Entrate tributarie: il Mef rilascia i dati per il 2019, il cui gettito si attesta a 471,6 miliardi (+1,7%)

Entrate tributarie: il Mef rilascia i dati per il 2019, il cui gettito si attesta a 471,6 miliardi (+1,7%)

Con il Comunicato-stampa n. 40 del 5 marzo 2020 il Mef ha diffuso i dati Istat sul Pil e su indebitamento delle Amministrazioni pubbliche, certificando che nel 2019 il Prodotto interno lordo ai prezzi di mercato è cresciuto dell’1,2%, mentre in termini reali dello 0,3%. I consumi finali nazionali sono cresciuti dello 0,2% e gli investimenti fissi lordi del 1,4%; il rapporto tra deficit e Pil è risultato pari a -1,6% a fronte del -2,2% del 2018.

Nel 2019 il segno positivo dell’Indicatore di indebitamento netto delle Pubbliche Amministrazioni che si è registrato è basato soprattutto su una maggiore voce delle entrate. Il gettito per l’anno 2019 è stato composto principalmente, sia dalle Imposte dirette (gettito Irpef e Ires), sia dalle Imposte indirette (sostenute dal gettito Iva e di quello dell’Imposta su lotto e lotterie). Al risultato positivo dell’Iva sugli scambi interni ha contribuito l’introduzione della fatturazione elettronica, obbligatoria dal 1° gennaio 2019 per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuati tra soggetti residenti (art. 1, comma 909, della “Legge di bilancio 2018”).

Scendendo nell’analisi più specifica, per l’anno 2019 le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 471.622 milioni di Euro (+ 7.847 milioni di Euro) rispetto allo stesso periodo del 2018 (+1,7%). Nel confronto tra i flussi di gettito annuali registrati nel biennio 2018/2019, non si rilevano disomogeneità determinate da entrate una tantum. Nell’analisi mensile dei versamenti tributari si può evidenziare una caduta del gettito nel mese di agosto per effetto del differimento al 30 settembre dei termini di versamento per i soggetti che svolgono attività economiche per le quali sono stati approvati nel 2019 gli Indicatori sintetici di affidabilità (cd. “Isa”, ex “Studi di settore). Anche i flussi di gettito acquisiti nel mese di novembre presentano una variazione negativa, recuperata nel mese successivo, e ascrivibile allo slittamento al 2 dicembre dei versamenti relativi alle Imposte autoliquidate (la scadenza del 30 novembre cadeva di sabato).

Per quanto riguarda le Imposte dirette, esse ammontano a 252.284 milioni di Euro, con una crescita pari a 4.513 milioni di Euro (+1,8%). Crescita dovuta dall’andamento delle ritenute Irpef da lavoro dipendente e da pensione, che sono aumentate di 5.087 milioni di Euro (+3,3%), consolidando l’andamento positivo già rilevato nel biennio 2017-2018. Sul risultato hanno influito anche la dinamica dell’occupazione – che è cresciuta nel corso del 2019 dello 0,6% – e quella delle retribuzioni lorde pro-capite, che sono aumentate dell’1,1%.

L’andamento delle ritenute Irpef sul lavoro autonomo risulta negativo per un ammontare di – 1.276 milioni di Euro, pari a -10,1%, risultato legato agli effetti dell’estensione, per l’anno d’imposta 2019, del regime dei minimi ai soggetti con ricavi fino a 65.000 Euro (cioè a coloro che hanno aderito al “regime dei minimi”, non è stata applicata la ritenuta d’acconto del 20% sui compensi percepiti nel 2019).

L’andamento positivo dell’autoliquidazione Irpef (+345 milioni di Euro, +1,7%) è stato influenzato dai maggiori versamenti a saldo (+243 milioni Euro pari al +4,1%) e in acconto (+102 milioni di Euro, + 0,7%).

