Dichiarazione “Iva/2014”: approvato il Modello definitivo e le relative Istruzioni ministeriali

L’Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento 15 gennaio 2014, Prot. 4869, ha approvato la versione definitiva del Modello “Iva 2014” e le relative Istruzioni ministeriali. Si tratta, in particolare, dei Modelli – Ordinario e Base – per la Dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2013.

Sia i Modelli che le Istruzioni sono disponibili sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.it e sul sito www.entilocaliweb.it.

Le novità del Modello “Iva 2014

Diversi gli aggiornamenti intervenuti sul Modello “Iva 2014” rispetto alla versione dello scorso anno, alcuni dei quali interessano, seppur talvolta marginalmente, gli Enti Locali.

Nella Sezione 2 del “Quadro VE” è stato introdotto il rigo VE23, riservato all’indicazione delle operazioni con aliquota al 22%, in vigore dal 1° ottobre 2013, e conseguentemente i righi della Sezione 3 sono stati rinumerati. Nella Sezione 4, rigo VE36, è stato eliminato il campo riservato all’esposizione delle operazioni ad esigibilità differita effettuate ai sensi dell’art. 7, Dl. n. 185/08, soppresso a decorrere dal 1° dicembre 2012. Il rigo VE39 è stato ridenominato “Operazioni non soggette all’Imposta ai sensi degli artt. da 7 a 7-septies”. A tal proposito si ricorda che, a partire dal 1° gennaio 2013, le predette operazioni concorrono alla determinazione del volume d’affari.

Nella Sezione 1 del “Quadro VF” è stato introdotto il rigo VF12, riservato all’indicazione delle operazioni con aliquota al 22%, in vigore dal 1° ottobre 2013, e conseguentemente i successivi righi della Sezione 1 ed i righi della Sezione 2 sono stati rinumerati. Nella Sezione 1, rigo VF20, è stato eliminato il campo riservato all’esposizione degli acquisti registrati nell’anno ma con imposta differita ad anni successivi di cui all’art. 7, Dl. n. 185/08, soppresso a decorrere dal 1° dicembre 2012.

Nella Sezione 2 del “Quadro VL”, al rigo VL8, è stato inserito il campo 2, denominato “di cui credito chiesto a rimborso in anni precedenti computabile in detrazione a seguito di diniego dell’Ufficio”. Il nuovo campoè riservato ai soggetti partecipanti alla procedura di liquidazione dell’Iva di gruppo di cui all’art. 73, per l’indicazione del credito, chiesto a rimborso e denegato dall’Ufficio, che non può essere trasferito al “gruppo Iva”.

Nella Sezione 1 del “Quadro VO”, rigo VO10, è stata prevista una nuova casella a seguito dell’ingresso della Croazia nell’Unione europea, a partire dal 1° luglio 2013, mentre nella Sezione 2 dello stesso Quadro, nei righi VO23 e VO24, sono state soppresse le caselle relative alle opzioni di cui all’art. 1, commi 1093 e 1094, Legge n. 296/06, non esercitabili dalle Società agricole per l’anno 2013.

Le conferme rispetto agli anni precedenti

E’ stata confermata:

1)      l’abolizione nel “Frontespizio” della Sezione dedicata al “Domicilio per la notificazione degli atti”, perché la consegna viaggia ormai via web;

2)      la previsione, all’interno del “Frontespizio”, dell’apposito Quadro relativo alla sottoscrizione dell’Organo di controllo nel caso in cui si intendano compensare, in modo “orizzontale”, crediti Iva maturati nel 2013 per un ammontare superiore a 15.000 Euro annui, in considerazione dei nuovi vincoli imposti a decorrere dal 1° gennaio 2010 dall’art. 10 del Dl. n. 78/09;

3)      la semplificazione del Quadro VA, attraverso l’inserimento di alcuni dati in esso in precedenza contenuti nel “Quadro VF” – Sezione 2;

4)      nel rigo VF53, la casella 2, che deve essere barrata da parte dei soggetti che svolgono essenzialmente attività esenti e, nell’esercizio di tali attività, solo occasionalmente hanno effettuato operazioni imponibili. La casella è riservata ai contribuenti che non hanno effettuato acquisti inerenti tali operazioni.

