto disposto dal Dlgs. n. 231/02, al numero dei pagamenti stessi. La stessa certificazione dovrà altresì attestare il valore degli acquisti di beni e servizi sostenuti nell’anno precedente, relativi ai codici Siope indicati nella Tabella B allegata al Decreto, evidenziando separatamente gli acquisti sostenuti mediante ricorso agli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip e dalle centrali di committenza regionale di riferimento. In caso di mancata trasmissione della certificazione nei termini sopra indicati, si applica l’incremento del 10%.

Entro il 15 giugno per l’anno 2014, ed entro il 31 gennaio per gli anni successivi, gli importi e i criteri definiti per ciascun Comune potranno essere modificati dalla Conferenza Stato-Città ed Autonomie locali e recepiti con Dm. Interno, dovendo però comunque garantire l’invarianza complessiva della riduzione, in modo da tenere conto dei tempi medi di pagamento dei debiti e del ricorso agli acquisti centralizzati di ciascun Ente.

In caso di incapienza, sulla base dei dati comunicati dal Ministero Interno, l’Agenzia delle Entrate provvede al recupero delle predette somme nei confronti dei Comuni interessati all’atto del riversamento agli stessi Comuni dell’Imu.

Ai Comuni è riconosciuta la possibilità di rimodulare o adottare misure alternative di contenimento della spesa corrente, al fine di conseguire risparmi comunque non inferiori a quelli derivanti dall’applicazione del disposizioni appena illustrate.

Come per le Province e le Città metropolitane, anche per i Comuni è affidato all’Organo di controllo di regolarità amministrativa e contabile il compito di verificare la corretta adozione delle misure in parola, dandone atto nella relazione al bilancio di previsione dell’esercizio e nella relazione al rendiconto dell’esercizio di cui all’art. 1, comma 166, della Legge n. 266/05.

Con Comunicato pubblicato sul proprio sito internet, il Ministero dell’Interno – Direzione centrale della Finanza locale, ha diffuso i contenuti del Dm. 8 maggio 2014 (G.U. 15 maggio 2014 n. 111) relativo alla certificazione dei tempi medi dei pagamenti effettuati da Comuni e Province nel corso del 2013 e del valore degli acquisti di beni e servizi sostenuti nel medesimo anno relativi ai codici Siope indicati nella Tabella “B” del Dl. 24 aprile 2014, n. 66.

Oltre al Dm. 8 maggio 2014, con il quale è stato approvato il Modello della certificazione (Modello “A” allegato al Decreto), la Direzione centrale della Finanza locale ha diffuso la Circolare 8 maggio 2014, n. 8, con la quale vengono forniti chiarimenti e istruzioni per il corretto svolgimento della trasmissione in oggetto. Secondo quanto chiarito dalla Circolare n. 8, l’invio della certificazione dovrà avvenire per via telematica per mezzo di un apposito sistema che sarà attivo dal 9 maggio al 31 maggio 2014, in una nuova Sezione dell’Area dedicata alla gestione della “Trasmissione bilanci Enti Locali” (http://finanzalocale.interno.it/ser/tbel_intro. html). Sul medesimo sito è stata inoltre resa disponibile una Guida a sostegno dell’utilizzo dell’applicazione predisposta per l’acquisizione del Modello “A” (http://finanzalocale.interno.it/ser/tbel/ManualeUtente CertificazioniPDF.pdf ).

Il nuovo certificato di ‘concorso alla spesa pubblica’ – si apprende dal Comunicato Fl. – prevede per legge la firma del Rappresentante legale dell’Ente. Pertanto, prima di compilare ed inviare il pdf, si invita a censire questa nuova figura nella sezione ‘Configurazione Ente’ dell’Area certificati –Tbel del sito web della Finanza Locale, che può anche coincidere, in caso di delega, con una figura già presente nella richiamata sezione ‘Configurazione Ente’. Le modalità per effettuare tale configurazione sono le medesime utilizzate già per inserire le figure del Responsabile del Servizio Finanziario, del Segretario Comunale/Provinciale, del Revisore”.

