“Decreto Reclutamento”: le novità di maggiore rilievo per gli Enti Locali nella Legge n. 113/2021 di conversione del Dl. n. 80/2021

“Decreto Reclutamento”: le novità di maggiore rilievo per gli Enti Locali nella Legge n. 113/2021 di conversione del Dl. n. 80/2021

È stata pubblicata sulla G.U. n. 188 del 7 agosto 2021 ed è in vigore dall’8 agosto 2021 la Legge n. 113 del 6 agosto 2021, di conversione del Dl. n. 80 del 9 giugno 2021, rubricato “Misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle Pubbliche Amministrazioni funzionale all’attuazione del ‘Piano nazionale di ripresa e resilienza’ (Pnrr) e per l’efficienza della giustizia” (c.d. “Decreto Reclutamento”).

Dopo la definizione della governance del “Piano” e delle semplificazioni volte a velocizzare gli investimenti legati allo stesso (Dl. n. 77/2021, vedi Entilocalinews n. 23 del 7 giugno 2021), si aggiunge un altro tassello fondamentale per rimuovere gli ostacoli che potrebbero intralciare la strada all’attuazione del “Recovery Plan” italiano.

Il Decreto “Reclutamento” regola le procedure per le assunzioni a tempo determinato nelle P.A. locali e centrali, degli esperti e dei funzionari che lavoreranno ai Progetti del “Pnrr”, gettando anche le basi per la riforma della P.A. e della Giustizia.

Di seguito, il quadro delle principali novità di interesse per gli Enti Locali e le loro Società ed Aziende pubbliche.

Art. 1 – Modalità speciali per il reclutamento del personale e il conferimento di incarichi professionali per l’attuazione del “Pnrr” da parte delle P.A.

La disposizione in commento consente alle P.A. titolari di Interventi previsti nel “Pnrr”, oltre alle assunzioni già espressamente previste nel “Piano” (presentato alla Commissione europea ai sensi degli artt. 18 e seguenti, del Regolamento Ue 2021/241), di effettuare assunzioni di personale specificamente destinate a realizzare i Progetti di cui hanno la diretta titolarità di attuazione, finanziate a carico del “Pnrr” nei limiti degli importi che saranno previsti dalle corrispondenti voci di costo del Quadro economico del Progetto. Le relative spese di reclutamento sono effettuate in deroga ai limiti di spesa di cui all’art. 9, comma 28, del Dl. n. 78/2010, convertito con modificazioni dalla Legge n. 122/2020, e alla dotazione organica. L’ammissibilità di tali spese a carico del “Pnrr” è oggetto di preventiva verifica da parte dell’Amministrazione centrale titolare dell’Intervento di cui all’art. 8, comma 1, del Dl. n. 77/2021 (vedi Entilocalinews n. 19 del 10 maggio 2021), di concerto con il Dipartimento Rgs-Servizio centrale per il “Pnrr” del Mef. La medesima procedura si applica per le spese relative ai servizi di supporto e consulenza esterni.

Per i reclutamenti di seguito indicati, ciascuna Amministrazione, previa verifica sopra indicata, individua, in relazione ai Progetti di competenza, il fabbisogno di personale necessario all’attuazione degli stessi. In caso di verifica negativa le Amministrazioni possono assumere il personale o conferire gli incarichi entro i limiti delle facoltà assunzionali verificate (comma 1).

Al fine di accelerare le procedure per il reclutamento del personale a tempo determinato da impiegare per l’attuazione del “Pnrr”, le Amministrazioni di cui al comma 1 possono ricorrere alle modalità di selezione semplificate stabilite dal presente art. 1. A tal fine, i contratti di lavoro a tempo determinato e i contratti di collaborazione di cui al presente art. 1 possono essere stipulati per un periodo complessivo anche superiore a 36 mesi, ma non eccedente la durata di attuazione dei Progetti di competenza delle singole Amministrazioni e comunque non oltre il 31 dicembre 2026. Tali contratti indicano, a pena di nullità, il Progetto del “Pnrr” al quale è riferita la prestazione lavorativa e possono essere rinnovati o prorogati, anche per una durata diversa da quella iniziale, per non più di una volta. Il mancato conseguimento dei Traguardi e degli Obiettivi, intermedi e finali, previsti dal Progetto, costituisce giusta causa di recesso dell’Amministrazione dal contratto ai sensi dell’art. 2119 del Cc.

Al fine di valorizzare l’esperienza professionale maturata nei rapporti di lavoro a tempo determinato di cui al presente art. 1, le Amministrazioni di cui al comma 1 prevedono, nei bandi di concorso per il reclutamento di personale a tempo indeterminato, una riserva di posti non superiore al 40%, destinata al predetto personale che, alla data di pubblicazione del bando, abbia svolto servizio per almeno 36 mesi.

I bandi di concorso per il reclutamento di personale a tempo indeterminato sono pubblicati come documenti in formato aperto ed organizzati in una base di dati ricercabile in ogni campo sul portale del reclutamento di cui all’art. 3, comma 7, della Legge n. 56/2019.

La Legge di conversione, inoltre, ha introdotto il comma 3-bis che ha previsto la proroga del termine per la maturazione dei 3 anni e per l’espletamento di procedure di “stabilizzazione”, ex art. 20 del Dlgs. n. 75/2017, al 31 dicembre 2022.

