Ex Ipab: incarichi a lavoratori in quiescenza

Ex Ipab: incarichi a lavoratori in quiescenza

Nella Delibera n. 23 del 4 marzo 2020 della Corte dei conti Lombardia, un Sindaco ha chiesto se il divieto posto dall’art. 5, comma 9 del Dl. n. 95/2012, come modificato dall’art. 17, comma 3 della Legge n. 124/2015, in materia di conferimento di incarichi e di cariche di organi di governo a soggetti già lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza sia applicabile ad una Fondazione Ipab casa di Riposo. Nella richiesta di parere si specifica che l’entità in esame (che nel corso del tempo è stata oggetto di numerose trasformazioni, in attuazione della legislazione nazionale e regionale) risulta strettamente controllata dal Comune (lo statuto assegna al sindaco la nomina con decreto i 6 membri del Consiglio e del Presidente). La Sezione ha rilevato che dalla richiesta in esame non si evincono elementi sufficienti per consentire di stabilire la sussistenza o meno delle condizioni per qualificare una Fondazione di diritto privato ex Ipab, quale soggetto in controllo pubblico ai fini dell’operatività della normativa, contenuta nel Dl. n. 95/2012, in materia di incarichi in organi di governo a soggetti in quiescenza. Infatti, è vero che il Comune provvede a nominare con Decreto sindacale i “6 membri” del Consiglio (“investito di tutti i poteri per la gestione ordinaria e straordinaria”), nonché il Presidente il cui “voto vale doppio in caso di parità” e che il Sindaco nella nomina dei componenti del Consiglio “garantisce la rappresentatività delle minoranze consiliari attraverso l’espressione di due membri”, tuttavia, occorre considerare che la rilevanza di questi elementi, ai fini dell’affermazione della sussistenza del controllo, è espressamente esclusa dal Legislatore che, all’art. 11-sexies del Dl. n. 135/2018, convertito nella Legge n. 12/2019 dispone per le ex Ipab che “la nomina da parte della Pubblica Amministrazione degli Amministratori di tali enti si configura come mera designazione, intesa come espressione della rappresentanza della cittadinanza, e non si configura quindi mandato fiduciario con rappresentanza, sicché è sempre esclusa qualsiasi norma di controllo da parte di quest’ultima”. Pertanto, spetta all’Ente valutare complessivamente la sussistenza delle condizioni per qualificare, nel caso concreto, una Fondazione di diritto privato ex Ipab quale soggetto in controllo pubblico ai fini dell’operatività dell’art. 5, comma 9, del Dl. n. 95/2012, tenuto conto, tra l’altro, della specifica normativa vigente prevista ex art. 11-sexies, del Dl. n. 135/2018.

Inoltre, la natura dell’entità in oggetto (casa di riposo) si configura come un servizio sociale tipico del Comune, cui questo sarebbe tenuto in ogni caso a fare fronte, con potenziali ricadute sul bilancio dell’ente.


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