“Enti del Terzo Settore”: una Circolare del Ministero del Lavoro che disciplina degli adeguamenti statutari da adottare entro il 3 agosto 2019

“Enti del Terzo Settore”: una Circolare del Ministero del Lavoro che disciplina degli adeguamenti statutari da adottare entro il 3 agosto 2019

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con la Circolare n. 20 del 27 dicembre 2018, ha fornito chiarimenti in merito alla disciplina degli adeguamenti degli Statuti da parte delle Organizzazioni di volontariato, Associazioni di promozione sociale ed Onlus, iscritte nei relativi Registri attualmente previsti dalle normative di Settore.

Ricordiamo che con il Dlgs. n. 105 del 3 agosto 2018, pubblicato sulla G.U. n. 210 del 20 settembre 2018 sono state introdotte disposizioni integrative e correttive del precedente Dlgs. n. 117/2017, secondo Decreto legislativo attuativo della Legge-delega n. 106/2016, recante “‘Codice del Terzo Settore’, a norma dell’art. 1, comma 2, lett. b), della Legge n. 106/2016”, pubblicato sulla G.U. n. 179 del 2 agosto 2017 ed entrato in vigore il 3 agosto 2017.

In particolare, il Dlgs. n. 105/18 ha modificato l’art. 101, comma 2, del “‘Codice”in materia di adeguamenti statutari, prevedendo tre importanti modifiche riguardanti, rispettivamente, l’ambito soggettivo di applicazione della norma, il profilo temporale, e infine, i limiti del ricorso alla facoltà modificativa semplificata.

La Circolare n. 20 in commento, attraverso la riconduzione delle diverse disposizioni del “Codice del Terzo Settore” ad una delle tre categorie sopra individuate, fornisce ai soggetti interessati (ma di riflesso è interessante anche per gli Enti Locali che attivano abitualmente rapporti con tali soggetti) gli opportuni chiarimenti ai fini del corretto esercizio dell’autonomia statutaria.

Il citato art. 101, comma 2, del “Codice del Terzo Settore”, prevede, dopo le ultime modifiche, quanto segue: “Fino all’operatività del ‘Registro unico nazionale del Terzo Settore’, continuano ad applicarsi le norme previgenti ai fini e per gli effetti derivanti dall’iscrizione degli enti nei Registri Onlus, Organizzazioni di Volontariato, Associazioni di promozione sociale che si adeguano alle disposizioni inderogabili del presente Decreto entro 24 mesi dalla data della sua entrata in vigore [in pratica entro il 3 agosto 2019]. Entro il medesimo termine, esse possono modificare i propri Statuti con le modalità e le maggioranze previste per le Deliberazioni dell’Assemblea ordinaria al fine di adeguarli alle nuove disposizioni inderogabili o di introdurre clausole che escludono l’applicazione di nuove disposizioni derogabili mediante specifica clausola statutaria”.

Per quanto concerne laprima novità, la disposizione in esame si applica nei confronti di tre categorie di Enti:

  • Organizzazioni di volontariato;
  • Associazioni di promozione sociale;
  • Onlus,

iscritte nei relativi Registri attualmente previsti dalle normative di Settore. È stato così espunto dal testo il riferimento alle Imprese sociali, per evidenti ragioni di coordinamento normativo, trovando esse la corrispondente regolazione degli adeguamenti statutari nella disciplina particolare propria delle Imprese sociali (ai sensi dell’art. 3, comma 1, del “Codice”) e, segnatamente, nell’art. 17, comma 3, del Dlgs. n. 112/17.

La seconda novità, di natura temporale, comporta l’innalzamento da 18 a 24 mesi del termine entro il quale è possibile apportare le modifiche statutarie avvalendosi, nei casi consentiti, dei quorum propri dell’Assemblea ordinaria, atto a realizzare in forma meno onerosa le modifiche in argomento. In tal modo il Legislatore ha consentito agli Enti interessati di disporre di un margine temporale più ampio per assumere le proprie determinazioni organizzative, in ragione della rilevanza delle stesse.