Per le finalità sopra indicate, le Amministrazioni, possono svolgere le procedure concorsuali relative al reclutamento di personale con contratto di lavoro a tempo determinato per l’attuazione dei Progetti del “Pnrr” mediante le modalità digitali, decentrate e semplificate di cui all’art. 10 del Dl. n. 44/2021, convertito con modificazioni dalla Legge n. 76/2021 (vedi Entilocalinews n. 23 del 7 giugno 2021), prevedendo, oltre alla valutazione dei titoli prevista dalla disposizione, lo svolgimento della sola prova scritta. Se due o più candidati ottengono pari punteggio, a conclusione delle operazioni di valutazione dei titoli e delle prove di esame, è preferito il candidato più giovane di età, ai sensi dell’art. 3, comma 7, della Legge n. 127/1997.

I bandi di concorso per il reclutamento di personale a tempo indeterminato sono pubblicati come documenti in formato aperto ed organizzati in una base di dati ricercabile in ogni campo sul portale del reclutamento di cui all’art. 3, comma 7, della Legge n. 56/2019.

Il comma 4-bis, introdotto in sede di conversione, ha esteso la possibilità di ricorrere alla suddetta modalità di selezione anche per le assunzioni a tempo determinato delle Amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del Dlgs. n. 165/2001, non interessate dall’attuazione del “Pnrr”.

Ai medesimi fini di cui al comma 1, il Dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso il “Portale del reclutamento” di cui all’art. 3, comma 7, della Legge n. 56/2019, istituisce uno o più Elenchi ai quali possono iscriversi, rispettivamente:

  1. Professionisti, ivi compresi i Professionisti come definiti ai sensi dell’art. 1 della Legge n. 4/2013 (“Disposizioni in materia di Professioni non organizzate”), in possesso dell’attestazione di qualità e di qualificazione professionale dei servizi ai sensi dell’art. 7 della medesima Legge, rilasciato da un’Associazione professionale inserita nell’Elenco del Mise, o in possesso di certificazione in conformità alla norma tecnica Uni ai sensi dell’art. 9 della stessa Legge, ed Esperti per il conferimento di incarichi di collaborazione con contratto di lavoro autonomo di cui all’art. 7, comma 6, del Dlgs. n. 165/2001;
  2. personale in possesso di un’alta specializzazione per l’assunzione con contratto di lavoro a tempo determinato.

Ciascun Elenco è suddiviso in Sezioni corrispondenti alle diverse Professioni e specializzazioni e agli eventuali Ambiti territoriali e prevede l’indicazione, da parte dell’iscritto, dell’Ambito territoriale di disponibilità all’impiego. Le modalità per l’istituzione dell’Elenco e la relativa gestione, l’individuazione dei profili professionali e delle specializzazioni, il limite al cumulo degli incarichi, le modalità di aggiornamento dell’Elenco e le modalità semplificate di selezione comparativa e pubblica sono definite con Decreto del Ministro per la P.A., da adottarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente Decreto (entro il 9 agosto 2021), previa Intesa con la Conferenza unificata di cui all’art. 8 del Dlgs. n. 281/1997. Tutte le fasi della procedura di selezione comparativa sono tempestivamente pubblicate sul sito istituzionale di ciascuna Amministrazione. Le informazioni relative agli Elenchi sono pubblicate sul “Portale del reclutamento”, con collegamento ipertestuale alla corrispondente pagina del sito internet istituzionale dell’Amministrazione

Per il conferimento degli incarichi di cui alla lett. a), il Dm. attuativo individua, quali requisiti per l’iscrizione nell’Elenco:

  • essere iscritto al rispettivo Albo, Collegio o Ordine professionale comunque denominato;
  • non essere in quiescenza.

In sede di conversione in Legge n. 113/2021, è stato eliminato il requisito del possesso di almeno 5 anni di permanenza nel relativo Albo, Collegio o Ordine professionale comunque denominato, precedentemente previsto.

Il nuovo comma 7-bis ora specifica che, ai fini del conferimento degli incarichi di cui alla lett. a), il Dm. sopra citato definirà gli ulteriori requisiti, le modalità e i termini per la presentazione delle domande di iscrizione all’Elenco anche per i Professionisti di cui alla Legge n. 4/2013.

Inoltre, ai fini dell’attribuzione di uno specifico punteggio agli iscritti, il Dm. attuativo prevederà la valorizzazione delle documentate esperienze professionali maturate nonché il possesso di titoli di specializzazione ulteriori rispetto a quelli abilitanti all’esercizio della Professione, purché a essa strettamente conferenti. Le Amministrazioni, sulla base delle professionalità che necessitano di acquisire, invitano, rispettando l’ordine di graduatoria, almeno 4 Professionisti o Esperti, e comunque in numero tale da assicurare la parità di genere, tra quelli iscritti nel relativo Elenco, e li sottopongono ad un colloquio selettivo per il conferimento degli incarichi di collaborazione.

L’iscrizione negli Elenchi di cui alla lett. b), avviene previo svolgimento di procedure di idoneità svolte ai sensi dell’art. 10 del Dl. n. 44/2021, convertito con modificazioni dalla Legge n. 76/2021 (vedi Entilocalinews n. 23 del 7 giugno 2021), con previsione della sola prova scritta, alle quali consegue esclusivamente il diritto all’inserimento nei già menzionati Elenchi in ordine di graduatoria, sulla base della quale le Amministrazioni attingono ai fini della stipula dei contratti.

