Diritti di rogito: vanno tenute distinte le posizioni del Segretario in convenzione tra due Comuni

Diritti di rogito: vanno tenute distinte le posizioni del Segretario in convenzione tra due Comuni

Nella Delibera n. 393 del 24 settembre 2015 della Corte dei conti Toscana, la richiesta di parere in esame ha ad oggetto l’attribuibilità dei diritti di rogito al Segretario comunale titolare dell’ufficio in convenzione tra due Comuni, di cui uno soltanto dotato di posizione dirigenziale, alla luce delle modifiche introdotte dall’art. 10, comma 2-bis del Dl. n. 90/14, convertito con modificazioni dalla Legge n. 114/14. La Sezione osserva che tale norma, abrogando il previgente art. 41, comma 4, della Legge n. 312/80, ha stabilito il principio della integrale spettanza dei diritti di rogito a Comuni e Province, concependo l’erogazione di una parte di tali diritti in favore dei Segretari comunali come un’eccezione alla disciplina generale; eccezione basata sul duplice presupposto della non esistenza di una posizione dirigenziale presso l’ente in cui il Segretario presta servizio e del non possesso, da parte del Segretario stesso, della qualifica dirigenziale. L’anzidetta deroga rispetto al principio generale della non debenza dei diritti di rogito ai Segretari comunali trova giustificazione nella volontà di contemperare l’esigenza di maggiori entrate degli Enti Locali con una finalità perequativa, a tutela delle sole situazioni retributive meno vantaggiose. In base a tali considerazioni, la corresponsione dei diritti di rogito compete esclusivamente ai Segretari di Comuni di piccole dimensioni collocati in fascia C, e non spetta invece ai Segretari che godono di equiparazione alla dirigenza, sia tale equiparazione assicurata dalla appartenenza alle fasce A e B, sia essa effetto del “galleggiamento” ai sensi dell’art. 41, comma 5 del Ccnl di categoria, nei Comuni di maggiori dimensioni. In base a quanto sopra esposto, benché il caso di specie, segretario comunale in convenzione tra due enti, di cui uno dotato e l’altro sprovvisto di posizione dirigenziale, non trovi esplicita soluzione nella disposizione in parola, la Sezione ritiene che la ratio perequativa della norma, consenta di tenere distinte le posizioni del Segretario nei confronti dei singoli Enti Locali di appartenenza. Dunque, laddove il Segretario sia collocato in fascia C, il Comune sprovvisto di posizione dirigenziale dovrà corrispondergli i diritti di rogito, nei limiti previsti dalla legge. E’ di tutta evidenza che, ove invece il Segretario cmunale sia un dirigente, non potrà essergli corrisposto il diritto in questione, neppure nel Comune di più piccole dimensioni.


Related Articles

Cassa DD.PP.: le istruzioni per aderire alla rinegoziazione dei mutui contratti da Province e Città metropolitane       

Cassa Depositi e Prestiti ha diffuso sul proprio sito istituzionale la Circolare n. 1286 del 13 aprile 2016, recante le

Iva: si applica il “reverse charge” nei rapporti tra Ditta appaltatrice e Ditta collaboratrice nell’ambito di un contratto continuativo di cooperazione

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’Istanza di Interpello n. 104 del 14 aprile 2020, ha fornito chiarimenti in ordine

Riduzione Società e partecipazioni societarie: per la Consulta le norme introdotte dalla “Legge di stabilità 2015” sono legittime

Una Regione ha impugnato le disposizioni previste dall’art. 1, commi 611 e 612, della Legge n. 190/14 per contrasto con