Elezioni amministrative ed europee del 25 maggio 2014: emanata una Circolare della Finanza locale sulle spese elettorali

La Direzione centrale per la Finanza locale presso il Ministero dell’Interno, in considerazione del fatto che gli oneri derivanti dai numerosi adempimenti cui sono tenuti i Comuni e le Prefetture in occasione delle Elezioni europee e amministrative del prossimo 25 maggio sono posti a carico di diverse Amministrazioni in base alle loro specifiche competenze, ha emanato la Circolare Fl. n. 6 del 30 aprile 2014, con la quale ha impartito le necessarie istruzioni allo scopo di agevolare l’espletamento dei Servizi elettorali e di garantire il regolare e tempestivo pagamento delle relative spese organizzative.

Riportiamo di seguito i principali contenuti di tale Nota, che interessa direttamente i Comuni.

Finanziamento

La Direzione ha ricordato in primo luogo cheè in fase di perfezionamento l’assegnazione sul “capitolo 1310 -PG 3” dello stato di previsione della spesa del Ministero dell’Interno per il corrente anno 2014il finanziamento delle consultazioni in oggetto. Tra le spese comprese: il trattamento economico dei componenti dei seggi elettorali, la retribuzione del lavoro straordinario del personale comunale, l’allestimento dei seggi, la provvista di eventuali stampati non forniti direttamente dallo Stato, la disciplina della propaganda elettorale, i trasporti e le spese degli Uffici.

La Direzione ha sottolineato, a questo proposito, l’importante novità introdotta dall’art. 1, comma 400, lett. b), della Leggen. 147/13 (“Legge di stabilità 2014”), secondo cui l’importo massimo delle spese da rimborsare a ciascun Comune – fatta eccezione per il trattamento economico dei componenti di seggio – sia “stabilito con Decreto del Ministro dell’Interno nei limiti delle assegnazioni di bilancio, secondo distinti parametri per Sezione elettorale e per elettore calcolati, rispettivamente, nella misura de 40% e del 60%, sul totale da ripartire, con la maggiorazione del 40% per i Comuni fino a 3 Sezioni elettorali. Le assegnazioni, così disposte, sono vincolanti e non potranno, in nessun caso, essere soggette ad integrazioni”.

In attesa di conoscere le esatte somme assegnate, la Direzione centrale ha invitato gli Enti a contenere il piú possibile le spese, in quanto le eventuali spese eccedenti le predette assegnazioni resteranno a carico dei Comuni stessi.

Spese dei Comuni rimborsabili dallo Stato

I Comuni sono tenuti ad anticipare le spese per il trattamento economico dei componenti di seggio e le altre spese relative agli adempimenti di propria spettanza. Fanno eccezione quelle facenti carico direttamente alle Amministrazioni statali interessate per il funzionamento dei propri Uffici.

Ai Comuni dovranno dunque essere rimborsate dallo Stato le seguenti spese, se ed in quanto legittimamente assunte:

– Spese per le competenze corrisposte ai componenti dei seggi elettorali

Ai componenti degli Uffici elettorali di Sezione (n. 1 Presidente, n. 4 Scrutatori e n. 1 Segretario) spettano i compensi di cui all’art. 1 della Legge n. 70/80:

 

Seggi ordinari
In caso di sola Elezione del Parlamento europeo
Presidenti di seggio €   120,00
Scrutatori e Segretari €     96,00
In caso di Elezione del Parlamento europeo abbinata a Elezioni regionali o comunali
Presidenti di seggio €   157,00
Scrutatori e Segretari €   121,00
In caso di Elezione del Parlamento europeo abbinata a Elezioni regionali o comunali o a Elezioni comunali e circoscrizionali
Presidenti di seggio €   194,00
Scrutatori e Segretari €   146,00
In caso di Elezione del Parlamento europeo abbinata ad Elezioni regionali, comunali e circoscrizionali
Presidenti di seggio €   231,00
Scrutatori e Segretari €   171,00
Seggi speciali
Presidenti di seggio €     72,00
Scrutatori €     49,00

 

Tali spese dovranno essere corrisposte dai Comuni senza operare alcuna ritenuta di acconto in quanto, a norma dell’art. 9, comma 2, della Legge n. 53/90, gli onorari spettanti ai componenti degli Uffici elettorali costituiscono rimborso spese fisso forfettario non assoggettabile a ritenute o imposte e non concorrono alla formazione della base imponibile del percettore ai fini fiscali.