Ai fini dei profili di cui alla lett. b), per alta specializzazione si intende il possesso della Laurea magistrale o specialistica e di almeno uno dei seguenti titoli, in Settori scientifici o ambiti professionali strettamente correlati all’attuazione dei Progetti:

  • Dottorato di ricerca o Master universitario di secondo livello;
  • documentata esperienza professionale qualificata e continuativa, di durata almeno triennale, maturata presso Enti pubblici nazionali ovvero presso Organismi internazionali ovvero o dell’Unione Europea.

Per le P.A. di cui al comma 1, le procedure concorsuali sopra descritte, ex art. 10 del Dl. n. 44/2021, convertito con modificazioni dalla Legge n. 76/2021, possono essere organizzate dal Dipartimento della Funzione pubblica ai sensi del comma 3-quinquies, dell’art. 4, del Dl. n. 101/2013, convertito con modificazioni dalla Legge n. 125/2013, anche avvalendosi dell’Associazione Formez PA e del “Portale del reclutamento” di cui all’art. 3, comma 7, della Legge n. 56/2019.

Nel Bando è definito il cronoprogramma relativo alle diverse fasi di svolgimento della procedura.

Fermo restando l’art. 57 del Dlgs. n. 165/2001, le Commissioni esaminatrici delle procedure di cui al presente art.1 sono composte nel rispetto del Principio della parità di genere.

Il personale assunto con contratto di lavoro a tempo determinato ai sensi della lett. b) è equiparato, per quanto attiene al trattamento economico fondamentale e accessorio e ad ogni altro istituto contrattuale, al profilo dell’Area III, Posizione economica F3, del Ccnl. “Funzioni centrali”, Sezione “Ministeri”. Si applicano, ove necessario, le Tabelle di corrispondenza tra i livelli economici di inquadramento o inquadramento corrispondente secondo le Tabelle di equivalenza utilizzate per altre Aree o altri Comparti contrattuali di cui al Dpcm. 26 giugno 2015, pubblicato nella G.U. n. 216 del 17 settembre 2015.

Le Amministrazioni di cui al comma 1, nei limiti ivi stabiliti e per le medesime finalità, possono assumere a tempo determinato anche mediante utilizzo di graduatorie concorsuali vigenti anche di concorsi a tempo determinato.

Alle assunzioni previste dal presente art. 1 non si applicano gli artt. 34, comma 6, e 34-bis, del Dlgs. n. 165/2001 (comma 14-bis).

Il comma 14-ter, introdotto dalla Legge n. 113/2021 di conversione, ha modificato il comma 8 dell’art. 3 della Legge n. 56/2019, estendendo la possibilità di effettuare le procedure concorsuali senza il previo espletamento della mobilità volontaria, ex art. 30 del Dlgs. n. 165/2001, fino al 31 dicembre 2024 (in precedenza tale possibilità era prevista per il triennio 2019-2021).

Le Amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del Dlgs. n. 165/2001, impegnate nell’attuazione del “Pnrr”, possono derogare, fino a raddoppiarle, le percentuali di cui all’art. 19, comma 6, del Dlgs. n. 165/2001, ai fini della copertura delle posizioni dirigenziali vacanti relative a compiti strettamente e direttamente funzionali all’attuazione degli interventi del “Piano”. Tali incarichi sono conferiti a valere sulle risorse finanziarie disponibili e nei limiti delle facoltà assunzionali previste a legislazione vigente per ciascuna amministrazione interessata. In alternativa, le stesse Amministrazioni possono conferire, in deroga ai limiti percentuali previsti dall’art. 19, comma 6, del Dlgs. n. 165/2001, gli incarichi dirigenziali di cui all’art. 8, comma 1, del Dl. n. 77/2021; gli incarichi di cui al presente comma rimangono in vigore fino alla loro naturale scadenza e comunque non oltre il 31 dicembre 2026. Le Amministrazioni possono riservare una quota degli incarichi ai laureati in discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche.

Il comma 15-ter ha modificato il comma 179 dell’art. 1 della Legge n. 178/2020 (“Legge di bilancio 2021”), che aveva dato origine al “Concorso Sud” per l’assunzione di 2.800 tecnici a tempo determinato per la gestione dei fondi europei della Coesione. La nuova disposizione ha previsto, in alternativa al criterio del possesso delle “correlate professionalità”, quello del possesso “di adeguato titolo di studio coerente con i profili da selezionare”. La nuova modifica dovrebbe consentire di bandire un nuovo concorso per coprire le posizioni rimaste scoperte, consentendo di allargare la partecipazione anche a candidati più giovani, privi di esperienza professionale.

Il comma 15-quinquies ha introdotto modifiche all’art. 2, comma 5, della Legge n. 56/2019, prevendo la possibilità di utilizzare le risorse ivi previste per l’efficientamento delle procedure concorsuali anche per assistere gli Enti Locali nell’organizzazione delle procedure concorsuali ai sensi dell’art. 10 del Dl. n. 44/2021, convertito con modificazioni dalla Legge n. 76/2021.

Alle attività di cui al presente art. 1, il Dipartimento della Funzione pubblica provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Per la realizzazione degli Investimenti di cui hanno la diretta titolarità di attuazione, le disposizioni del presente art. 1 si applicano, con la procedura di cui al comma 1, anche alle P.A. titolari di Interventi finanziati esclusivamente a carico del “Piano nazionale per gli investimenti” complementari al “Pnrr”, di cui all’art. 1 del Dl. n. 59/2021, convertito con modificazioni dalla Legge n. 101/2021 (vedi Entilocalinews n. 28 del 12 luglio 2021), limitatamente agli incarichi di collaborazione di cui alla lett. a), necessari all’assistenza tecnica.

