Debito pubblico ai massimi storici: Mef, “era previsto e il rapporto debito/Pil diminuirà”

Debito pubblico ai massimi storici: Mef, “era previsto e il rapporto debito/Pil diminuirà”

Con il Comunicato 15 giugno 2015, il Ministero dell’Economia e delle Finanze è intervenuto nel dibattito apertosi sul tema del debito pubblico italiano a seguito della pubblicazione dei dati aggiornati al 30 aprile 2015, pubblicati dalla Banca d’Italia nel supplemento “Finanza pubblica, fabbisogno e debito” al proprio Bollettino statistico.

Stando a quanto comunicato dalla Banca centrale italiana, il debito pubblico ha raggiunto la nuova cifra record di 2.194,5 miliardi di Euro.

Con il Comunicato, il Dicastero guidato da Pier Carlo Padoan ha voluto controbattere ad alcuni commentatori che hanno visto in questo dato una contraddizione con quanto affermato dal Mef relativamente alla programmazione economico-finanziaria che avrebbe posto il debito pubblico “su una traiettoria discendente”.

Il Ministero cita il “Documento di Economia e Finanza 2015”, che nella Sezione I mostra come l’Esecutivo avesse previsto una crescita del debito in valore assoluto o in termini monetari fino al 2019 “quando dovrebbe raggiungere il valore di 2.218,2 miliardi di Euro”.

Quelle stesse previsioni indicano però – evidenzia la Nota Mef – come parallelamente l’andamento del rapporto tra debito e Pil (che dovrebbe raggiungere il picco nel 2015 con il 132,5%) dovrebbe andare verso una costante diminuzione fino ad attestarsi intorno al 120% nel 2019.

Il debito monetario aumenta, – si legge – il rapporto debito/Pil diminuisce”.

Il Dicastero ha poi messo l’accento sul fatto che “la recente programmazione finanziaria in deficit non è frutto di una logica dissipativa: lo Stato spende meno di quanto incassa, al netto degli interessi sul debito pubblico. Nel 2015 la differenza tra entrate e uscite dello Stato senza tener conto degli interessi sul debito (il cosiddetto avanzo primario) sarà positiva e pari a 1,7% del Pil. Ma poiché gli interessi sul debito ci costeranno 4,2% del Pil, il saldo finale tra entrate e uscite sarà negativo e pari al 2,5% del Pil”.

Il Ministero ha infine evidenziato come il Governo abbia compiuto la precisa scelta di gestire la programmazione finanziaria, affiancando all’esigenza di ridurre il debito anche “l’esigenza di favorire la ripresa, attraverso misure espansive come la riduzione dell’Irap, il bonus fiscale di 80 Euro per i lavoratori a basso reddito, la revisione della spesa per ridurne il peso complessivo e migliorare l’allocazione delle risorse pubbliche con l’obiettivo di erogare servizi migliori ai cittadini. La riduzione del deficit è progressiva – conclude – proprio perché la programmazione finanziaria deve tenere conto dell’esigenza, in questa fase, di sostenere la ripresa”.


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