Entrate tributarie erariali 2018: sono state pari a 463.296 milioni di Euro, con un aumento di 7.652 milioni sul 2017

Entrate tributarie erariali 2018: sono state pari a 463.296 milioni di Euro, con un aumento di 7.652 milioni sul 2017

Nell’arco del 2018 le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica sono state pari a 463.296 milioni di Euro con un aumento di 7.652 milioni (+1,7%) rispetto all’anno precedente.

E’ quanto reso noto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con il Comunicato-stampa n. 45 del 5 marzo 2019, dal quale si apprende anche che c’è stato un rilevante calo delle entrate derivanti dall’attività di accertamento e controllo, attestatesi a 12.182 milioni di Euro (-5,7% rispetto all’anno precedente).

Le Imposte dirette 2018 ammontano globalmente a 247.631 milioni di Euro, con una crescita tendenziale di 2.011 milioni di Euro (+0,8%). A sostenerle è stata in particolare la dinamica delle ritenute Irpef da lavoro dipendente e da pensione (+3,8%), che ha compensato la flessione dell’andamento dell’autoliquidazione Irpef (-744 milioni di Euro, -3,5%) e del gettito Ires.

In calo anche il gettito delle altre Imposte (-930 milioni di Euro pari a -8,7%), principalmente a causa della diminuzione delle entrate in conto capitale derivanti dall’emersione delle attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero (-692 milioni di Euro, pari a -72,4%). Positivo invece l’andamento delle entrate correlate alla “cedolare secca” sugli affitti, che ha segnato un gettito di 2.790 milioni di Euro (+8,9%), quello dell’Imposta sostitutiva per la rideterminazione dei valori di acquisto delle partecipazioni non negative, che ha segnato un gettito di 1.281 milioni di Euro (+34,8%) e l’Imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione, con un gettito di 930 milioni di Euro (+260 milioni di Euro, pari a +38,8%).

Quanto alle Imposte indirette invece, l’ammontare complessivo è stato pari a 215.665 milioni di Euro, con una crescita tendenziale di 5.641 milioni di Euro (+2,7%). A fare da traino è stato soprattutto l’andamento del gettito Iva (+3.859 milioni di Euro, +3,0%) nella componente di prelievo sugli scambi interni +3.018 milioni di Euro. L’Iva versata sulle importazioni di oli minerali rappresenta oltre il 30 % del gettito totale.

L’incremento del gettito Iva sugli scambi interni (+ 2,6% rispetto al 2017) è riconducibile all’ampliamento della platea dei contribuenti soggetti all’applicazione dello “split payment” disposto dall’art. 1 del Dl. n. 50/2017.

In aumento del 6,3% anche il gettito dell’Iva sulle importazioni, quello dell’Imposta sulle assicurazioni (+ 19,9%) e quello dell’Imposta di bollo (+642 milioni di Euro, +10,1%) e di registro (+205 milioni di Euro, +4,2%).

In calo invece le entrate derivanti da Tasse e imposte ipotecarie (-18 milioni di Euro, -1,1%) e da diritti catastali e di scritturato (-2 milioni di Euro, -0,3%).

Chiudono il cerchio la voce delle entrate da gioco, che hanno portato nelle casse dello Stato 14.552 milioni di Euro, 534 milioni in più dell’anno precedente, e le entrate da accertamento e controllo che, come anticipato, sono invece nettamente diminuite, attestandosi a 12.182 milioni di Euro (-734 milioni di Euro, -5,7%).

Il risultato negativo è stato, secondo il Mef, condizionato dalle consistenti entrate, affluite nell’anno 2017, derivanti dalla “rottamazione delle cartelle esattoriali”.


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