Tutte le Province e i Comuni sono tenuti ad effettuare la comunicazione in oggetto, pena l’incremento del 10% dei risparmi dovuti ai sensi dell’art. 47. Anche i Comuni costituiti nell’anno corrente a seguito di fusione dovranno effettuare la trasmissione dei dati in questione; nel loro caso ci si dovrà basare sulla somma dei dati provenienti dai bilancio 2013 dei Comuni facenti parte del nuovo Ente.

Tempi di erogazione dei trasferimenti fra Pubbliche Amministrazioni

Al fine di agevolare il rispetto dei tempi di pagamento di cui al Dlgs. n. 231/02, l’art. 44, del Dl. n. 66/14, dispone che i trasferimenti tra le Amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del Dlgs. n. 165/01, con esclusione delle risorse destinate al finanziamento del Servizio sanitario nazionale, saranno erogati entro 60 giorni dalla definizione delle condizioni per l’erogazione, ovvero entro 60 giorni dalla comunicazione al beneficiario della spettanza dell’erogazione stessa. Per i trasferimenti per i quali le condizioni per la erogazione sono stabilite a regime, il termine di 60 giorni decorre dalla definizione dei provvedimenti autorizzativi necessari per lo svolgimento dell’attività ordinaria.

Anticipazioni di liquidità per il pagamento dei debiti dei Comuni che hanno deliberato il dissesto finanziario

In sostituzione di quanto già previsto per gli anni 2013 e 2014 dall’art. 1, comma 17-sexies (ora abrogato), del Dl. n. 35/13, l’art. 33 del Dl. n. 66/13 ha disposto che i Comuni che hanno deliberato il dissesto finanziario tra il 1° ottobre 2009 e l’8 giugno 2013 e quelli che hanno aderito alla procedura semplificata di cui all’art. 258 Tuel, potranno richiedere un’anticipazione di Tesoreria, fino all’importo massimo di 300 milioni di Euro per il 2014, da destinarsi all’incremento della massa attiva della gestione liquidatoria per il pagamento dei debiti ammessi con le procedure di cui all’art. 258 Tuel. L’anticipazione sarà ripartita tra gli Enti richiedenti in proporzione alla popolazione residente. L’anticipazione sarà concessa con Dm. Interno da emanarsi entro il 24 maggio prossimo, a valere sulla dotazione per l’anno 2014 del “Fondo di rotazione” di cui all’art. 243-ter Tuel.

Le risorse assegnate a ciascun Ente devono necessariamente essere messe a disposizione dell’Organo straordinario di liquidazione entro 30 giorni. Entro 90 giorni dal momento in cui le risorse sono rese disponibili l’Organo in questione dovrà provvedere al pagamento dei debiti ammessi, nei limiti dell’anticipazione erogata. L’anticipazione concessa verrà restituita, secondo un Piano di ammortamento a rate costanti al massimo ventennale, comprensive di interessi, a decorrere dall’anno successivo all’erogazione. Il tasso di interesse da applicare alle suddette anticipazioni sarà determinato sulla base del rendimento di mercato dei Bpt a 5 anni in corso di emissione.

In caso di mancata restituzione delle rate entro i termini previsti, le somme saranno recuperate a valere sulle risorse a qualunque titolo dovute dal Ministero dell’Interno .

Debiti fuori bilancio inclusi nei “Piani di riequilibrio finanziario pluriennale

L’art. 30 ha integrato l’art. 1, comma 10-bis del Dl. n. 35/13, specificando che, tra i debiti fuori bilancio finanziabili mediante le anticipazioni di liquidità, rientrano anche i debiti fuori bilancio già contenuti nei “Piani di riequilibrio finanziario pluriennale” di cui all’art. 243-bis del Tuel.

Finanziamento dei debiti degli Enti Locali nei confronti delle Società partecipate

L’art. 31, intitolato “Finanziamento dei debiti degli Enti Locali nei confronti delle Società partecipate”, è finalizzato a favorire il pagamento dei debiti da parte delle Società partecipate da Enti Locali attraverso l’incremento, per l’anno 2014, di 2.000 milioni di Euro della dotazione della “Sezione per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli Enti Locali” e del “Fondo per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili” di cui all’art. 1, comma 10, del Dl. n. 35/13, convertito con modificazioni dalla Legge n. 64/13.

