Debiti P.A.: la media dei tempi di pagamento dei capoluoghi di regione del mezzogiorno è di oltre 5 volte superiore a quella delle città del nord

DOSSIER A CURA DI CENTRO STUDI ENTI LOCALI

CASO LIMITE NAPOLI CON UN INDICE DI TEMPESTIVITÀ DEI PAGAMENTI PARI A 228,12 GIORNI

LA PIÙ VIRTUOSA IN ASSOLUTO È TRENTO CHE HA PAGATO NEL 2021 MEDIAMENTE CON 21 GIORNI DI ANTICIPO

UNICA RITARDATARIA TRA I CAPOLUOGHI DI REGIONE SETTENTRIONALI È TORINO CHE HA UN INDICE DI TEMPESTIVITÀ DEI PAGAMENTI 2021 PARI A +46 GIORNI

Tra le riforme abilitanti che l’Italia si è impegnata, nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, a portare a termine entro la fine del 2023, c’è anche quella relativa alla “Riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e delle autorità sanitarie” (Riforma n. 1.11). Che i tempi di pagamento degli enti pubblici siano un tallone d’Achille di questo Paese, che grava pesantemente su molte aziende che ne sono fornitrici, non è un mistero. I tempi biblici dei pagamenti delle P.A. sono costate all’Italia, nel giugno 2014, l’avvio di una procedura d’infrazione Ue e, nel gennaio 2020, una condanna da parte della Corte di giustizia dell’Unione europea. Di recente la Commissione europea ha aperto, nell’ambito della seconda fase della procedura d’infrazione, una nuova fase di interlocuzione, in cui ha chiesto all’Italia la trasmissione di un monitoraggio con cadenza semestrale dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni. Ciò che ne emergerà potrà determinare la positiva conclusione della procedura o, al contrario, un ulteriore inasprimento della stessa e un potenziale nuovo deferimento dell’Italia dinanzi la Corte di Giustizia europea, con il rischio di incorrere anche in rilevanti sanzioni pecuniarie.

Negli anni ci sono stati numerosi tentativi di sbloccare la situazione: introduzione di vincoli normativi, sanzioni, obblighi di trasparenza e anche onerose manovre ad hoc (cosiddette “Sblocca debiti”). Sebbene, con l’andare del tempo, ci sia stata una tendenziale contrazione dei tempi di pagamento, le criticità sembrano ad oggi tutt’altro che superate, anche in molti comuni di grandi dimensioni. A renderlo evidente è una recente ricerca di Centro Studi Enti Locali che ha effettuato una ricognizione degli indici di tempestività dei pagamenti pubblicati sui siti istituzionali delle città capoluogo di regione italiane al fine di verificare quante riescano ad effettuare i propri pagamenti dei debiti commerciali entro il limite massimo consentito dalla norma di riferimento, il Dlgs. n. 231/2002. Questo decreto prevede che i debiti commerciali debbano essere saldati entro 30 giorni dalla data di ricevimento della fattura o richiesta di pagamento. Questo salvo specifici accordi che – in casi particolari – possono estendere questo limite fino a 60 giorni.

Ebbene, nel 2021 sono risultate avere tempi di pagamento superiori a quanto consentito dalla norma, ben 8 capoluoghi di regione su 20, il 40% del totale. L’anno precedente le città che avevano sforato i termini erano 11, mentre nel 2019 addirittura 12.

Il caso limite è rappresentato da Napoli che ha un indice di tempestività dei pagamenti riferito al 2021 pari a 228,12 giorni. Che cosa significa? Che mediamente le fatture sono state pagate a distanza di 8 mesi e mezzo dalla ricezione (258 giorni). Un anno prima, la media della città partenopea era stata di 314 giorni oltre la scadenza, oltre 10 mesi, mentre nel 2020 veniva addirittura sforato l’anno, con un indice di tempestività dei pagamenti di 395,94 giorni.

Nel gruppo di città facenti parte dell’area geografica sud e isole, le uniche due amministrazioni che presentano un indicatore negativo – e che quindi pagano generalmente le proprie fatture prima della scadenza – sono Cagliari (-13,95) e Bari (-10,33). Il capoluogo di regione sardo è passato dal pagare i propri creditori in 41,66 giorni nel 2019, a 23 giorni (quindi una settimana prima della scadenza) nel 2020 e ha poi confermato questo percorso virtuoso anche lo scorso anno. Bari ha sempre pagato abbondantemente entro i termini: i suoi indicatori annuali di pagamento per il 2019 e 2020 sono infatti pari a -3,71 e -16,98 giorni.

Sfora di pochissimo L’Aquila che, nel 2021, ha saldato mediamente i propri debiti a 30,14 giorni dalla ricezione della fattura. La città abruzzese ha migliorato nettamente la propria performance, considerato che solo 2 anni prima, l’indicatore di tempestività dei pagamenti era di 87,74 giorni e nel 2020 era pari a 51,03.

Campobasso, Potenza e Catanzaro presentano invece ancora tempi medi di pagamento ampiamente al di sotto degli standard che le pubbliche amministrazioni dovrebbero rispettare. La città molisana è passata dal pagare le fatture a 99 giorni dalla scadenza nel 2019 ai 61,59 giorni del 2021. In mezzo i 69,66 giorni del 2020.

