“Decreto P.A.”: Aran, nuove risorse per il personale delle P.A. centrali ma gli Enti Locali restano indietro

Come si apprende da un Comunicato diffuso da Aran in data 24 marzo 2025, nel corso dell’audizione parlamentare sul Decreto-legge 25/2025, cosiddetto “Decreto P.A.”, l’Agenzia ha offerto un’analisi dettagliata sulle misure urgenti adottate per potenziare il funzionamento delle P.A.

Come si apprende da un Comunicato diffuso da Aran in data 24 marzo 2025, nel corso dell’audizione parlamentare sul Dl. n. 25/2025, cosiddetto “Decreto P.A.”, l’Agenzia ha offerto un’analisi dettagliata sulle misure urgenti adottate per potenziare il funzionamento delle Pubbliche Amministrazioni, con particolare riferimento all’articolo 14, che introduce rilevanti novità in materia di trattamento economico accessorio per il personale delle Amministrazioni centrali.

Le principali misure dell’art. 14

Il Provvedimento istituisce un “Fondo” di 190 milioni di Euro annui, gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, destinato a finanziare la Contrattazione integrativa del personale dei Ministeri e della Presidenza del Consiglio. Le risorse mirano ad alimentare il trattamento accessorio, comprese voci quali premi, incentivi e indennità, sia per i dirigenti sia per il personale non dirigente.

Effetti sul comparto pubblico: una spinta salariale a geometria variabile

L’incremento retributivo per il personale di Ministeri e Presidenza del Consiglio si attesta al +3,15%, che, rapportato all’intero comparto delle funzioni centrali, si traduce in un aumento medio dell’1,66%, in aggiunta al 6% già riconosciuto dal Ccnl. sottoscritto nel gennaio 2025.

Tali interventi si inseriscono nel contesto del rinnovo dei Contratti collettivi nazionali per il triennio 2022-2024, che continua a mostrare criticità strutturali legate ai ritardi rispetto alle scadenze naturali. Fa eccezione il contratto delle Funzioni centrali, firmato lo scorso gennaio.

Importante novità è l’introduzione di una programmazione pluriennale fino al 2030, con uno stanziamento complessivo di 31 miliardi di Euro, distribuito su tre tornate contrattuali. Questo nuovo approccio anticipa i fabbisogni e si allinea alle recenti regole europee di bilancio, che impongono una rigorosa disciplina sulla spesa primaria netta.

Le tre fonti di finanziamento della contrattazione pubblica

Secondo l’Aran, oggi il finanziamento del pubblico impiego poggia su 3 direttrici:

  1. risorse standard per i rinnovi contrattuali;
  2. risorse aggiuntive per il salario accessorio e le progressioni;
  3. risorse specifiche per determinate professionalità o condizioni lavorative.

È proprio l’ultimo canale ad aver sostenuto l’adeguamento retributivo in comparti strategici come sanità, università e funzioni centrali, ma la sostenibilità futura di tali risorse appare incerta alla luce dei vincoli di bilancio europei.

Enti Locali: l’assenza di risorse aggiuntive frena la competitività

Dalla Relazione di Aran emerge un forte squilibrio tra comparti: gli Enti Locali sono gli unici a non aver beneficiato di interventi normativi specifici negli ultimi tre trienni. Il risultato è una disparità salariale media di 170 Euro mensili rispetto alle Funzioni centrali, che alimenta la migrazione del personale verso le Amministrazioni centrali, aggravando la carenza di competenze a livello territoriale.

L’Aran propone di superare il tetto al trattamento accessorio previsto dall’art. 23, comma 2, del Dlgs. n. 75/2017, al fine di ampliare i margini di manovra economica per gli Enti Locali, favorendo così una maggiore equità retributiva e la fidelizzazione del personale.