Disciplina dei rifiuti: la competenza è statale, le Regioni possono solo innalzare i livelli tutela previsti

Disciplina dei rifiuti: la competenza è statale, le Regioni possono solo innalzare i livelli tutela previsti

 

Nella Sentenza n. 149 del 14 luglio 2015 della Corte Costituzionale, i Giudici osservano che la disciplina dei rifiuti si colloca nell’ambito della tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, di competenza esclusiva statale ai sensi dell’art. 117, comma 2, lett. s), della Costituzione, anche se interferisce con altri interessi e competenze, di modo che deve intendersi riservato allo Stato il potere di fissare livelli di tutela uniforme sull’intero territorio nazionale, restando ferma la competenza delle Regioni alla cura di interessi funzionalmente collegati con quelli propriamente ambientali.

Dunque, non può riconoscersi una competenza regionale in materia di tutela dell’ambiente, anche se le Regioni possono stabilire per il raggiungimento dei fini propri delle loro competenze livelli di tutela più elevati, pur sempre nel rispetto della normativa statale di tutela dell’ambiente. Le Regioni sono pertanto legittimate ad intervenire in tale ambito solo a condizione che perseguano finalità proprie attinenti a competenze regionali e, comunque, garantendo livelli di tutela dell’ambiente più elevati di quelli previsti dalla legislazione statale. Quindi, è costituzionalmente illegittimo l’art. 5 della Lr. n. 21/14, il quale consentendo per un maggiore periodo di tempo una modalità di smaltimento dei rifiuti deteriore per l’ambiente e l’eco-sistema, compromette i livelli di tutela previsti dalla Legge statale, così da palesare la violazione dell’art. 117, comma 2, lett. s), della Costituzione.

Corte Costituzionale – Sentenza n. 149 del 14 luglio 2015


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