Al Comune di Potenza, seppure continui a sforare nettamente i limiti previsti dal nostro ordinamento, va riconosciuto uno sforzo importante nell’ultimo triennio posto che il ritardo si è più che dimezzato, passando dai 114,11 giorni del 2019 ai 52,77 dello scorso anno. Nel 2020 l’indice di tempestività dei pagamenti segnava 71,18 giorni.

Palermo è l’unico capoluogo di regione a non aver pubblicato l’indicatore 2021, ci si può quindi limitare solo a segnalare che nel 2019 questo era stato di +50,38 giorni e nel 2020 di +31,77.

In generale, trainate in maniera importante dalla performance napoletana, la media dei tempi di pagamento dei capoluoghi di regione del mezzogiorno è di oltre 5 volte superiore a quella delle città del nord: 133 giorni di attesa per i creditori, dal momento dell’invio della fattura, contro i 25,52 del nord e i 40 del centro.

La più virtuosa in assoluto è Trento che ha pagato nel 2021 mediamente con 21 giorni di anticipo. Un dato coerente con il biennio precedente in cui l’indicatore aveva segnato -24,4 (2019) e -21,31.

Bene anche Bologna (-20,54 giorni), Venezia (-14,92), Genova (-14,16), Trieste (-13,55), Aosta (-2,95) e Milano (-2,18). Unica ritardataria tra le grandi città settentrionali, che sono capoluogo di regione, è Torino che ha un indice di tempestività dei pagamenti 2021 pari a +46 giorni. Un dato vicino a quello osservato nel 2019 (+48,58) ma quasi dimezzato invece rispetto al 2020 quando l’attesa dei creditori oltre la scadenza era stata mediamente di quasi 3 mesi (88 giorni).

Per quanto riguarda le città del centro, infine, la più virtuosa è Firenze con un indice di tempestività dei pagamenti pari a -12,57 giorni nel 2021, -11,73 nel 2020 e -4,65 nel 2019. Segue Ancona, passata dai 39 giorni di attesa medi del 2019 ai 31 del 2020 e infine ai 23 del 2021 (con indice pari a -7 giorni).

Meno bene, ma con ritardi comunque contenuti, si piazzano Perugia e Roma. Nel capoluogo umbro si è passati dal +8,77 del 2019 a 8.71 del 2020 e 3,73 del 2021. La Capitale, invece, ha chiuso il 2021 con un indice di tempestività dei pagamenti di 9,49 giorni contro gli 11,7 del 2020 e i 27,19 dell’anno precedente.

Questi numeri, che le amministrazioni sono tenute a pubblicare sui propri siti in attuazione del Decreto Trasparenza, non sono il frutto di una media aritmetica ma ponderata. Nella determinazione dell’indicatore di tempestività dei pagamenti hanno quindi maggior peso le fatture di importo più elevato. Ne consegue che uno “stratagemma” adottato da molte amministrazioni per abbassare l’indicatore è quello di pagare subito le fatture molto onerose, come quelle relative a contratti d’appalto importanti, e pagare invece con tempi più dilatati quelle di importo contenuto.

COMUNEINDICE TEMPESTIVITÀ PAGAMENTI 2019GIORNI DA RICEZIONE FATTURA 2019INDICE TEMPESTIVITÀ PAGAMENTI 2020GIORNI DA RICEZIONE FATTURA 2020DIFF. 2019/2020INDICE TEMPESTIVITÀ PAGAMENTI 2021GIORNI DA RICEZIONE FATTURA 2021DIFF. 2020/2021DIFF. 2019/2021
L’Aquila87,74117,7451,0381,0336,710,1430,1450,8987,6
Potenza114,11144,1171,18101,1842,9352,7782,7718,4161,34
Catanzaro76,46106,4651,0481,0425,4237,0767,0713,9739,39
Napoli395,94425,94314,5344,581,44228,12258,1286,38167,82
Bologna-11,3918,61-21,318,699,92-20,549,46-0,779,15
TriesteN/AN/A-12,1117,89N/A-13,5516,451,44N/A
Roma27,1957,1911,741,715,499,4939,492,2117,7
Genova-12,7817,22-14,0715,931,29-14,1615,840,091,38
Milano-11,618,4-4,7325,27-6,87-2,1827,82-2,55-9,42
Ancona9392327-723916
Campobasso99,24129,2469,6699,6629,5861,5991,598,0737,65
Torino48,5878,585888-9,424676122,58
Bari-3,7226,28-16,9813,0213,26-10,3319,67-6,656,61
Cagliari11,6641,66-72318,66-13,9516,056,9525,61
Palermo50,3880,3831,7761,7718,61N/AN/AN/AN/A
Firenze-4,6525,35-11,7318,277,08-12,5717,430,847,92
Trento-24,45,6-21,318,69-3,09-21,028,98-0,29-3,38
Perugia8,7738,778,7138,710,063,7333,734,985,04
Aosta14,3544,356,7736,777,58-2,9527,059,7217,3
Venezia-8,5721,43-13,9416,065,37-14,9215,080,986,35