Il gettito dell’Ires è aumentato del 2,7% per effetto dell’andamento positivo del saldo (+ 17,4%). Gli effetti negativi sul gettito derivanti dalle misure agevolative del superammortamento al 130% per i beni materiali e strumentali, con esclusione dei veicoli, dalla proroga dell’iperammortamento al 250% per i beni strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico e dalla proroga per il superammortamento del software al 140% (ai sensi della Legge n. 205 del 27 dicembre 2017), sono stati compensati dagli effetti positivi sul gettito dei versamenti dei contribuenti soggetti ai nuovi Indicatori sintetici di attività (Isa).

L’Imposta sostitutiva sui redditi nonché ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale ha fatto registrare un gettito di 8.281 milioni di Euro (+120 milioni di Euro, pari al +1,5%), la “cedolare secca” sugli affitti di 2.932 milioni di Euro (+142 milioni di Euro, pari a +5,1%) e le ritenute sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche di 1.750 milioni di Euro (+593 milioni di Euro, +51,3%).

Tra le Imposte dirette si segnala la flessione dell’Imposta sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (-776 milioni di Euro, – 44,4%): gli andamenti negativi registrati nel 2018 sui mercati finanziari hanno generato minusvalenze riducendo la base imponibile delle Imposte dovute nel 2019. La diminuzione del gettito dell’Imposta sostitutiva sul valore dei fondi pensione, pari a -778 milioni di Euro (-83,7%), riflette i risultati negativi dei rendimenti medi ottenuti nel 2018 dalle diverse tipologie di forme pensionistiche complementari.

Analizzando invece le Imposte indirette, che ammontano a 219.338 Euro, con una crescita tendenziale di 3.334 milioni di Euro pari al 1,5%. Alla dinamica positiva ha contribuito la crescita sostenuta dell’Iva (+3.306 milioni di Euro pari a +2,5%), in particolare della componente sugli scambi interni (+3.623 milioni di Euro, pari a + 3,0%); la componente sulle importazioni ha invece fatto registrare una diminuzione delle entrate pari a -317 milioni di euro (-2,2%), che riflette principalmente la riduzione media del prezzo del petrolio nel 2019 (-9,8%).

La composizione settoriale del gettito dell’Iva sugli scambi interni mostra un andamento sostenuto nei Settori dell’Industria (+9,4%), più contenuto nel Commercio (+0,3%), mentre risulta negativa la dinamica dei Servizi privati (-2,0%). L’Imposta sulle assicurazioni segna un incremento del 12,1%, determinato dall’aumento della misura dell’acconto all’85% (art. 1, comma 1.066, della Legge n. 145/2018).

Tra le Imposte sulle transazioni si registrano flessioni delle entrate relative alle Tasse e Imposte ipotecarie (-18 milioni di Euro, – 1,1%), dei Diritti catastali e di scritturato (-46 milioni di euro, – 7,0%), dell’Imposta di bollo (-421 milioni di Euro, -6,0%) e dell’Imposta di registro (-241 milioni di Euro, -4,8%). L’andamento dell’Imposta di bollo è legato alle nuove disposizioni, in vigore dal 1° gennaio 2109, che hanno modificato le modalità di versamento dell’Imposta sulle fatture elettroniche.

Le entrate derivanti dai giochi ammontano nel 2019 a 15.563 milioni di Euro, in crescita di 940 milioni di Euro pari al +6,4%, per effetto principalmente dell’Imposta sugli apparecchi e congegni di gioco (+727 milioni di Euro, pari a +12,4%) e delle entrate del gioco del lotto (+1,6%).

Le entrate tributarie erariali derivanti da attività di accertamento e controllo si attestano a 13.320 milioni (+1.140 milioni di Euro, pari a +9,4%), di cui 6.918 milioni di Euro (+748 milioni di Euro, pari a +12,1%) sono affluiti dalle Imposte dirette, e 6.401 milioni di Euro (+392 milioni di Euro, +6,5%) dalle Imposte indirette.


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