Dichiarazioni fiscali 2019: il reddito complessivo totale ammonta a circa 880 miliardi di Euro per un valore medio di 21.660 Euro

Dichiarazioni fiscali 2019: il reddito complessivo totale ammonta a circa 880 miliardi di Euro per un valore medio di 21.660 Euro

Circa 41,4 milioni di contribuenti (+0,4% rispetto all’anno precedente) che hanno dichiarato un reddito complessivo totale di circa 880 miliardi di Euro (+42 miliardi rispetto al 2018) per un valore medio di 21.660 Euro.

Sono alcuni dei numeri emersi dall’analisi dei dati delle Dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche presentate nel 2019 e riferite all’anno di imposta 2018, diramati dal Mef con il Comunicato n. 83 del 23 aprile 2020.

Nessun ribaltone rispetto agli anni passati per quanto riguarda i dati territoriali, che anche quest’anno confermano la presenza di un’Italia a 2 velocità che vede, da un lato, la Lombardia alla guida della classifica dei redditi medi più alti (25.670 Euro), seguita dalla Provincia Autonoma di Bolzano (24.760 Euro) e, all’estremo opposto la Regione Calabria, dove il reddito medio si attesta a 15.430 Euro.

Imposta netta

L’Imposta netta totale dichiarata è pari a 164,2 miliardi di Euro, (+4,3% rispetto all’anno precedente).

Al netto degli effetti del c.d. “Bonus 80 Euro”, l’Imposta netta Irpef risulta pari in media a 5.270 Euro e viene dichiarata da circa 31,2 milioni di soggetti, pari a circa il 75% del totale dei contribuenti. Oltre 10,2 milioni di soggetti hanno un’Imposta netta pari a zero.

Analisi per classi di reddito

Analizzando i contribuenti per fasce di reddito complessivo si osserva che il 44% dei contribuenti, che dichiara il 4% dell’Irpef totale, si colloca nella classe fino a 15.000 Euro; in quella tra i 15.000 e i 50.000 Euro si posiziona il 50% dei contribuenti, che dichiara il 56% dell’Irpef totale, mentre solo circa il 6% dei contribuenti dichiara più di 50.000 Euro, versando il 40% dell’Irpef totale.

Addizionale regionale e comunale

L’Addizionale regionale Irpef ammonta nel 2018 a circa 12,3 miliardi di Euro (+3,1% rispetto al 2017). L’Addizionale regionale media è pari a 420 Euro. Il valore più alto si registra nel Lazio (620 Euro), il valore più basso si rileva in Basilicata e in Sardegna (280 Euro).

L’Addizionale comunale ammonta invece complessivamente a 5,0 miliardi di Euro, in aumento del 3,6% rispetto al 2017, con un importo medio pari a 190 Euro, che varia dal valore massimo di 250 Euro nel Lazio, al valore minimo di 70 Euro nella Provincia autonoma di Bolzano.

Dichiarazioni Iva

Sono circa 4,7 milioni i contribuenti che hanno presentato la Dichiarazione Iva per l’anno d’imposta 2018, in calo rispetto all’anno precedente (-1,7%), a causa principalmente della mancata presentazione della Dichiarazione da parte dei soggetti che hanno aderito al regime forfetario. Le operazioni imponibili dichiarate per l’anno d’imposta 2018 sono pari a 2.101 miliardi di Euro (-0,1% rispetto al 2017), mentre il volume d’affari dichiarato ha raggiunto i 3.515 miliardi di Euro, aumentando del 2,9%. Il divergente andamento è dovuto all’incremento della componente non imponibile del volume d’affari, particolarmente robusto nelle operazioni verso l’estero, segnatamente quelle intracomunitarie (+5,2%) e quelle non soggette all’Imposta ai sensi degli artt. da 7 a 7-septies del Dpr n. 633/72 (+5,8%). Anche le operazioni con applicazione del “reverse charge” crescono del 3,8%, nonostante la diminuzione di quelle relative al Comparto edilizio. Per l’anno d’imposta 2018, l’Iva di competenza è risultata pari a 106,8 miliardi di Euro, con una base imponibile pari a 703,9 miliardi di Euro. Questi dati non sono direttamente confrontabili con quelli dell’anno precedente, reperibili nelle Tabelle presenti sul sito del Dipartimento delle Finanze, in quanto il procedimento di calcolo delle variabili di cui sopra è stato oggetto di revisione metodologica, resa necessaria dalle profonde modifiche del funzionamento dell’Iva intervenute negli ultimi anni in riferimento all’estensione del regime di “reverse charge” e dello “split payment”. Nell’analisi dei dati, per un confronto omogeneo, i valori del 2017 sono stati ricalcolati utilizzando la nuova metodologia: in questa maniera, nel 2018 si evidenzia un aumento dell’Iva di competenza di circa il 7,3%, attribuibile principalmente alle Società di capitali (+8,9%); analizzando i principali Settori di attività economica, quelli che mostrano un aumento più evidente sono il Settore dell’alloggio e ristorazione e il Settore manifatturiero.

Il “Totale Iva a credito” passa dai 48,8 miliardi di Euro del 2017 ai 49,2 miliardi di Euro del 2018, con un incremento dello 0,82%. Si ritiene che la modesta dimensione dell’incremento possa essere collegata all’introduzione, nella determinazione del credito Iva emergente dalla Dichiarazione annuale, del vincolo in base al quale esso va calcolato considerando esclusivamente i versamenti effettuati.


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