Ai soli Presidenti di seggio spetta anche il trattamento di missione, se dovuto, ai sensi dell’art. 4 della Legge n. 70/80, in misura pari a quella spettante ai Dirigenti statali.

– Spese per la retribuzione di prestazioni straordinarie

Il periodo in cui è ammesso lavoro straordinario inizia il 31 marzo 2014 e termina il 30 maggio 2014. Dette spese saranno rimborsate al lordo, sia dell’Irpef che dei contributi assistenziali, previdenziali e sugli infortuni.

La Circolare n. 6 ricorda che l’art. 15 del Dl. n. 8/93, convertito dalla Legge n. 68/93, cosí come modificato dal comma 400, lett. d), dell’art. 1 della “Legge di stabilità 2014”, ha fissato il monte ore individuale mensile per le esigenze lavorative connesse con le consultazioni entro il limite medio di spesa di 40 ore mensili per persona fino ad un massimo individuale di 60 ore mensili e ha disposto che la necessaria determina autorizzativa all’effettuazione delle ore straordinarie per il personale stabilmente addetto agli Uffici elettorali, nonché per quello che si intende assegnarvi quale supporto provvisorio, debba essere adottata preventivamente, pena l’inibizione del pagamento dei compensi.

Questa disposizione deve essere inoltre coordinata con le norme in materia di organizzazione dell’orario di lavoro contenute nel Dlgs. n. 66/03: “nella determinazione autorizzativa debbono essere indicati i nominativi del personale previsto e, a fianco di ciascun nominativo, il numero di ore di lavoro straordinario da effettuare e le funzioni da assolvere”.

Per quanto riguarda la liquidazione delle prestazioni straordinarie rese dal personale degli Enti Locali, la Circolare rimanda a quanto disciplinato dall’art. 14 del Ccnl. 1998-2001, come integrato dagli artt. 38 e 39 del successivo Ccnl. 14 settembre 2000 e dall’art. 16 del Ccnl. del 5 ottobre 2001.

A questo proposito, segnaliamo che, con il Comunicato 29 aprile 2014, l’Anci ha dato notizia della “apertura” dell’Aran rispetto alla possibilità – nel caso in cui i Comuni abbiano già utilizzato, del tutto o in parte, le risorse destinate al finanziamento del lavoro straordinario per il 2014, o in caso di assoluta incapienza delle stesse – di procedere eccezionalmente all’integrazione delle risorse in questione con risorse proprie, al fine di compensare le ore di lavoro straordinario che non trovino copertura nei fondi già stanziati o con riposi compensativi.

Ricordiamo che, in un primo momento, l’Agenzia aveva escluso questa possibilità, destando (stando a quanto ricostruito dall’Anci nella Nota 24 aprile 2014) forte preoccupazione tra i Comuni di piú piccole dimensioni nei quali sarebbe stato a rischio il corretto svolgimento delle consultazioni.

L’Anci, raccogliendo le preoccupazioni espresse da numerosi Comuni, ha segnalato come questa interpretazione abbia paventato, soprattutto negli Enti di minori dimensioni demografiche, con una ridottissima capienza nel Fondo destinato al lavoro straordinario, l’impossibilità di assicurare la piena funzionalità dei servizi elettorali.

L’Aran, prendendo atto delle difficoltà rappresentate, e considerando la necessità di garantire il regolare svolgimento delle consultazioni elettorali, ha affermato che nell’ipotesi di Comuni che abbiano già utilizzato in tutto o in parte, le risorse destinate al finanziamento del lavoro straordinario per il 2014, o nel caso di assoluta incapienza delle stesse, sarà possibile – sul presupposto delle suddette motivazioni – procedere eccezionalmente all’integrazione delle risorse in questione con risorse proprie, al fine di compensare le ore di lavoro straordinario che non trovino copertura nei fondi già stanziati o con riposi compensativi.