Fermo restando quanto previsto dal comma 1, le restanti disposizioni di cui al presente art. 1 costituiscono principi fondamentali ai sensi dell’art. 117, comma 3, della Costituzione.

Il comma 17-bis, introdotto dalla Legge di conversione, ha previsto che i bandi delle procedure di reclutamento e di mobilità del personale pubblico siano pubblicati sul “Portale del reclutamento” secondo lo schema predisposto dal Dipartimento della Funzione pubblica. Il Portale garantisce l’acquisizione della documentazione relativa a tali procedure da parte delle P.A. in formato aperto e organizza la pubblicazione in modo accessibile e ricercabile secondo parametri utili ai cittadini che intendono partecipare a tali procedure. All’attuazione delle disposizioni del presente comma si provvede nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 2 – Misure urgenti per esperienze di formazione e lavoro professionalizzanti per giovani nella P.A.

Nelle more della attuazione della disciplina dell’apprendistato per il Settore pubblico, di cui all’art. 47, comma 6, del Dlgs. n. 81/2015, con Decreto del Ministro per la P.A., di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, il Ministro della Istruzione, il Ministro della Università e della Ricerca e il Ministro per le Politiche giovanili, previa Intesa con la Conferenza Stato-Regioni, è consentita l’attivazione di specifici Progetti di formazione e lavoro nelle P.A per l’acquisizione, attraverso contratti di apprendistato anche nelle more della disciplina dei rispettivi Ccnl., di competenze di base e trasversali, nonché per l’orientamento professionale da parte di diplomati e di studenti universitari.

A tal fine è istituito un apposito Fondo, con una dotazione di Euro 700.000 per l’anno 2021 e di Euro 1.000.000 a decorrere dall’anno 2022, che costituisce limite di spesa.

Art. 3 – Misure per la valorizzazione del personale e per il riconoscimento del merito

Il comma 1 modifica il comma 1-bis, dell’art. 52 del Dlgs. n. 165/2001. La nuova versione della citata disposizione prevede che i dipendenti pubblici siano inquadrati in 3 distinte Aree funzionali; in aggiunta, la Contrattazione collettiva individua una ulteriore Area per l’inquadramento del personale di elevata qualificazione. Le progressioni all’interno della stessa Area avvengono sempre secondo Principi di selettività, in funzione delle qualità culturali e professionali, dell’attività svolta e dei risultati conseguiti, attraverso l’attribuzione di fasce di merito.

Cambia invece la disciplina delle cd. “progressioni verticali”. In base all’attuale versione della norma infatti, “fatta salva una riserva di almeno il 50% delle posizioni disponibili destinata all’accesso dall’esterno, le progressioni fra le Aree e, negli Enti Locali, anche fra qualifiche diverse, avvengono tramite procedura comparativa basata sulla valutazione positiva conseguita dal dipendente negli ultimi 3 anni di servizio, sull’assenza di provvedimenti disciplinari, sul possesso di titoli professionali e di studio ulteriori rispetto a quelli previsti per l’accesso all’Area, nonché sul numero e sulla tipologia degli incarichi rivestiti”.

Importante novità introdotta in sede di conversione riguarda l’apertura alla possibilità, in sede di revisione degli Ordinamenti professionali dei Ccnl. di Comparto 2019-2021, di definire Tabelle di corrispondenza tra vecchi e nuovi inquadramenti, ad esclusione dell’Area per l’inquadramento del personale di elevata qualificazione, sulla base di requisiti di esperienza e professionalità maturate ed effettivamente utilizzate dall’Amministrazione di appartenenza per almeno 5 anni, anche in deroga al possesso del titolo di studio richiesto per l’accesso all’Area dall’esterno. All’attuazione del presente comma si provvede nei limiti delle risorse destinate ad assunzioni di personale a tempo indeterminato disponibili a legislazione vigente.

Il comma 2 prevede la possibilità di superare i limiti del “Fondo salario accessorio”, fissati dall’art. 23, comma 2, del Dlgs. n. 75/2017 (importo dell’anno 2016). La definizione di criteri e modalità per tale superamento è tuttavia demandata ai Contratti collettivi nazionali di lavoro e pertanto la previsione non è immediatamente operativa.

Il comma 3 apporta modifiche all’art. 28 del Dlgs. n. 165/2001, che disciplina l’accesso alla qualifica di Dirigente di seconda fascia. In base al novellato comma 1-bis, nelle procedure concorsuali per l’accesso alla dirigenza in aggiunta all’accertamento delle conoscenze delle materie disciplinate dal Dpr. n. 487/1994, i bandi devono definire gli ambiti di competenza da valutare e prevedere la valutazione delle capacità, attitudini e motivazioni individuali, anche attraverso prove, scritte e orali, finalizzate alla loro osservazione e valutazione comparativa, definite secondo metodologie e standard riconosciuti.

Viene inoltre prevista la possibilità di riservare una percentuale dei posti di qualifica dirigenziale di seconda fascia al personale in servizio a tempo indeterminato. Infatti, fatta salva la percentuale non inferiore al 50% dei posti da ricoprire, destinata al corso-concorso selettivo di formazione bandito dalla Scuola nazionale dell’Amministrazione, una quota non superiore al 30% dei posti dirigenziali residui disponibili sulla base delle facoltà assunzionali autorizzate è riservata da ciascuna P.A. al personale in servizio a tempo indeterminato, in possesso dei titoli di studio previsti e che abbia maturato almeno 5 anni di servizio nell’area o categoria apicale. Tale personale è selezionato attraverso procedure comparative bandite dalla Scuola nazionale dell’Amministrazione, che tengono conto della valutazione conseguita nell’attività svolta, dei titoli professionali, di studio o di specializzazione ulteriori rispetto a quelli previsti per l’accesso alla qualifica dirigenziale, e in particolar modo del possesso del Dottorato di ricerca, nonché della tipologia degli incarichi rivestiti con particolare riguardo a quelli inerenti agli incarichi da conferire e sono volte ad assicurare la valutazione delle capacità, attitudini e motivazioni individuali.

