Decreto “Pnrr”: Anac e Anci in audizione alla Camera, Busia “Maglie troppo larghe e fuga dal ‘Codice’”, Decaro “Preoccupati su tagli 2027-2029”

Il Presidente di Anac, Giuseppe Busia, e il Presidente di Anci, Antonio Decaro, sono intervenuti in Commissione di Bilancio della Camera, nell’ambito dell’esame del Decreto-legge sul “Pnrr”. Entrambi hanno espresso le proprie perplessità sul nuovo Provvedimento

Una Notizia, pubblicata in data 12 marzo 2024 sul sito di Anac, rende noto l’intervento del Presidente dell’Autorità, Giuseppe Busia, in Commissione di Bilancio della Camera, nell’ambito dell’esame del Decreto-legge sul “Pnrr”.

Per il ‘Pnrr’ ora entriamo nella fase più delicata e complessa. Dopo il completamento delle gare, si avviano i lavori: occorre estrema attenzione”, ha detto il Presidente. “Bene l’attenzione al rischio di frodi, con l’ampliamento dell’apposito Comitato attraverso l’inclusione anche di Anac. Utile sarebbe integrare la strategia con l’utilizzo dei diversi strumenti che l’Autorità ha a disposizione, dai Protocolli di alta sorveglianza alle sue Banche-dati. Riguardo alla prevenzione dei conflitti d’interesse, chiediamo di rafforzare la ‘Piattaforma unica della Trasparenza’ messa a disposizione delle Amministrazioni da parte di Anac, che riduce gli oneri per gli Enti pubblici, produce economie di scala, fornisce maggiori strumenti di controllo e favorisce la collaborazione fra Amministrazioni”. “Purtroppo, assistiamo ad una fuga dal ‘Codice Appalti’, allargando le maglie rispetto alla normativa e procedendo con utilizzo estensivo dei Commissari. Non è una scelta felice quella di estendere misure derogatorie anche ai Progetti uscita dal ‘Pnrr’. Si sovrappongono più tipologie di normative di riferimento, con confusione, rischio contenziosi e rallentamenti. Va evitata la fuga dal ‘Codice’, limitando la deroga solo ai casi in cui i lavori sono già iniziati”. “Quello che invece serve è potenziare gli strumenti di accelerazione delle gare. Fra questi, centrale è il ‘Fascicolo virtuale delle imprese’ che, attraverso la Banca-dati Anac, crea l’interoperabilità fra le Banche-dati pubbliche dei vari Enti, facilitando l’Operatore economico, il controllo della Pubblica Amministrazione, l’efficienza della gara. Purtroppo – ha spiegato il Presidente Busia – rileviamo resistenza in alcuni Enti a mettere a sistema tale strumento, garantendo l’accesso ai loro dati. Vengono invocate ragioni non condivisibili. Occorre, invece, rafforzare tale strumento cardine”. “Se vogliamo davvero accrescere le tutele dei lavoratori, i nuovi strumenti, come la patente a punti, vanno collegati agli istituti esistenti, altrimenti si creano duplicazioni e discrasie normative. Meglio puntare sull’interconnessione fra le banche dati di Anac, Inail e Inps, inserendo i dati nel fascicolo digitale dell’operatore economico e facendo degli investimenti sulla sicurezza un perno del rating di impresa, così da incentivare non solo le imprese che evitano gli incidenti, ma anche quelle che in positivo investono sulla sicurezza”. “Per quanto riguarda l’equo compenso, occorre da parte del governo una scelta di certezza normativa. Così come previsto determinerà un aumento notevole dei costi dei contratti pubblici, che pesa anche al di là del ‘Pnrr’; creando inoltre incertezza perché i costi effettivi possono emergere dopo, a seguito di lunghi contenziosi”.

Come riportato da una Notizia pubblicata sul sito di Anci il 13 marzo 2024, in Commissione di Bilancio è stato sentito anche il Presidente dell’Associazione, il quale ha espresso “preoccupazione su alcune coperture finanziarie contenute nel Decreto che vanno ad azzerare risorse assegnate ai Comuni nel triennio 2027-2029, su cui chiediamo al governo di intervenire nei prossimi provvedimenti normativi”. “In particolare – ha spiegato Decaro – è prevista la copertura di dieci miliardi di tutte le Misure destinate ai Comuni e alle Città metropolitane che sono transitate fuori dal ‘Pnrr’. Parliamo di finanziamenti in materia di Rigenerazione urbana per i Comuni al di sopra di 15mila abitanti, dei ‘Piani urbani integrati’ per le 14 grandi Città e per i Comuni dell’hinterland e dei 6 miliardi riguardanti le piccole e medie opere destinate a tutti i Comuni”. “I Comuni – ha poi ricordato Decaro – hanno fatto un lavoro straordinario nell’attuazione del ‘Pnrr’. Abbiamo effettuato 230mila gare per un valore di 32,7 miliardi di Euro, 12 dei quali già aggiudicati. Ricordiamo inoltre che abbiamo subìto e criticato la proposta di riprogrammazione del Governo di fine luglio perché non sussistevano motivazioni né in merito al Cronoprogramma né in merito alla coerenza con i requisiti ‘Pnrr’ per quanto riguarda gli Investimenti dei Comuni”.

Tornando al taglio delle risorse per gli Investimenti per il triennio 2027-2029, il presidente dell’Anci ha evidenziato che “si tratta di fondi da tempo stanziati, il cui definanziamento riduce una capacità di investimento ormai evidente. Sono investimenti immediatamente cantierabili, ormai attivi da alcuni anni. Interromperli significa fare un salto all’indietro di oltre dieci anni, in particolare la fascia di migliaia di Comuni minori, soprattutto la fascia di Comuni con popolazione inferiore a 50mila abitanti”. “Chiediamo in particolare alla maggioranza un ripensamento di questa scelta individuando altre coperture, mantenendo integro il finanziamento. Ci appelleremo a tutte le forze politiche in Parlamento affinché siano ripristinati i finanziamenti destinati ai Comuni, in quanto si dà un messaggio negativo e si mette in discussione un ciclo salutare e di prospettiva di investimento che abbiamo ormai conquistato e che riteniamo non possa essere fermato”, ha concluso Decaro.

Foto: Camera dei Deputati