–          Spese per assunzione di personale a tempo determinato

Per particolari esigenze, è possibile stipulare contratti individuali per l’assunzione di personale a tempo determinato, non soggetto al vincolo assunzionale di cui all’art. 9, comma 28, del Dl. n. 78/10, per il periodo intercorrente tra il 55esimo giorno antecedente alla consultazione e il quinto giorno successivo alla stessa. Il divieto di cui ai commi 4 e 7 dell’art. 76 del Dl. n. 112/08, convertito con modificazioni dalla Legge n. 133/08, non si applica alle assunzioni a tempo determinato per la sola quota coperta da finanziamenti statali. Pertanto, si può procedere all’assunzione di personale a tempo determinato solo per gli adempimenti riconducibili alle Elezioni europee.

–            Spese relative agli stampati non forniti direttamente dallo Stato

–            Spese per il trasporto del materiale di arredamento delle singole Sezioni elettorali dai locali di deposito ai seggi e viceversa,per il montaggio e lo smontaggio delle cabine

–            Spese per collegamenti telefonici

–            Spese per la propaganda elettorale

–            Spese postali

Sono rimborsabili quelle anticipate dai Comuni per la revisione straordinaria delle liste elettorali, per la spedizione delle tessere elettorali ad altri Sindaci, per l’invio delle cartoline con cui si avvisano gli elettori residenti all’estero della data della consultazione, per l’invio dei telegrammi spediti dai Sindaci, dai Presidenti delle Commissioni elettorali circondariali e dai Presidenti dei seggi elettorali;

Spese ulteriori

Non precedentemente indicate ma legittimamente assunte e ritenute indispensabili per l’organizzazione e l’attuazione delle Elezioni.

Anticipazioni ai Comuni

Ai Comuni verranno corrisposti degli accontidefiniti “congrui sulla base degli importi a ciascuno assegnati”.

Rendiconti dei Comuni

I Comuni, appena ultimati i pagamenti, dovranno redigere il rendiconto ed inviarlo alle Prefetture con la massima sollecitudine ed in ogni caso entro il termine perentorio di 4 mesi dalla data delle consultazioni (25 settembre 2014), pena la decadenza dal diritto al rimborso (come sancito dal Dl. n. 8/93, convertito con modificazioni, dalla Legge n. 68/93).

I rendiconti dovranno essere sottoscritti dal Responsabile del Servizio ed essere corredati:

–        di copia degli atti di liquidazione delle spese;

–        dei mandati di pagamento originali, con le quietanze dei percipienti;

–        delle fatture analitiche concernenti forniture e trasporti vari o stampa di manifesti non forniti direttamente dallo Stato;

–        copia dei contratti stipulati per le varie forniture o prestazioni;

–        dei prospetti di liquidazione delle competenze corrisposte ai componenti dei seggi elettorali e relative documentate tabelle per i trattamenti di missione. La liquidazione di tali competenze dovrà comunque essere effettuata in base alle istruzioni che saranno fornite;

–        dell’eventuale ulteriore documentazione che gli Uffici in indirizzo vorranno richiedere per accertare, caso per caso, l’ammissibilità a rimborso delle spese dei Comuni.

I rendiconti dei Comuni saranno esaminati dalle Prefetture, che accerteranno la legalità delle singole spese e la loro regolarità formale e sostanziale, escludendo dal rimborso le spese non ammesse. La Prefettura emanerà apposito Decreto di rimborso, con l’esclusione delle spese non ammissibili. Il Comune ha la facoltà di ricorrere, avverso tale Decreto e nel termine di 60 giorni, al Tar competente, oppure entro 120 giorni con ricorso straordinario al Capo dello Stato.

L’emissione infine di un ordinativo a saldo delle spese sostenute da ciascun Comune terrà conto delle anticipazioni effettuate e, se del caso, sarà recuperata la maggiore somma eventualmente anticipata.

Ballottaggi    

In caso di ballottaggio, a differenza delle consultazioni passate, gli oneri aggiuntivi resteranno a carico dei Comuni. Il citato comma 400, lett. c), della “Legge di stabilità 2014” ha infatti abrogato l’art. 5 della Legge n. 62/02, che prevedeva appunto che tali spese fossero a carico della finanza pubblica.


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