Una quota non superiore al 15% è altresì riservata al personale di cui al periodo precedente, in servizio a tempo indeterminato, che abbia ricoperto o ricopra l’incarico di livello dirigenziale di cui all’art. 19, comma 6, del Dlgs. n. 165/2001.

A tal fine, i bandi definiscono gli ambiti di competenza da valutare e prevedono prove scritte e orali di esclusivo carattere esperienziale, finalizzate alla valutazione comparativa e definite secondo metodologie e standard riconosciuti.

Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano agli Enti di cui ai commi 2 e 2-bis dell’art. 2 del Dl. n. 101/2013, convertito con modificazioni dalla Legge n. 125/2013 (Ordini, Collegi professionali e relativi Organismi nazionali ed Enti aventi natura associativa).

La Legge n. 113/2021 di conversione, con i commi da 3-quater a 3-sexies, ha soffermato l’attenzione sull’annosa questione dei precari degli Enti Locali della Regione Siciliana che hanno dichiarato “Dissesto finanziario” (artt. 244 e seguenti, del Tuel) o che hanno fatto ricorso al “Piano di riequilibrio finanziario pluriennale” con contestuale accesso al “Fondo di rotazione” ai sensi dell’art. 243-bis, comma 8, lett. g), del Tuel. In particolare, detti Enti sono autorizzati a prorogare, fino al 31 dicembre 2022, i contratti di lavoro a tempo determinato già in essere alla data di entrata in vigore della Legge di conversione n. 113/2021 del presente Decreto n. 81/2021, in deroga a quanto previsto dall’art. 259, comma 6, del Tuel, e contestualmente, al fine di individuare soluzioni relative alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro a tempo determinato, è istituito presso il Dipartimento della Funzione pubblica un Tavolo tecnico composto dai rappresentanti della Regione Siciliana, dell’Anci e del Mef.

Il comma 4 apporta alcune modifiche all’art. 28-bis, del Dlgs. n. 165/2001, che disciplina l’accesso alla qualifica di Dirigente di prima fascia. Nel dettaglio, è inserito il comma 3-bis, ai sensi del quale, al fine di assicurare la valutazione delle capacità, attitudini e motivazioni individuali, i concorsi per l’accesso alla qualifica di Dirigente di prima fascia definiscono le Aree di competenza osservate e prevedono prove scritte e orali, finalizzate alla valutazione comparativa, definite secondo metodologie e standard riconosciuti.

Il nuovo comma 4-bis ha previsto che nelle prove scritte dei concorsi pubblici indetti da Stato, Regioni, Comuni e dai loro Enti strumentali, a tutti i soggetti con disturbi specifici di apprendimento (Dsa) sia assicurata la possibilità di sostituire tali prove con un colloquio orale o di utilizzare strumenti compensativi per le difficoltà di lettura, di scrittura e di calcolo, nonché di usufruire di un prolungamento dei tempi stabiliti per lo svolgimento delle medesime prove, analogamente a quanto disposto dall’art. 5, commi 2, lett. b), e 4, della Legge n. 170/2010. Tali misure devono essere esplicitamente previste nei relativi bandi di concorso. La mancata adozione delle misure di cui al presente comma comporta la nullità dei concorsi pubblici. Con Decreto del Ministro per la P.A., di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, entro 3 mesi dalla data di entrata in vigore della Legge di conversione del presente Decreto, sono definite le modalità attuative del presente comma.

Il comma 7 apporta importanti modifiche all’art. 30 del Dlgs. n. 165/2001, in materia di mobilità volontaria, abrogando la necessità del previo assenso dell’Amministrazione di appartenenza, il quale tuttavia rimane necessario “nel caso in cui si tratti di posizioni motivatamente infungibili, di personale assunto da meno di 3 anni o qualora la suddetta Amministrazione di appartenenza abbia una carenza di organico superiore al 20% nella qualifica corrispondente a quella del richiedente. E’ fatta salva la possibilità di differire, per motivate esigenze organizzative, il passaggio diretto del dipendente fino ad un massimo di 60 giorni dalla ricezione dell’istanza di passaggio diretto ad altra Amministrazione”.

Il comma 7-bis ha introdotto modifiche all’art. 30 del Dlgs. n. 165/2001 in materia di mobilità volontaria. Nel dettaglio, è stato introdotto il comma 1.1 per cui le disposizioni del comma 1 del citato art. 30 (come modificate dal precedente comma 7 della disposizione in commento):

  • per gli Enti Locali con un numero di dipendenti a tempo indeterminato inferiore a 100, non trovano applicazione;
  • per gli Enti Locali con un numero di dipendenti compreso tra 101 e 250, la percentuale di cui al comma 1 è stabilita al 5%;
  • per gli Enti Locali con un numero di dipendenti non superiore a 500, la predetta percentuale è fissata al 10%.

La percentuale di cui al comma 1 è da considerare all’esito della mobilità e riferita alla dotazione organica dell’Ente.