Riguardo alla sottoscrizione dell’Organo di revisione, occorre preliminarmente ricordare che, alla luce dei chiarimenti forniti dal Mef con la Circolare 15 gennaio 2009, n. 1, in materia di compensazioni “orizzontali”, qualora un contribuente decida, prima della presentazione della Dichiarazione “Iva 2014” (termine ultimo, lo ricordiamo, è il 30 settembre 2014), di compensare la parte di credito Iva maturata nel 2013 (potendo così superare i limiti imposti dal citato art. 10 del Dl. n. 78/09, costituiti, rispettivamente, da 5.000 Euro annui per compensazioni “orizzontali” del credito Iva maturato nel 2013 operate in data antecedente a quella di presentazione della Dichiarazione “Iva 2014”, da 15.000 Euro annui per compensazioni “orizzontali” operate senza che sia stato apposto sulla Dichiarazione Iva 2014 il “visto di conformità” o la firma dell’Organo di revisione), dovrà riportare tali compensazioni nel suddetto rigo VL9, anche se avvenute nel corso dell’anno 2014 (avendo indicato, nei Modelli “F24”, a fianco del codice-tributo 6099, l’anno 2012). Se invece il contribuente decide, prima della presentazione della Dichiarazione “Iva 2014”, di procedere a compensazioni “orizzontali” del credito Iva maturato nel 2013, mantenendosi sotto i suddetti limiti, dette compensazioni verranno evidenziate nella Dichiarazione “Iva 2015” (avendo indicato, nei Modelli “F24”, a fianco del codice tributo 6099, l’anno 2013). Lo stesso discorso vale per le eventuali compensazioni “orizzontali” che verranno operate dopo l’invio della Dichiarazione “Iva 2014” (potendo così superare il limite annuo di 5.000 Euro nonché, se “vistate” ovvero sottoscritte dall’Organo di controllo, anche quello di 15.000 Euro), qualora riferite al credito maturato nel 2012.

Atteso quanto sopra, nel caso in cui il contribuente decida di procedere a compensazioni “orizzontali” del credito Iva maturato nel 2013 oltre l’ammontare di 15.000 Euro annui, dovrà necessariamente inviare la Dichiarazione “Iva 2014” (per superare il vincolo dei 5.000 Euro annui) facendola sottoscrivere, oltre che dal rappresentante legale o dal rappresentante negoziale, anche dai soggetti che esercitano il controllo contabile. Per espressa previsione dell’art. 10, comma 7, del citato Dl. n. 78/09, la sottoscrizione di tali ultimi soggetti comporta “l’attestazione dell’esecuzione dei controlli di cui all’art. 2, comma 2, del Decreto n. 164/99”,ovvero dei medesimi controlli che effettuano i soggetti che appongono il “visto di conformità” (si rimanda anche ai chiarimenti forniti dalla Risoluzione n. 90/10).

Relativamente ai controlli previsti dall’art. 2, comma 2, del citato Decreto n. 164/99, ricordiamo che, in via generale, tale controllo presuppone, ai fini dell’Iva:

–       la correttezza formale delle Dichiarazioni presentate dai contribuenti;

–       la regolare tenuta e conservazione delle scritture contabili obbligatorie.

Con riferimento agli Enti Locali, i controlli implicano pertanto la verifica:

–       della regolare tenuta e conservazione delle scritture contabili obbligatorie ai fini Iva;

–       della corrispondenza dei dati esposti nella Dichiarazione alle risultanze delle scritture contabili;

–       della corrispondenza dei dati esposti nella scritture contabili alla relativa documentazione.

