Fatture elettroniche: un fornitore del Comune può pretendere l’accettazione o il rifiuto formale tramite “Sdi”?

Fatture elettroniche: un fornitore del Comune può pretendere l’accettazione o il rifiuto formale tramite “Sdi”?

Il quesito:

Un fornitore del Comune ha inviato una comunicazione nella quale, premesso che una loro fattura elettronica risulta nel Sistema di Interscambio nello stato ‘Notifica di decorrenza termini’, evidenzia che il Comune deve inviare entro 15 giorni dalla ricevuta di consegna la notifica di accettazione o di rifiuto tramite il Sistema di Interscambio. La Società ci invita pertanto a confermare sempre l’avvenuta accettazione o rifiuto delle fatture perché, in caso di rifiuto dopo la ‘Notifica di decorrenza termini’, l’Ente deve comunicarlo tramite i tradizionali canali di comunicazione (Pec, mail, Raccomandata, ecc…), con aggravio amministrativo sia per l’Ente che per la Società. Vi chiediamo: se noi usiamo il metodo dell’accettazione per silenzio assenso, la ditta può pretendere l’accettazione effettiva della fattura?

 

La risposta dei ns. esperti:

In merito alla comunicazione inviata dal fornitore, è da condividere l’affermazione che il mancato rifiuto da parte dell’Ente nei termini dei 15 giorni data emissione fattura sia un aggravio operativo per entrambe le parti e quindi da utilizzare tutte le volte che ne ricorra l’opportunità, mentre non è da condividere, ad avviso dello scrivente, il fatto l’Ente debba comunque produrre un “esito committente” di accettazione o rifiuto. Infatti, l’Allegato “C” del Dm. n. 55/13, recante le regole tecniche per la produzione e gestione della fattura elettronica verso la P.A., in merito al cosiddetto “esito committente”, al paragrafo 3 afferma che “la completezza dei dati relativi agli ordini e contratti contenuti nelle fatture consente una verifica immediata della coerenza delle informazioni e della regolarità del documento contabile, e mette quindi in condizione gli uffici competenti di procedere con solerzia all’accettazione o al disconoscimento della fattura (così come indicato dall’art. 1988 Codice civile). La necessità di fornire tempestiva comunicazione al fornitore dell’accettazione o disconoscimento del documento contabile in modo da consentire gli adempimenti previsti dalla normativa Iva in merito alla registrazione delle fatture emesse, obbliga il ‘Sistema di interscambio’ a fissare un termine – pari a quello previsto nel Dlgs. n. 52/04 che modifica l’art. 21 del Dpr. n. 633/72, attualmente 15 giorni – decorso il quale lo stesso invia un messaggio di decorrenza termini tanto all’ufficio quanto al fornitore.

Le regole tecniche quindi definiscono una modalità, non prevedendo casistiche per le quali deve o non deve essere utilizzato, ma ne definiscono il fine, ovvero quello di procedere con solerzia all’accettazione o al disconoscimento della fattura in una logica di ottimizzazione dei tempi di gestione della fattura tali da snellire l’attività d’ufficio e ottenere benefici operativi attesi.

L’utilizzo di “esito committente” per il rifiuto della fattura genera almeno 2 vantaggi. Il primo in capo al fornitore, per il quale è prevista la facoltà di correggere la fattura e trasmetterla allo “Sdi” con lo stesso numero; infatti, le regole tecniche del “Sdi” precisano che il controllo di “verifica unicità fattura trasmessa” non viene eseguito nel caso in cui la fattura sia rifiutata mediante “esito committente”. Il secondo vantaggio è per l’Ente, semplificando la gestione della “Piattaforma certificazione dei crediti”. Infatti, l’interoperabilità tra “Sdi” e “Pcc”, oltre a garantire il caricamento automatico di tutte le fatture in “Piattaforma”, nel caso di “esito committente” di rifiuto verrà automaticamente aggiornato lo stato della fattura da ”ricevuta” a “respinta”.

Si rammenta inoltre che la fattura elettronica verso la P.A. si da per emessa e pertanto produce i sui effetti civili (obbligazione al pagamento) e fiscali dalla data indicata dalla ricevuta di consegna generata dal “Sistema di interscambio”. L’art. 2, comma 4, del Dm. n. 55/13 recita: “La fattura elettronica si considera trasmessa per via elettronica, ai sensi dell’art. 21, comma 1, del Dpr. n. 633/72, e ricevuta dalle Amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, solo a fronte del rilascio della ricevuta di consegna, di cui al paragrafo 4 del documento che costituisce l’Allegato B del presente Regolamento, da parte del ‘Sistema di interscambio’”.

Da ultimo, annotiamo gli aspetti giuridici di “esito committente” di “accettazione”. Come indicato nelle regole tecniche, l’accettazione della fattura riconduce al disposto del citato art. 1988 del Cc., quindi può essere fatta solo dopo la procedura di liquidazione durante la quale si controlla la sussistenza dell’obbligazione e la correttezza dell’importo fatturato.

di Cesare Ciabatti

 


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