Il successivo comma 7-ter ha previsto che per gli Enti Locali, in caso di prima assegnazione, la permanenza minima del personale è di 5 anni. In ogni caso, la cessione del personale può essere differita, a discrezione dell’Amministrazione cedente, fino all’effettiva assunzione del personale assunto a copertura dei posti vacanti e comunque per un periodo non superiore a 30 giorni successivi a tale assunzione, ove sia ritenuto necessario il previo svolgimento di un periodo di affiancamento.

Inoltre, relativamente alle procedure di mobilità volontaria ex art. 30, del Dlgs. n. 165/2001, il comma 7-quinquies, introducendo una modifica all’art. 249, del Dl. n. 34/2020, convertito con modificazioni dalla Legge n. 77/2020 (vedi Entilocalinews n. 30 del 27 luglio 2020), ha esteso anche a queste procedure la possibilità di presentazione della domanda in modalità telematica di cui al comma 4, dell’art. 247, del Decreto citato.

Il comma 8, in materia di reclutamento nella P.A., introduce specificazioni circa la possibilità di richiedere, tra i requisiti previsti per specifici profili o livelli di inquadramento di alta specializzazione, il possesso del titolo di Dottore di ricerca (art. 35, comma 3, lett. e-ter) del Dlgs. n. 165/2001). In tali casi, le procedure individuano tra le Aree dei Settori scientifico-disciplinari afferenti al titolo di Dottore di ricerca, quelle pertinenti alla tipologia del profilo o livello di inquadramento.

Art. 3-bis – Selezioni uniche per la formazione di Elenchi di idonei all’assunzione nei ruoli dell’Amministrazione degli Enti Locali

La disposizione in commento, introdotta dalla Legge di conversione, ha previsto una nuova modalità di reclutamento del personale negli Enti Locali basato su Elenchi di idonei, definiti in esito a selezioni svolte in forma aggregata, da cui attingere, previo interpello ed (eventuale) prova selettiva ai fini dell’assunzione, ferma restando la priorità da accordare allo scorrimento delle graduatorie vigenti di concorsi già svolti.

In particolare, gli Enti Locali possono organizzare e gestire in forma aggregata, anche in assenza di un fabbisogno di personale, selezioni uniche per la formazione di Elenchi di idonei all’assunzione nei ruoli dell’Amministrazione, sia a tempo indeterminato che a tempo determinato, per vari profili professionali e categorie, compresa la dirigenza. I rapporti tra gli Enti Locali e le modalità di gestione delle selezioni sono disciplinati in appositi accordi.

Gli Enti Locali aderenti attingono agli Elenchi di idonei come sopra definiti per la copertura delle posizioni programmate nei rispettivi “Piani dei fabbisogni di personale”, in assenza di proprie graduatorie in corso di validità. Gli Enti Locali interessati procedono alle assunzioni, previo Interpello tra i soggetti inseriti negli Elenchi, ogniqualvolta si verifichi la necessità di procedere all’assunzione di personale in base ai documenti programmatori definiti dal singolo Ente (comma 3).

In presenza di più soggetti interessati all’assunzione, l’Ente Locale procede a valutarne le candidature con le modalità semplificate di cui all’art. 10 del Dl. n. 44/2021, convertito con modificazioni dalla Legge n. 76/2021, per la formazione di una graduatoria di merito dalla quale attingere per la copertura dei posti disponibili. Il singolo Ente interessato all’assunzione, prima di procedere, deve avviare un Interpello tra i soggetti inseriti negli Elenchi per verificarne la disponibilità all’assunzione. In presenza di più soggetti interessati all’assunzione l’Ente procede ad effettuare una prova selettiva scritta o orale diretta a formulare una graduatoria di merito da cui attingere per la copertura del posto disponibile.

Gli Elenchi di idonei, una volta costituiti, sono soggetti ad aggiornamento continuo, almeno una volta all’anno, al fine di mettere a disposizione degli Enti Locali aderenti un numero adeguato di candidati per l’assunzione in servizio. I soggetti selezionati restano iscritti negli elenchi degli idonei sino alla data della loro assunzione a tempo indeterminato, e comunque per un massimo di 3 anni.

Gli adempimenti relativi alle selezioni uniche per la formazione degli Elenchi di idonei possono essere gestiti congiuntamente dagli Enti attraverso il coordinamento dei rispettivi Uffici, o avvalendosi di Società esterne specializzate nel reclutamento e nella selezione del personale, costituendo a tal fine Uffici dedicati alla gestione delle procedure, o possono essere esternalizzati.

Gli Elenchi di cui al comma 1 possono essere utilizzati per la copertura, con assunzioni a tempo indeterminato o a tempo determinato, dei posti che si rendono vacanti in organico a seguito di mobilità presso altre Amministrazioni. In tal caso, ferma restando la priorità nell’utilizzo delle proprie graduatorie, gli Enti Locali possono procedere anche in deroga alla previsione di cui al comma 3 (ciò potrebbe essere letto nel senso della non necessaria modifica del “Piano dei fabbisogni assunzionali”) e, in caso di contratti a tempo determinato, ai limiti finanziari di cui all’art. 9, comma 28, del Dl. n. 78/2010, convertito con modificazioni dalla Legge n. 122/2010.

Le procedure selettive bandite ai sensi del presente art. 3-bis sono soggette alle forme di pubblicità previste a legislazione vigente.

Art. 3-ter – Semplificazioni in materia di vincoli assunzionali per gli Enti Locali

La disposizione in commento, introdotta dalla Legge n. 113/2021 di conversione del Dl. n. 81/2021, interviene ad “alleggerire” il vincolo giuridico alle assunzioni negli Enti Locali previsto dall’art. 9, comma 1-quinquies, del Dl. n. 113/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n. 160/2016.

