Gravi illeciti professionali: il Tar ed il Consiglio di Stato chiariscono quando comportano l’esclusione dalla gara

Gravi illeciti professionali: il Tar ed il Consiglio di Stato chiariscono quando comportano l’esclusione dalla gara

Nella Sentenza n. 36 del 23 giugno 2017 del Tar Valle d’Aosta, i Giudici si esprimono sull’esclusione da una gara per gravi illeciti professionali tali da rendere dubbia l’integrità o l’affidabilità del concorrente. I Giudici rilevano che l’art. 80, comma 5, lett. c), del Dlgs. n. 50/16, consente alle stazioni appaltanti di escludere i concorrenti da una procedura di affidamento di contratti pubblici in presenza di “gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità”, con la precisazione che in tali ipotesi rientrano, tra l’altro, “significative carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione che ne hanno causato la risoluzione anticipata”.

La citata disposizione codicistica, innovando rispetto al previgente assetto normativo, prevede che l’esclusione del concorrente è condizionata al fatto che la stazione appaltante dimostri con mezzi adeguati che l’operatore economico si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità.

Tra questi rientrano:

  • le significative carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione che ne hanno causato la risoluzione anticipata, non contestata in giudizio, ovvero confermata all’esito di un giudizio, ovvero hanno dato luogo ad una condanna al risarcimento del danno o ad altre sanzioni;
  • il tentativo di influenzare indebitamente il processo decisionale della stazione appaltante o di ottenere informazioni riservate ai fini di proprio vantaggio;
  • il fornire, anche per negligenza, informazioni false o fuorvianti suscettibili di influenzare le decisioni sull’esclusione, la selezione o l’aggiudicazione ovvero l’omettere le informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento della procedura di selezione.

La ratio della norma in questione risiede quindi nell’esigenza di verificare l’affidabilità complessivamente considerata dell’operatore economico che andrà a contrarre con la Pubblica Amministrazione per evitare, a tutela del buon andamento dell’azione amministrativa, che quest’ultima entri in contatto con soggetti privi di affidabilità morale e professionale.


Related Articles

Responsabilità: condanna di un Funzionario comunale per reiterata omissione dell’adeguamento all’inflazione del “costo di costruzione”

Corte dei conti – Sezione prima giurisdizionale centrale d’appello – Sentenza n. 653 del 13 settembre 2013 Oggetto Condanna del

Durc: il parere del Consiglio di Stato sulla verifica della regolarità contributiva

Il Consiglio di Stato, Sezione IV, con la Sentenza n. 5064 del 14 ottobre 2014, si è espresso sulla verifica

Incentivi per funzioni tecniche: per servizi e forniture possono essere corrisposti se è nominato il Direttore dell’esecuzione

Nella Delibera n. 29 del 4 marzo 2021 della Corte dei conti Lombardia, il Presidente di una Provincia chiede di