Corte di Cassazione, Ordinanza n. 14006 del 20 maggio 2024
Nella fattispecie in esame, la questione controversa riguardava la dichiarazione di illegittimità della sanzione disciplinare di una multa equivalente a quattro ore di retribuzione, imposta ad un istruttore amministrativo tecnico contabile di Categoria “C”, per un’assenza ingiustificata conseguente all’aver fruito di ferie maturate senza autorizzazione. Il dipendente ha anche richiesto il risarcimento dei danni derivanti da un presunto mobbing. La Corte territoriale ha ritenuto l’assenza arbitraria, nonostante il diritto alle ferie fosse maturato, poiché la fruizione delle stesse deve essere bilanciata con le esigenze di servizio, rendendo necessaria l’autorizzazione del datore di lavoro. Nel caso specifico, la richiesta di ferie era stata avanzata con meno di 24 ore di preavviso, impedendo qualsiasi riorganizzazione da parte del datore di lavoro. Inoltre, la Corte non ha riconosciuto il mobbing né il danno relativo, in quanto le accuse erano solo genericamente allegate e non provate. Il dipendente ha presentato ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha chiarito che la fruizione delle ferie, anche se maturate, è subordinata all’autorizzazione del datore di lavoro per bilanciare le esigenze di servizio. Pertanto, la sequenza dei fatti invocata dal ricorrente non è decisiva per dimostrare la violazione degli obblighi di correttezza e buona fede da parte del datore di lavoro, che ha agito legittimamente di fronte alla richiesta di ferie con breve preavviso.