Si tratta di incrementi destinati espressamente al pagamento, da parte degli Enti Locali, dei propri debiti nei confronti delle Società partecipate. Il pagamento concerne tutti i debiti certi ed esigibili al 31 dicembre 2013 o comunque per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il predetto termine. Sono ricompresi nell’intervento anche “i debiti fuori bilancio che presentavano i requisiti per il riconoscimento alla data del 31 dicembre 2013, anche se riconosciuti in bilancio in data successiva, ivi inclusi quelli contenuti nel ‘Piano di riequilibrio finanziario pluriennale’, di cui all’art. 243-bis del Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, approvato con Delibera della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti”.

L’attuazione della norma in questione è subordinata, ai sensi del comma 3, del medesimo art. 31, ad un Dm. Mef, sentita la Conferenza Stato–Città ed Autonomie locali, da adottare entro 60 giorni, in conformità alle procedure di cui all’art. 1 del Dl. n. 35/13, convertito con modificazioni dalla Legge n. 64/13, contenente i criteri, i tempi e le modalità per la concessione agli Enti Locali delle risorse di cui al comma 1.

L’erogazione, sempre secondo le previsioni del comma 3, è subordinata alla presentazione, da parte degli Enti Locali soci, di una dichiarazione attestante la verifica dei crediti e debiti reciproci nei confronti delle Società partecipate, asseverata dagli Organi di revisione dello stesso Ente Locale ma anche – e questa è una specifica non priva di rilievo – per la parte di competenza, delle Società stesse.

Il comma 4 stabilisce poi quale deve essere la destinazione delle risorse incamerate dalle Società partecipate beneficiarie dei pagamenti effettuati a valere sulle anticipazioni di cui alla norma in esame: queste destinano prioritariamente le risorse ottenute “all’estinzione dei debiti certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2013, ovvero dei debiti per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il predetto termine”.

Lo stesso comma 4 delinea anche i flussi informativi connessi alla verifica del corretto utilizzo delle somme di specie da parte delle Società partecipate, le quali debbono comunicare agli Enti Locali soci gli avvenuti pagamenti, unitamente alle informazioni relative ai debiti ancora aperti,“per la successiva trasmissione nell’ambito della certificazione di cui all’art. 1, comma 14, del citato Decreto legge n. 35 del 2013”.

Il comma 5 stabilisce altresì che i Collegi sindacali delle Società partecipate dagli Enti Locali e non gli Organi di revisione di questi ultimi accertino, nell’ambito delle proprie verifiche periodiche e della relazione al bilancio di esercizio, che le comunicazioni di cui sopra siano state effettivamente inviate.

 

Le principali scadenze previste dal Dl. n. 66/14
Data Riferimento normativo Scadenza
24 maggio 2014  Art. 37, del Dl. n. 66/14 Con Dm. Mef, da adottarsi entro tale data, saranno ridefiniti i termini e le modalità di attuazione delle disposizioni inerenti agli strumenti di cui all’art. 37 atti a favorire la cessione dei crediti certificati, inclusa la determinazione della misura massima dei tassi di interesse praticabili sulle operazioni di ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento del debito, nonché i criteri, le condizioni e le modalità di operatività e di escussione della garanzia del Fondo, e della garanzia dello Stato di ultima istanza.
24 maggio 2014 Art. 33, del Dl. n. 66/14 Entro tale data dovrà essere emanato il Dm. Interno con cui sarà ripartita l’anticipazione concessa agli Enti richiedenti per il pagamento dei debiti dei Comuni che hanno deliberato il dissesto finanziario, a valere sulla dotazione per l’anno 2014 del “Fondo di rotazione” di cui all’art. 243-ter Tuel.
31 maggio 2014  Art. 47, del Dl. n. 66/14 Entro tale data le Province, le Città metropolitane e i Comuni dovranno trasmettere al Ministero dell’Interno, secondo le modalità che saranno da questi indicate, una certificazione che dovrà essere sottoscritta dal Rappresentante legale, dal Responsabile finanziario e dall’Organo di revisione, attestante il tempo medio dei pagamenti dell’anno precedente ,calcolato rapportando la somma delle differenze dei tempi di pagamento rispetto a quanto disposto dal Dlgs. n. 231/02 al numero dei pagamenti stessi.
15 giugno 2014  Art. 47, del Dl. n. 66/14 Entro tale date, la Conferenza Stato-Città ed Autonomie locali potrà modificare gli importi e i criteri relativi alla riduzione assegnata a ciascun Ente con Dm. Interno, ai sensi dell’art. 37, del Dl. n. 66/14, pur garantendo l’invarianza di riduzione complessiva, tenendo conto dei tempi medi di pagamento dei debiti e del ricorso agli acquisti centralizzati di ciascun Ente.
23 giugno 2014