La disposizione, come noto, vieta la possibilità di effettuare assunzioni “in caso di mancato rispetto dei termini previsti per l’approvazione dei bilanci di previsione, dei rendiconti e del bilancio consolidato, nonché di mancato invio, entro 30 giorni dal termine previsto per l’approvazione, dei relativi dati alla ‘Banca-dati delle Amministrazioni pubbliche’ di cui all’art. 13 della Legge n. 196/2009”.

La disposizione in commento interviene prevedendo che gli Enti Locali che non rispettano le suddette condizioni possano comunque procedere alle assunzioni di personale a tempo determinato necessarie a garantire l’attuazione del “Pnrr”, nonché l’esercizio delle funzioni di Protezione civile, di Polizia locale, di Istruzione pubblica, inclusi i servizi, e del Settore sociale, nel rispetto dei limiti di spesa previsti dalla normativa vigente in materia.

Art. 3-quater – Disposizioni in materia di Vice-Segretari comunali

La disposizione dell’art. 3-quater in commento, introdotta dalla Legge di conversione n. 113/2021, interviene a modificare l’art. 16-ter, comma 9, primo periodo, del Dl. n. 162/2019, convertito con modificazioni dalla Legge n. 8/2020 (vedi Entilocalinews n. 9 del 2 marzo 2020). Quest’ultima ha previsto una disposizione transitoria con la finalità di ovviare alla carenza di Segretari nei piccoli Comuni attraverso il conferimento delle funzioni di Vice-Segretario a Funzionari degli Enti Locali.

Possono usufruirne i Comuni fino a 5.000 abitanti e i Comuni fino a 10.000 abitanti che hanno stipulato una Convenzione per l’Ufficio di Segreteria (ai sensi dell’art. 10 del Dpr. n. 465/1997) e purché sia vacante la sede di Segreteria, sia singola e sia convenzionata, e la procedura di pubblicizzazione finalizzata alla nomina del Segretario titolare (ai sensi dell’art. 15, comma 4, Dpr. n. 465/1997) sia andata deserta e non risulti possibile assegnare un Segretario reggente a scavalco anche con riferimento al contingente di personale in disponibilità.

Le nuova norma dispone che le funzioni attribuite al Vice-Segretario possono essere svolte, fino ad un massimo 24 mesi complessivamente (ampliando il precedente limite di 12 mesi), da un Funzionario di ruolo del Comune in servizio da almeno 2 anni in un Ente Locale ed in possesso dei requisiti per la partecipazione al concorso.

Art. 4 – “Formez PA

L’art. 4 amplia il novero dei compiti affidati a “Formez PA” allo scopo di mettere a disposizione delle P.A. degli strumenti utili per affrontare con rapidità ed efficienza i compiti che deriveranno dall’attuazione del “Pnrr”. Alla citata Associazione è attribuita, tra le altre, la funzione di supporto delle riforme e di diffusione dell’Innovazione amministrativa nei confronti dei soggetti associati.

Art. 6 – “Piano integrato di attività e organizzazione

Per assicurare la qualità e la trasparenza nell’attività amministrativa e migliorare la qualità dei servizi ai cittadini e alle Imprese e procedere alla costante e progressiva semplificazione e reingegnerizzazione dei processi anche in materia di diritto di accesso, le Pubbliche Amministrazioni, con esclusione delle Scuole di ogni ordine e grado e delle Istituzioni educative, di cui all’art. 1, comma 2, del Dlgs. n. 165/2001, con più di 50 dipendenti, entro il 31 dicembre 2021 adottano il “Piano integrato di attività e organizzazione”, nel rispetto delle vigenti discipline di Settore e, in particolare, del Dlgs. n. 150/2009, e della Legge n. 190/2012. Tale “Piano” ha durata triennale, viene aggiornato annualmente e definisce:

  1. gli obiettivi programmatici e strategici della performance secondo i principi e criteri direttivi di cui all’art. 10 del Dlgs. n. 150/2009, stabilendo il necessario collegamento della performance individuale ai risultati della performance organizzativa;
  2. la strategia di gestione del capitale umano e di sviluppo organizzativo, anche mediante il ricorso al “lavoro agile”, e gli Obiettivi formativi annuali e pluriennali, finalizzati ai processi di pianificazione secondo le logiche del project management, al raggiungimento della completa alfabetizzazione digitale, allo sviluppo delle conoscenze tecniche e delle competenze trasversali e manageriali e all’accrescimento culturale e dei titoli di studio del personale, correlati all’ambito d’impiego e alla progressione di carriera del personale;
  3. gli strumenti e gli obiettivi del reclutamento di nuove risorse e della valorizzazione delle risorse interne, prevedendo, oltre alle forme di reclutamento ordinario, la percentuale di posizioni disponibili nei limiti stabiliti dalla legge destinata alle progressioni di carriera del personale, anche tra aree diverse, e le modalità di valorizzazione a tal fine dell’esperienza professionale maturata e dell’accrescimento culturale conseguito anche attraverso le attività poste in essere ai sensi della lett. b), assicurando adeguata informazione alle organizzazioni sindacali;
  4. gli strumenti e le fasi per giungere alla piena trasparenza dei risultati dell’attività e dell’organizzazione amministrativa nonché per raggiungere gli obiettivi in materia di contrasto alla corruzione, secondo quanto previsto dalla normativa vigente in materia e in conformità agli indirizzi adottati dall’Anac con il “Piano nazionale Anticorruzione”;
  5. l’elenco delle procedure da semplificare e reingegnerizzare ogni anno, anche mediante il ricorso alla tecnologia e sulla base della consultazione degli utenti;
  6. le modalità e le azioni finalizzate a realizzare la piena accessibilità alle Amministrazioni, fisica e digitale, da parte dei cittadini ultrasessantacinquenni e dei cittadini con disabilità;
  7. le modalità e le azioni finalizzate al pieno rispetto della parità di genere, anche con riguardo alla composizione delle commissioni esaminatrici dei concorsi.