E’ stata poi riproposta, nel “Quadro VH”, Sezione 1, la casella per l’indicazione del “ravvedimento operoso” (art. 13, Dlgs. n. 472/97) per i versamenti periodici. Si ricorda che gli interessi da “ravvedimento” non devono essere compresi negli importi indicati nel Quadro VH, e che l’art. 16, comma 5, del Dl. n. 185/08, ha operato una riduzione delle sanzioni per “ravvedimento operoso”, poi reincrementate dal 1° febbraio 2011 in base al disposto dell’art. 1, commi 17-22, della Legge n. 220/10 (“Finanziaria 2011”), oltre al fatto che, a decorrere dal 1° gennaio 2011 il tasso di interesse legale è passato dall’1% all’1,50%, dal 1° gennaio 2012 al 2,5%, mentre dal 1° gennaio 2014 all’1%.

Sempre nella Sezione 1 del “Quadro VH” è stata riproposta, al rigo VH13, la casella per l’indicazione del metodo adottato ai fini del calcolo dell’acconto Iva. Il rigo deve essere compilato dai contribuenti obbligati al versamento dell’acconto ai sensi dell’art. 6 della Legge n. 405/90, con l’indicazione di “1” per il “metodo storico”, “2” per il “metodo previsionale”, “3” per il “metodo analitico-effettivo”, e “4” per i soggetti operanti nei Settori delle telecomunicazioni, somministrazione di acqua, raccolta e smaltimento rifiuti, ecc..

Nel “Quadro VL” non vi sono ulteriori modifiche oltre quelle già indicate, per cui, per i contribuenti che nell’anno d’imposta precedente hanno evidenziato un credito annuale, nel rigo VL8 deve essere indicato il predetto credito e, nel rigo VL9, il relativo utilizzo in compensazione nel Modello “F24”. Nel rigo VL26 (“eccedenza credito anno precedente”) deve essere riportata l’eventuale differenza positiva tra gli importi dei righi VL8 e VL9 della Sezione 2, mentre nel rigo VL29, che contiene l’ammontare dei versamenti periodici, non devono essere indicati gli interessi da “ravvedimentoex art. 13, Dlgs. n. 472/97, bensì la sola Imposta. Per quest’ultimo rigo, nel caso degli Enti Locali, di particolare interesse è il campo 5, ove indicare le cessioni di fabbricati strumentali di cui all’art. 10, comma 1, n. 8-ter), lett. d), del Dpr. n. 633/72, effettuate a decorrere dal 1° ottobre 2007 per le quali, essendo stata esercitata l’opzione per l’imponibilità Iva, l’Imposta è dovuta dal cessionario, ai sensi del Dm. Mef 25 maggio 2007, nonché eventualmente il campo 2 (cessione di rottami e altri materiali di recupero, di cui all’art. 74, commi 7 e 8, dello stesso Decreto Iva).

Si ricorda poi il “Quadro VT”, da compilare anche a cura degli Enti Locali, o nell’unico Modulo n. 01 (codice attività 84.11.10), ovvero nel Modulo principale n. 01 (codice attività 84.11.10), nel caso di contabilità separate ex art. 36, Dpr. n. 633/72, riepilogando i dati relativi agli altri Moduli. Relativamente alla ripartizione delle operazioni imponibili tra consumatori finali e soggetti Iva, le Istruzioni suggeriscono di far riferimento alle modalità di certificazione dei corrispettivi di cui agli artt. 21 e 22 del Dpr. n. 633/72 (fatture, scontrini, ricevute, ecc.) o, comunque, ad ulteriori criteri che consentano di qualificare l’operazione ai predetti fini. Più nel dettaglio, nel caso degli Enti Locali, riteniamo che tra le operazioni imponibili effettuate nei confronti dei consumatori finali debbano essere ricomprese, ad esempio, le rette del Servizio “Refezione scolastica”, o le rette per il “Trasporto scolastico”, non considerando invece le rette “Asilo nido”, in quanto esenti Iva ex art. 10, comma 1, n. 21), Dpr. n. 633/72. E’ chiaro che, in caso di contabilità separate ex art. 36, Dpr. n. 633/72, se le operazioni imponibili riferite ad un certo Servizio sono effettuate per la totalità nei confronti, rispettivamente, o di consumatori finali o di soggetti Iva, il dato da inserire nel “Quadro VT” (caselle 1 e 3, ovvero caselle 1 e 5) corrisponde sostanzialmente a quello risultante dal rigo VE23, colonna 1, del medesimo Modulo Iva. Tutto ciò vale per l’Iva riferita a tali imponibili (caselle 2 e 4, ovvero 2 e 6 e rigo VL25, colonna 2).

