Durc: non sono consentite regolarizzazioni postume della posizione previdenziale

Durc: non sono consentite regolarizzazioni postume della posizione previdenziale

Nella Sentenza n. 5 del 28 febbraio 2016 del Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, i Giudici rilevano che anche dopo l’entrata in vigore dell’art. 31, comma 8, del Dl. n. 69/13, convertito con modificazioni dalla Legge n. 98/13, non sono consentite regolarizzazioni postume della posizione previdenziale, dovendo l’Impresa essere in regola con l’assolvimento degli obblighi previdenziali ed assistenziali fin dalla presentazione dell’offerta e conservare tale stato per tutta la durata della procedura di aggiudicazione e del rapporto con la stazione appaltante, restando quindi irrilevante un eventuale adempimento tardivo dell’obbligazione contributiva. L’istituto dell’invito alla regolarizzazione (il cd. “preavviso di Durc negativo”), già previsto dall’art. 7, comma 3, del Dm. 24 ottobre 2007 e ora recepito a livello legislativo dall’art. 31, comma 8, del Dl. n. 69/13, può operare solo nei rapporti tra Impresa ed Ente previdenziale, ossia con riferimento al Durc chiesto dall’Impresa e non anche al Durc richiesto dalla stazione appaltante per la verifica della veridicità dell’autodichiarazione resa ai sensi dell’art. 38, comma 1, lett. i), ai fini della partecipazione alla gara d’appalto.

Consiglio di Stato – Sentenza n. 5 del 28 febbraio 2016


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