La terza novità, di natura sostanziale, opera una delimitazione di tale facoltà modificativa, stabilendo che le modalità e le maggioranze previste per le Deliberazioni dell’Assemblea ordinaria siano attivabili limitatamente ad un duplice ordine di modifiche statutarie: da un lato, per gli adeguamenti alle disposizioni del “Codice del Terzo Settore” aventi carattere inderogabile; dall’altro, per l’introduzione di clausole che escludono l’applicazione di nuove disposizioni, qualora queste ultime risultino, ai sensi di legge, derogabili mediante specifica clausola statutaria.

Sulla base della nuova formulazione dell’art. 101 comma 2, quindi, è possibile configurare tre diverse tipologie di norme del “Codice del Terzo Settore”, suscettibili di formare oggetto di adeguamento statutario:

  1. a) norme inderogabili;
  2. b) norme derogabili solo attraverso espressa previsione statutaria (tali norme sono di regola individuabili per la formula “se l’Atto costitutivo o lo Statuto non dispongono diversamente”);
  3. c) norme che attribuiscono all’autonomia statutaria mere facoltà (tali norme sono di regola individuabili per la formula “l’Atto costitutivo o lo Statuto possono…” oppure per la formula “se l’Atto costitutivo o lo Statuto lo consentono…”).

Con riguardo specifico alle Onlus, il Ministero del Lavoro ricorda che l’Agenzia delle Entrate, nel corso dell’appuntamento con il “Telefisco” del febbraio 2018, ha chiarito che la disciplina delle stesse rimarrà in vigore sino a quando non troveranno applicazione le nuove disposizioni fiscali recate dal Titolo X del “Codice del Terzo Settore”, in coerenza con l’interpretazione autentica data all’art. 104, commi 1 e 2, del “Codice” medesimo ad opera dell’art. 5-sexies del Dl. n. 148/2017, in base al quale le norme di carattere fiscale vigenti prima della data di entrata in vigore del medesimo “Codice” continuano a trovare applicazione, senza soluzione di continuità, fino a quando non saranno applicabili le nuove disposizioni fiscali ivi previste (e comunque non prima del periodo di imposta successivo a quello di operatività del Registro unico, c.d. “Runt”).

Di conseguenza, l’Agenzia ha precisato che le Onlus sono tenute ad apportare al proprio Statuto, entro il termine previsto dall’art. 101, comma 2 del “Codice”,gli adeguamenti necessari, subordinandone l’efficacia alla decorrenza del termine di cui all’art. 104, comma 2, del “Codice del Terzo Settore”. Nel contempo, allo stesso termine deve essere collegata, con espressa previsione statutaria, la cessazione di efficacia delle vecchie clausole statutarie rese necessarie dall’adesione al regime Onlus ma divenute incompatibili con la sopravvenuta disciplina degli “Enti del Terzo Settore”. Pertanto, in coerenza con il predetto orientamento, si deve ritenere che l’onere di adeguamento statutario sia da considerarsi adempiuto qualora entro il termine del 3 agosto 2019 siano deliberate le relative modifiche statutarie, anche laddove la loro efficacia (sempre, beninteso, limitatamente alle Onlus), possa prodursi a partire dal periodo di imposta successivo a quello di operatività del Registro unico.

Ciò premesso, e ferme restando le specifiche indicazioni di cui sopra dell’Agenzia delle Entrate in tema di Onlus, è possibile procedere alla ricognizione delle singole disposizioni codicistiche e al loro inquadramento nelle 3 categorie di norme in precedenza delineate.

Si invitano dunque gli Uffici interessati a prendere attenta visione della Circolare in commento, mentre in questa sede riportiamo a seguire il Prospetto con evidenziate le modalità di adeguamento degli Statuti, allegato al Documento stesso:

 


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