Restano confermati i contenuti del “Quadro VJ”, afferente la determinazione dell’Iva riferita a particolari tipologie di operazioni, tra cui acquisti intracomunitari o dalla Repubblica di San Marino, che si caratterizzano per il cosiddetto meccanismo del “reverse charge” (inversione contabile).

Precisiamo poi che gli Enti Locali sono chiamati ad indicare, nell’intercalare principale di più intercalari riferiti a varie attività (o nell’unico intercalare), il codice attività 84.11.10 (riferito all’attività generica delle Pubbliche Amministrazioni), e che maggiore attenzione deve essere posta nel caso di tenuta di contabilità separate ex art. 36, Dpr. n. 633/72 e conseguente presentazione di più intercalari Iva, ciascuno con uno specifico codice attività. In tal caso, soltanto nell’intercalare principale (codice attività 84.11.10) occorrerà compilare i Quadri VH, VL Sez. 2 e 3, VT, VX e VO.

Infine, si precisa che, al fine di non condizionare il contribuente nella scelta dell’utilizzo del credito sin dal momento della presentazione della Dichiarazione, continua ad essere presente nel “Quadro VX” un unico campo, in cui indicare la parte di credito che si intende utilizzare in detrazione o compensazione.

Altre indicazioni (obbligo e termini di presentazione, scadenze di versamento)

Ricordiamo che la Dichiarazione Iva deve essere presentata da parte degli Enti Locali “in via autonoma” dal momento che, stante l’invio separato del Modello Irap – previsto dalla Legge n. 244/07 (“Finanziaria 2008”) a decorrere dal 2009 – non potrebbe più essere “unificata” la sola Dichiarazione Iva, non essendo gli Enti Locali titolari di redditi soggetti ad imposizione diretta da indicare nel Modello “Unico/Enti non commerciali” per esclusione soggettiva ex art. 74, comma 1, del Tuir (Dpr. n. 917/86), atteso che l’art. 3, del Dpr. n. 322/08 richiede per l’unificazione la compilazione di almeno 2 Dichiarazioni tra Iva, redditi ed Irap (il quale nel frattempo deve essere inviata “autonomamente” dall’anno d’imposta 2008 ai sensi di quanto disposto dall’art. 1, comma 52, della Legge n. 244/07). Il Modello “Unico/Enc” si troverebbe infatti ad essere composto esclusivamente dal proprio “Frontespizio”, dal Quadro RX riepilogativo dell’eventuale saldo a credito Iva annuale, e appunto dai Quadri Iva (i quali, lo ricordiamo, contengono di per sé un proprio frontespizio, nonché il Quadro VX ove indicare il saldo annuale).

Inoltre, come chiarito dalle Istruzioni ministeriali, possono presentare la Dichiarazione in via autonoma “i soggetti che intendono utilizzare in compensazione ovvero chiedere a rimborso il credito d’imposta risultante dalla Dichiarazione annuale (art. 3, comma 1, del Dpr. n. 322 del 1998, come modificato dall’art. 10 del Decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78)”.