 

Art. 28, del Dl. n. 66/14 Entro tale data dovrà essere emanato un Dm. Mef con il quale saranno indicate le modalità e la tempistica di certificazione e di raccolta da parte delle Regioni dei dati relativi ai pagamenti effettuati dagli Enti Locali e dalle altre P.A. con le risorse loro trasferite dalle Regioni, a seguito dell’estinzione dei debiti elencati nel Piano di pagamento.
23 giugno 2014

 

Art. 37, del Dl. n. 66/14 Entro tale data, i creditori interessati alla garanzia dello Stato per i debiti di parte corrente certi, liquidi ed esigibili delle P.A. maturati al 31 dicembre 2013 che non risultano certificati alla data del 24 aprile 2014, dovranno presentare istanza di certificazione utilizzando la piattaforma elettronica di cui all’art. 7, comma 1, del Dl. n. 35/13;
30 giugno 2014

 

Art. 47, del Dl. n. 66/14 Entro tale data dovrà essere emanato il Dm. Interno con cui saranno determinati, per l’anno 2014, gli importi delle riduzioni di spesa per ciascun Ente (Province, Città metropolitane e Comuni), sulla base dei criteri previsti dallo stesso art. 47.
1 luglio 2014

 

Art. 42, del Dl. n. 66/14 A decorrere da tale data tutte le P.A. dovranno adottare il “registro unico delle fatture”, sul quale dovranno annotare, entro 10 giorni dal ricevimento delle fatture o delle richieste equivalenti di pagamento per somministrazioni, forniture e appalti e per obbligazioni relative a prestazioni professionali emesse nei loro confronti.
15 luglio 2014[1]

 

e giorno 15 di ogni mese

 

Art. 27, comma 1, del Dl. n. 66/14

Entro il 15 di ciascun mese, le Amministrazioni dovranno comunicare attraverso la piattaforma elettronica per le certificazioni i dati relativi ai debiti non estinti, certi, liquidi ed esigibili per somministrazioni, forniture e appalti e obbligazioni relative a prestazioni professionali, per i quali, nel mese precedente, sia scaduto il termine di decorrenza degli interessi moratori ex art. 4 del Dlgs. n. 231/02.
31 luglio 2014

 

Art. 32, del Dl. n. 66/14 Entro tale data sarà adottato un Decreto del Mef che stabilirà la distribuzione del “Fondo per assicurare la liquidità per i pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili” di cui all’art. 1, comma 10, del Dl. n. 35/13, nonché i criteri, i tempi e le modalità per la concessione delle risorse in questione a Regioni ed Enti Locali, ivi inclusi gli Enti che non abbiano precedentemente avanzato richiesta di anticipazione di liquidità.Lo stesso Decreto determinerà l’eventuale dotazione aggiuntiva per il 2014 del Fondo predetto, derivante da eventuali disponibilità per anticipazioni precedentemente attribuite e non ancora erogate, ivi incluse quelle conseguenti ad eventuali verifiche negative effettuate dal Tavolo istituito presso il Mef e coordinato dal Ragioniere generale dello Stato ai sensi dell’art. 2, comma 4, del Dl. n. 35/13.

 

[1] In attesa delle indicazioni che saranno fornite con apposita circolare, abbiamo appreso da fonti ministeriali che le comunicazioni mensili prescritte dall’art. 27, del Dl. n. 66/14, a cui si qui fa riferimento, sono da intendersi vigenti a partire dal mese di luglio 2014.

di Calogero Di Liberto e Giuseppe Vanni


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