(Adnkronos) – Domani Lavoro è la fiera che cambia il modo di cercare opportunità lavorative, il punto di incontro ideale tra aziende e candidati. La prossima manifestazione, in programma dal 5 al 7 novembre al Brixia Forum, nasce dal successo della seconda edizione che ha generato numeri che sottolineano l’importanza e il potenziale nella partecipazione come espositore. Adnkronos/Labitalia ha intervistato Mauro Grandi, ceo di Seven Events, organizzatore di Domani Lavoro.
Brescia e la sua provincia stanno vivendo una situazione quasi paradossale: le opportunità di lavoro ci sono, ma in molti settori mancano le persone. Con un tasso di disoccupazione così basso, quanto è cambiata la missione di Domani Lavoro rispetto alle prime edizioni della fiera?
La missione di Domani Lavoro si è naturalmente evoluta per rispondere a un mercato del lavoro dinamico e in salute. Nelle prime edizioni l’obiettivo principale era facilitare l’incontro per sostenere l’occupazione. Oggi, grazie a un tasso di disoccupazione stabilmente basso attorno al 2,9%, la sfida principale delle nostre aziende è diventata l’attrazione e la valorizzazione dei talenti. La fiera non è più solo uno spazio di incontro tra domanda e offerta, ma un laboratorio strategico dove le imprese possono mostrare la qualità dei loro ambienti di lavoro e i propri piani di crescita.
Avete parlato della necessità di rendere Brescia più attrattiva anche verso l’esterno. Quanto è importante oggi, per il tessuto produttivo bresciano e per le comunità montane del territorio, riuscire ad attirare lavoratori e famiglie anche da altre regioni italiane?
Aprire il nostro territorio a professionisti e famiglie da altre regioni è una grande opportunità di arricchimento reciproco. Il tessuto produttivo bresciano esprime una vivacità straordinaria che merita di essere supportata anche attraverso un’apertura demografica. Questo tema penso sia caro anche alle nostre comunità montane, dove accogliere nuove famiglie non significa soltanto rispondere a un’esigenza professionale delle imprese locali, ma anche sostenere la vitalità dei borghi, mantenere vivi i servizi essenziali e valorizzare un patrimonio territoriale di inestimabile valore.
Nel vostro appello coinvolgete direttamente Comuni, Provincia, comunità montane e associazioni di categoria. Che ruolo dovrebbero avere le istituzioni locali nel costruire un ‘Sistema Brescia’ capace non solo di trovare personale alle aziende, ma anche di accogliere chi arriva da fuori?
Le istituzioni e le associazioni di categoria rappresentano per noi i partner fondamentali con cui ci piacerebbe dare vita, in futuro, a una strategia di accoglienza integrata. Siamo assolutamente consapevoli che non si tratta di un percorso facile da realizzare, ma il ‘Sistema Brescia’ può dimostrarsi davvero virtuoso se unisce le forze. Comuni, Provincia, comunità montane e associazioni economiche potrebbero svolgere un ruolo insostituibile nel fare un vero marketing territoriale, capace di raccontare e valorizzare tutti i servizi che il nostro territorio già offre. L’obiettivo che speriamo di condividere, andando oltre la semplice intermediazione tra domanda e offerta, è proprio quello di sviluppare insieme un modello di accoglienza condiviso, capace di comunicare le nostre eccellenze e facilitare l’inserimento nel tessuto sociale delle persone che scelgono la nostra provincia per il proprio percorso di vita.
Uno dei temi emersi con più forza riguarda il welfare territoriale e l’abitare. Oggi per convincere un lavoratore a scegliere Brescia – o a trasferirsi qui da un’altra regione – basta ancora lo stipendio oppure servono servizi, casa, mobilità e qualità della vita?
La stabilità economica resta centrale, ma oggi la scelta del posto di lavoro è sempre più legata alla qualità complessiva della vita. I collaboratori, in particolare le nuove generazioni, guardano con grande attenzione al welfare territoriale. Elementi come la disponibilità di soluzioni abitative sostenibili, la qualità dei servizi all’infanzia, l’efficienza della mobilità e la conciliazione tra vita privata e lavorativa sono fattori decisivi. Brescia possiede già eccellenti standard, e la sfida futura sarà quella di continuare a investire insieme su questi servizi per rimanere pienamente competitivi.
Quali sono oggi i settori che, tra Brescia città, provincia e aree montane, stanno soffrendo maggiormente la carenza di personale? E quali figure professionali le aziende cercano con più urgenza?
La richiesta di competenze è diffusa e tocca diversi comparti chiave della nostra economia locale. Pur in un contesto di generale crescita, alcuni settori avvertono in modo più immediato la necessità di nuove figure. Nel manifatturiero e nella metalmeccanica si ricercano costantemente profili tecnici specializzati, dai tecnici di produzione fino alle figure ingegneristiche, mentre nel turismo e nell’ospitalità, soprattutto nelle aree montane e lacustri, si avverte il bisogno di figure dedicate all’accoglienza, alla ristorazione e ai servizi turistici. Anche la sanità e i servizi alla persona rappresentano un settore fondamentale che richiede un continuo inserimento di professionisti sanitari e assistenziali, così come nel comparto dell’innovazione e del digitale cresce costantemente la richiesta di profili in grado di accompagnare le imprese verso la transizione digitale ed ecologica.
Cosa dobbiamo aspettarci dalla terza edizione di Domani Lavoro? Quante aziende parteciperanno, quali novità avete previsto per Domani Lavoro?
La terza edizione consolida il ruolo di Domani Lavoro come punto di riferimento per il dialogo sul futuro dell’occupazione. La manifestazione vedrà una forte presenza di aziende e istituzioni e offrirà piattaforme di Digital Matching ottimizzate per colloqui mirati allo stand, momento in cui scocca la prima scintilla tra talento e impresa. Accanto agli appuntamenti formativi, l’evento proporrà specifici incontri dedicati al welfare e alle politiche abitative. La novità assoluta sarà però Domani Lavoro Inside, un percorso nato per dare continuità al primo contatto in fiera. Le aziende potranno invitare i candidati più promettenti a un secondo incontro collettivo ed esperienziale direttamente in sede, accogliendo un gruppo selezionato di massimo venti persone. Questo format permette di validare sul campo le soft skills e l’attitudine al team working in un contesto dinamico. Al contempo, permette ai partecipanti di conoscere i futuri colleghi e la cultura aziendale, creando una connessione profonda che trasforma la candidatura in appartenenza e garantisce alle imprese un forte vantaggio competitivo nella ricerca dei talenti.
(di Sabrina Rosci)




