Debiti fuori bilancio: la Corte esclude il riconoscimento durante l’esercizio provvisorio

Debiti fuori bilancio: la Corte esclude il riconoscimento durante l’esercizio provvisorio

La Corte dei conti Sicilia, con la Delibera n. 189 del 30 ottobre 2014, risponde ad un quesito posto da un Comune, che chiede di conoscere se sia possibile procedere al riconoscimento di debiti fuori bilancio (nel caso concreto, di un debito derivante da Sentenza provvisoriamente esecutiva di condanna al risarcimento del danno) durante l’esercizio provvisorio di bilancio, nell’ipotesi in cui risulti idoneo e capiente stanziamento per la copertura della spesa. La Sezione osserva  che i debiti fuori bilancio sono obbligazioni verso terzi per il pagamento di una determinata somma di denaro, assunte in violazione delle norme giuscontabili che regolano il processo finanziario della spesa e, in particolare, in mancanza del dovuto atto contabile d’impegno. La corretta programmazione e gestione finanziaria dell’Ente Locale impone infatti che tutte le spese siano anticipatamente previste nel documento di bilancio approvato dal Consiglio comunale e che le decisioni di spesa siano assunte nel rispetto delle norme giuscontabili che ne disciplinano la procedura. Tutto ciò costituisce la diretta conseguenza della funzione autorizzatoria del bilancio di previsione degli Enti Locali, i quali possono effettuare le sole spese autorizzate dal Consiglio comunale. Quest’ultimo, attraverso l’approvazione del bilancio annuale e pluriennale, esercita le sue prerogative di Organo di indirizzo dell’attività politico-amministrativa dell’Ente, vincolando al contempo i poteri di spesa degli Organi amministrativi.  L’art. 194 del Tuel ne disciplina l’ambito di applicazione e le procedure, ed individua tassativamente i presupposti per poter ricondurre tali obbligazioni al sistema di bilancio dell’Ente, ossia:

a) Sentenze esecutive;

b) copertura di disavanzi di Consorzi, di Aziende speciali e di Istituzioni, nei limiti degli obblighi derivanti da statuto, convenzione o atti costitutivi;

c) ricapitalizzazione, nei limiti e nelle forme previste dal Codice civile o da norme speciali, di Società di capitali costituite per l’esercizio di servizi pubblici locali;

d) procedure espropriative o di occupazione d’urgenza per opere di pubblica utilità;

e) acquisizione di beni e servizi, in violazione degli obblighi di cui all’art. 191, commi 1, 2 e 3, nei limiti degli accertati e dimostrati utilità ed arricchimento per l’Ente, nell’ambito dell’espletamento di pubbliche funzioni e servizi di competenza.

In ciascuna delle sopra elencate tipologie, il debito viene ad esistenza al di fuori ed indipendentementedalle ordinarie procedure che disciplinano la formazione della volontà dell’Ente, e la Deliberazione consiliare che riconduce l’obbligazione all’interno della contabilità dell’Ente ed individua le risorse per farvi fronte deve essere tesa ad accertare la riconducibilità del debito ad una delle fattispecie tipizzate dalla norma, nonché le cause che hanno originato l’obbligo, anche al fine di evidenziare eventuali responsabilità. La Sezione osserva che la più recente giurisprudenza contabile, in coerenza con i principi contabili dell’Osservatorio sulla finanza locale, ha posto particolare attenzione sull’imprescindibile attività valutativa da parte dell’Organo consiliare che, essendo ascrivibile alla funzione di indirizzo e controllo politico amministrativo, non ammette alcuna possibilità di interposizione, sia pur in via d’urgenza, da parte di altri Organi. La caratteristica funzione autorizzatoria del bilancio preventivo, nella contabilità finanziaria degli Enti Locali, impone la corretta programmazione e conseguente assunzione, nel rispetto di tutte le norme giuscontabili, delle decisioni di spesa.

Nel quadro appena delineato, non risulta possibile procedere al riconoscimento dei debiti fuori bilancio nel corso dell’esercizio provvisorio di bilancio. E ciò per un duplice ordine di ragioni. In primo luogo, la Delibera di riconoscimento può essere adottata solo in occasione di precise scansioni temporali, in particolare in sede di approvazione del bilancio di previsione ovvero in occasione della Delibera di salvaguardia degli equilibri di bilancio ex art 193, comma 2, del Tuel. Si tratta, non a caso, dei momenti in cui gli equilibri di bilancio vengono valutati in maniera approfondita e complessiva. Di conseguenza, ipotizzare che si possa provvedere al riconoscimento dei debiti fuori bilancio proprio durante la “vacanza” di bilancio, costituirebbe un’evidente aporia logica. In secondo luogo, il principio di tipicità e tassatività delle spese consentite nel corso dell’esercizio provvisorio esclude che si possa procedere all’adempimento di obbligazioni che non rientrano nei casi contemplati e, ancor di più, di carattere eccezionale (come quelle aventi a oggetto debiti fuori bilancio).



Related Articles

“Decreto Sblocca Italia”: analisi delle disposizioni introdotte dalla Legge n. 164/14 di conversione del Dl. n. 133/14

E’ stata pubblicata sulla G.U. n. 262 dell’11 novembre 2014 (S.O. n. 85) ed è entrata in vigore il giorno

“Decreto fiscale”: le principali novità in materia di gestione e riscossione delle entrate

Lo scorso 5 dicembre 2017 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 4 dicembre 2017, n. 172, avente ad

Accertamento fiscale: è legittimo anche se l’Ente Locale ha dichiarato il dissesto

Corte di Cassazione – Sentenza 16959 dell’11 agosto 2016   Con la Sentenza n. 16959 dell’11 agosto 2016, la Suprema