Il “Piano” deve inoltre definire le modalità di monitoraggio degli esiti, con cadenza periodica, inclusi gli impatti sugli utenti, anche attraverso rilevazioni della soddisfazione dell’utenza.

Il “Piano” e i relativi aggiornamenti devono essere pubblicati entro il 31 gennaio di ogni anno sul sito istituzionale dell’Amministrazione ed inviati al Dipartimento della Funzione pubblica per la pubblicazione sul relativo Portale.

Entro l’8 ottobre 2021 (120 giorni dall’entrata in vigore del Decreto), con uno o più Dpr., saranno individuati e abrogati gli adempimenti relativi ai “Piani” assorbiti da quello in commento.

Entro il medesimo termine il Dipartimento della Funzione pubblica dovrà adottare un Piano-tipo, quale strumento di supporto alle Amministrazioni con più di 50 dipendenti, nel quale saranno altresì definite modalità semplificate per l’adozione del “Piano” da parte delle Amministrazioni con meno di 50 dipendenti.

In caso di mancata adozione del “Piano” è fatto divieto di erogazione della retribuzione di risultato ai Dirigenti che risultano avere concorso alla mancata adozione del medesimo, per omissione o inerzia nell’adempimento dei propri compiti, e l’Amministrazione non può procedere ad assunzioni di personale o al conferimento di incarichi di consulenza o di collaborazione comunque denominati. L’Anac potrà altresì applicare una sanzione amministrativa non inferiore a Euro 1.000 e non superiore a Euro 10.000.

All’adozione del “Piano”, le Amministrazioni dovranno provvedere con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

All’attuazione delle disposizioni di cui al presente art. 6 le Amministrazioni interessate provvedono con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Gli Enti Locali con meno di 15.000 abitanti provvedono al monitoraggio dell’attuazione del presente art. 6 e al monitoraggio delle performance organizzative anche attraverso l’individuazione di un Ufficio associato tra quelli esistenti in ambito provinciale o metropolitano, secondo le indicazioni delle Assemblee dei sindaci o delle Conferenze metropolitane.

Art. 6-bis – Disposizioni in materia di Segretari comunali

L’art. 6-bis, introdotto dalla Legge di conversione, interviene nell’ottica di sopperire con urgenza all’attuale carenza di Segretari comunali iscritti all’Albo, considerata anche la necessità di rafforzare la capacità funzionale degli Enti Locali connessa agli interventi previsti nel “Pnrr”. A tal fine, a decorrere dalla data di entrata in vigore della Legge n. 113/2021 di conversione del presente Decreto n. 81/2021 (8 agosto 2021), le assunzioni di Segretari comunali e provinciali sono autorizzate con le modalità di cui all’art. 66, comma 10, del Dl. n. 112/2008, convertito con modificazioni dalla Legge n. 133/2008, per un numero di unità pari al 100% di quelle cessate dal servizio nel corso dell’anno precedente. Conseguentemente, dalla medesima data, il comma 6, dell’art. 14, del Dl. n. 95/2012, convertito con modificazioni dalla Legge n. 135/2012, che prevedeva un “turn-over” all’80%, è abrogato.

Art. 9 – Conferimento di incarichi di collaborazione per il supporto ai procedimenti amministrativi connessi all’attuazione del “Pnrr

Con Dpcm. adottato su proposta del Ministro per la P.A. di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e con il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie e con il Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, previa Intesa in Conferenza unificata, fatte salve le assunzioni a tempo determinato di cui all’art. 1, commi 1 e 4, per il conferimento di cui alla lett. a), dell’art. 1, comma 5, da parte di Regioni ed Enti Locali, di incarichi di collaborazione a Professionisti ed esperti, nel numero massimo complessivo di 1.000 unità per il supporto ai predetti Enti nella gestione delle procedure complesse tenendo conto del relativo livello di coinvolgimento nei procedimenti amministrativi connessi all’attuazione del Pnrr”, sono ripartite le risorse finanziarie, nel limite massimo di Euro 38,8 milioni per l’anno 2021, di Euro 106,8 milioni per ciascuno degli anni 2022 e 2023 e di Euro 67,9 milioni per l’anno 2024,

Ai relativi oneri si provvede a valere sul “Fondo di rotazione per l’attuazione del ‘Next Generation EU-Italia’” di cui all’art. 1, comma 1.037, della Legge n. 178/2020 (vedi Entilocalinews n. 2 del’8 gennaio 2021), secondo le modalità di cui ai commi da 1.038 a 1.050.

Artt. da 10 a 17-decies – Assunzioni presso Amministrazioni centrali legate all’attuazione del “Pnrr

Gli artt. da 10 a 17-decies disciplinano il reclutamento di svariati contingenti di unità di personale da inserire, a tempo determinato, nell’organico di Palazzo Chigi, Agid, Ministero della Giustizia e Ministero della Transizione ecologica.


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