La presentazione della Dichiarazione annuale Iva da parte dei soggetti tenuti a tale adempimento deve essere effettuata esclusivamente per via telematica. Pertanto, le Dichiarazioni presentate tramite un Ufficio Postale sono da ritenersi redatte su Modello non conforme a quello approvato e, conseguentemente, si rende applicabile la sanzione da 258 a 2.065 Euro ai sensi dell’art. 8, comma 1, del Dlgs. n. 471/97.

In base all’art. 8 del Dpr. n. 322/98, la Dichiarazione Iva 2014, relativa all’anno 2013, deve essere presentata nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 30 settembre 2014 nel caso in cui il contribuente sia tenuto alla presentazione in via autonoma ovvero entro il 30 settembre 2014 nel caso in cui il contribuente sia tenuto a comprendere la Dichiarazione Iva nella Dichiarazione unificata.

Ritornando alle novità in materia di compensazioni “orizzontali”, la citata Circolare Entrate n. 1/E ha precisato che il contribuente che presenta la propria Dichiarazione Iva senza “visto di conformità” (o senza la firma dell’Organo di revisione) [intendendo, in tal modo utilizzare il credito in compensazione non oltre il limite di 15.000 Euro], può modificare la propria scelta mediante presentazione di una Dichiarazione “’correttiva’/’integrativa’”, completa di “visto” (o di firma), al più tardi entro 90 giorni dalla scadenza del termine di presentazione (come detto, 30 settembre 2014). Come di consueto, non saranno applicate sanzioni al contribuente che presenti la Dichiarazione “correttiva” entro il termine di scadenza ordinario, mentre sarà applicabile la sanzione amministrativa per la tardiva presentazione nel caso in cui il contribuente presenti la Dichiarazione “integrativa” entro i 90 giorni successivi al termine di scadenza (Risoluzione n. 325/02).

Inoltre, sempre in tema di compensazione “orizzontale”, si rammenta un altro limite introdotto dall’art. 31 del Dl. n. 78/10, rubricato “Preclusione all’autocompensazione in presenza di debito su ruoli definitivi”, secondo cui, dal 1° gennaio 2011, è vietata la compensazione dei crediti relativi ad Imposte erariali fino a concorrenza dell’importo dei debiti scaduti, iscritti a ruolo e di importo superiore a Euro 1.500; in caso d’inosservanza, la sanzione è stabilità nel 50% dell’importo indebitamente compensato.

Per quanto concerne invece il versamento dell’eventuale saldo Iva a debito riferito all’anno d’imposta 2013, questo scade il 17 marzo 2014 (il 16 marzo è domenica) – salvo opzione per la rateizzazione (per chi invia la Dichiarazione “in via autonoma” con rate di pari importo, da versare entro il 16 di ogni mese ed al massimo entro il 16 novembre (il 16 novembre è domenica), incrementando sempre ciascuna rata successiva dello 0,33%, come stabilito dal Dm. 21 maggio 2009) – e deve essere effettuato mediante utilizzo del Modello “F24EP” (codice tributo 619E, approvato con la Risoluzione n. 101/E del 7 ottobre 2010), da presentare telematicamente direttamente dagli Enti pubblici attraverso i canali Entratel o Fisconline.

Cenni sul Modello “IvaCom” e sugli altri Modelli

Infine, si fa presente che ,con Provvedimento Prot. n. 4877 del 15 gennaio 2014, è stato approvato il Modello di “Comunicazione annuale dati Iva”, del quale ricordiamo l’esonero soggettivo per gli Enti Locali ex art. 8-bis, comma 2, del Dpr. n. 322/98.

Sono stati poi approvati anche, con rispettivi Provvedimenti, i Modelli “Cud/2014”, “730/2014” e “770/2014” Semplificato e Ordinario, assieme alle relative Istruzioni ministeriali, per i cui commenti si rinvia al prossimo numero della Rivista.

Non è stato ancora reso definitivo invece il Modello “Irap 2014”, alla cui approvazione e diffusione l’Agenzia provvederà, come di consueto, nelle prossime settimane.


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