Dossier a cura di Centro Studi Enti Locali
Solo tre dipendenti su dieci, tra quelli impiegati nelle regioni, i comuni e le province italiane ha conseguito una laurea, almeno triennale. Il 46% è in possesso di un diploma mentre il 19% si è fermato alla scuola dell’obbligo. Sono alcuni dei numeri emersi da una elaborazione di Centro Studi Enti Locali, basata su dati della Ragioneria generale dello Stato, dalla quale si evince quale sia il grado di istruzione medio dei dipendenti pubblici italiani.
Il personale degli enti locali italiani è stato per decenni oggetto di una lenta ma costante erosione, alimentata da politiche di contenimento della spesa e stop al turn over. Recentemente, anche sulla spinta della accresciuta necessità di avere dipendenti in numero e con competenze sufficienti, per attuare in chiave locale gli impegni assunti con l’Europa da qui al 2026, queste politiche sono state abbandonate, lasciando spazio ad una stagione di apertura verso le nuove assunzioni. Molti i vincoli abbattuti e numerose le “scorciatoie”, sia normative che strumentali (come il neonato portale per il reclutamento InPA), che sono state studiate per accorciare i tempi necessari per rimpinguare le fila dei dipendenti comunali itali con nuove e qualificate risorse.
Misure sensatissime che però si sono scontrate con una realtà inedita per il paese. Le cronache raccontano di un numero sempre maggiore di concorsi pubblici che finiscono per avere candidati idonei inferiori al numero di posti messi a bando o di vincitori che rinunciano al posto preferendovi altre opzioni, più remunerative o con maggiori possibilità di crescita professionale.
Con l’auspicio che si individuino presto formule per rendere più attraente la carriera nel pubblico per i giovani talenti del Paese, è utile capire quale sia l’attuale grado di istruzione medio dei dipendenti pubblici italiani che, di fatto, hanno in mano la responsabilità di portare a compimento opere e progetti per un valore di circa 40 miliardi nell’immediato futuro.
Gli ultimi dati disponibili, derivanti da quanto dichiarato dagli enti stessi, in sede di conto annuale del personale (riferito al 2020), ed elaborati da Centro Studi Enti Locali, hanno messo in evidenza come solo il 43% dei dipendenti pubblici italiani sia in possesso almeno di una laurea triennale contro un 57% persone che non sono andate oltre alla licenza media superiore. Una percentuale, quella dei laureati, che si abbassa ulteriormente se si guarda ai soli dipendenti uomini che sono in possesso di una laurea almeno triennale solo nel 35% dei casi contro il 48% delle colleghe donne.

Nello specifico, il 15% dei dipendenti pubblici italiani (494.464) ha completato soltanto la scuola dell’obbligo, il 42% è in possesso di un diploma (1.365.153), il 6% ha conseguito una laurea breve (200.657), il 32% ha una laurea specialistica/magistrale o a ciclo unico (1.041.344), il 4% ha una specializzazione post-laurea o un dottorato di ricerca (113.718) e l’1% (25.442) ha conseguito altri titoli post-laurea.
Il comparto funzioni locali, che comprende appunto regioni, province, comuni e città metropolitane, è quello con la più alta fetta di personale che ha come titolo di studio più alto quella della licenza media inferiore (19%). Seguono il comparto sanità (18%), il personale in regime di diritto pubblico (17%), il comparto autonomo o fuori comparto (16%), le amministrazioni centrali (14%) e il comparto istruzione e ricerca (12%).

Anche per quanto riguarda il numero di diplomati, gli enti territoriali si collocano sopra la media della pubblica amministrazione nel suo insieme, con un numero di dipendenti alle proprie dipendenze che non hanno titoli superiori alla licenza media superiore pari al 50%. La percentuale è più alta solo tra il personale in regime di diritto pubblico (57%) mentre è al di sotto per tutti gli altri comparti: 46% in quello funzioni centrali, 45% nel comparto autonomo o fuori comparto, 36% tra chi lavora nel mondo della scuola e della ricerca e 34% in quello della sanità.

Quanto ai dati su coloro che hanno conseguito una laurea breve questi sono globalmente il 6% tra i dipendenti pubblici ma la percentuale varia significativamente all’interno dei vari comparti: quasi assenti nel comparto istruzione e ricerca, 3% negli enti locali, 4% nelle amministrazioni centrali e ben 19% nel comparto sanitario. La percentuale più alta di impiegati in possesso di una laurea specialistica, magistrale o a ciclo unico si registra nel comparto istruzione e ricerca (51%), contro una media del 32% superata anche nel comparto funzioni centrali (35%) ma non raggiunta invece negli altri che sono fermi a quota 26% nel caso delle funzioni locali, 16% per la sanità, 31% nel comparto autonomo o fuori comparto e 14% tra il personale in regime di diritto pubblico.

I più specializzati in assoluto, tra i dipendenti pubblici italiani, sono quelli del comparto sanità: dove il 12 % del personale vanta specializzazioni post-laurea e dottorati (contro l’1% del comparto funzioni locali) e l’1% altri titoli post laurea (percentuale analoga a quella degli enti territoriali).


Con l’andare del tempo però la percentuale di personale specializzato che entra a far parte degli enti sembra destinato a crescere. Nell’arco del decennio 2010-2020, comuni, province e regioni italiane sono passati dall’avere 588.600 dipendenti (di cui 524mila a tempo pieno, 21mila con part time inferiore al 50% e 43mila con part time superiore al 50%) ad averne 490.300, di cui 414mila a tempo pieno, 18mila con part time inferiore al 50% e 59mila con part time superiore al 50%.
Il livello di istruzione medio si è però progressivamente alzato: i non laureati sono passati, in queste amministrazioni, dal 78% del 2010 al 68% del 2020. Il numero di impiegati fermi alla scuola dell’obbligo è calato del 6% in generale e dell’8% nel comparto funzioni locali e quello dei diplomati dell’1% negli enti locali contro il -3% complessivo. Parallelamente è cresciuto del 2% il numero dei dipendenti del comparto funzioni locali in possesso di laurea breve, del 7% il numero di quelli con laurea magistrale e dell’1% la quota del personale in possesso di titoli post laurea.
CONFRONTO 2010-2020
| Comparto | FINO ALLA SCUOLA DELL’OBBLIGO | LICENZA MEDIA SUPERIORE | LAUREA BREVE | LAUREA | POST LAUREA/PHD | ALTRI TIT. POST LAUREA |
| Totale | -6% | -3% | 3% | 5% | 1% | 0% |
| FUNZIONI CENTRALI | -7% | -5% | 2% | 10% | 0% | 0% |
| FUNZIONI LOCALI | -8% | -1% | 2% | 7% | 1% | 0% |
| ISTRUZIONE E RICERCA | -2% | -3% | 0% | 4% | 0% | 0% |
| SANITA’ | -5% | -9% | 10% | 2% | 2% | 0% |
| COMPARTO AUTONOMO O FUORI COMPARTO | 4% | -3% | 1% | -4% | 2% | 1% |
| PERSONALE IN REGIME DI DIRITTO PUBBLICO | -12% | 7% | 5% | -2% | 0% | 2% |
| Comparto | FINO ALLA SCUOLA DELL’OBBLIGO | LICENZA MEDIA SUPERIORE | LAUREA BREVE | LAUREA | POST LAUREA/PHD | ALTRI TIT. POST LAUREA |
| Totale | -209.709 | -123.812 | 102.934 | 126.684 | 18.645 | 10.722 |