Edilizia e risanamento dissesto idrogeologico: le proposte Anci sul Programma “Casa Italia”

Edilizia e risanamento dissesto idrogeologico: le proposte Anci sul Programma “Casa Italia”

Si è svolta ieri mattina, 6 settembre 2016, la prima riunione relativa al Programma “Casa Italia”, avviato dal Governo in seguito al terremoto che il 24 agosto scorso ha colpito duramente oltre 15 Comuni laziali, umbri, abruzzesi e marchigiani.

Con il Comunicato diramato nella stessa giornata del 6 settembre 2016, l’Anci ha riferito le istanze portate all’attenzione dell’Esecutivo dal proprio Presidente, Piero Fassino.

Le principali richieste hanno riguardato i seguenti punti:

  • possibilità per i Comuni di “scomputare le risorse per la messa in sicurezza del patrimonio edilizio pubblico dai saldi di bilancio”;
  • adeguamento antisismico sugli immobili pubblici e privati;
  • risanamento del dissesto idrogeologico locale;
  • sostegno alle strutture tecnico-amministrative dei Comuni;
  • semplificazioni normative;
  • banche-dati sulle caratteristiche degli immobili;
  • finanziamento stabile per la riqualificazione delle periferie.

Chiediamo di poter assumere il personale necessario – ha detto Fassino – con le deroghe ai blocchi delle assunzioni. Abbiamo poi proposto una semplificazione delle procedure amministrative per la messa in sicurezza degli edifici, che spesso sono burocraticamente lunghe e farraginose, e questo cozza con la necessità di fare in modo che interventi siano tempestivi. Infine abbiamo posto il tema di una banca-dati aggiornata di carattere nazionale sugli interventi fatti e che via via si attiveranno, per un lavoro di monitoraggio, l’Anci è disposta insieme a Governo e Regioni alla sua realizzazione”.

L’Anci ha messo l’accento sulla necessità di prevedere strumenti di aggregazione e omogeneizzazione degli interventi, da concepire per ambiti territoriali, al cui interno definire priorità su scala locale.


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