Finanza locale: Boccia, “nella Legge di stabilità 2015 ci sarà un superamento del Patto di stabilità”

A farla da padrone ieri mattina nell’ambito dell’incontro “I Sindaci d’Italia nell’aula di Montecitorio. Idee per il futuro del Paese”, svoltosi alla Camera – è stato sicuramente il tema del Patto di stabilità e dei severissimi tagli ai trasferimenti subiti dagli Enti Locali negli ultimi anni.

La discussione in materia di finanza locale è affidata – nell’ordine – al Sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli, al Presidente della Commissione Finanze Daniele Capezzone, al primo cittadino di Varese Attilio Fontana e al Presidente della Commissione Bilancio Francesco Boccia.

Guido Castelli. Il Sindaco di Ascoli Piceno ha quantificato in 16 miliardi di Euro il sacrificio sostenuto negli ultimi 5 anni dai Comuni: 8 per il Patto di stabilità e altri 8 per i tagli, tagli che sarebbero stati spesso ingiuriosi perché fatti sulla base di proiezioni e che, a consuntivo, sono risultati ancora più pesanti. “Abbiamo assistito – ha aggiunto – al progressivo trasferimento di responsabilità fiscale e politica dal centro ai Comuni. Con l’Imu la tassazione immobiliare è passata da 9 miliardi di Euro a circa 24, praticamente una patrimoniale, e la faccia ce l’abbiamo messa noi per una imposta che era ‘municipale’ nell’acronimo ma di cui ha beneficiato per i 2/3 lo Stato”.

Castelli ha concluso il proprio intervento con una serie di richieste, tra cui: una maggiore stabilità del corpus normativo, più equità nella distribuzione dei sacrifici e minore rigore.

Daniele Capezzone. Dal canto suo il Presidente della Commissione Finanze Daniele Capezzone ha enfatizzato la necessità di dare attuazione al principio di responsabilizzazione fiscale contenuto nella “Legge-delega fiscale”: “Per ciascun tributo – ha detto – dev’essere individuabile il livello di governo dei beneficiari in modo tale che ognuno ne risponda ai cittadini”.

Aspra anche la critica riservata alla decisione di non inviare ai cittadini i bollettini precompilati della Tasi. Secondo Capezzone infatti, oltre al salasso, “i cittadini sono stati costretti a fare un calcolo complicatissimo”.

Attilio Fontana. Sulla stessa linea l’intervento del Sindaco di Varese Attilio Fontana che ha esordito evidenziando che – a dispetto della tassazione in aumento – è sempre più difficile garantire servizi e prevenire il degrado delle Città.

Il Patto di stabilità – ha affermato Fontana – è stato l’argomento di cui più si è più parlato negli ultimi anni ma su cui non è stato fatto assolutamente nulla, eccezion fatta per le misure per sbloccare i debiti arretrati. Tra il 2004 e il 2014 si è registrato un calo del 32% degli investimenti. Il Patto ha comportato l’impossibilità per l’economia di ripartire”.

Francesco Boccia. L’ultimo ad esprimersi in materia di finanza locale è stato il Presidente della Commissione Bilancio Francesco Boccia “Da Parlamentare e da Consigliere comunale – ha detto – penso che la riforma più importante che si possa assicurare agli Amministratori locali è l’impegno a non fare riforme tributarie per i prossimi dieci anni. Il Deputato del Pd ha inoltre definito “dovuto” il superamento del Patto che avrebbe dato prova di manifesta inefficacia: “Ho letto la Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza e rispondo a Fontana che ci sarà un superamento del Patto nella prossima Legge di stabilità”.

 


Tags assigned to this article:
Montecitoriopattosindaci

Related Articles

Mutui Enti Locali: le indicazioni per ottenere la rinegoziazione da parte di Cassa Depositi e Prestiti

La Cassa Depositi e Prestiti Spa (di seguito “Cassa DD.PP.”) si rende disponibile alla rinegoziazione dei propri prestiti attualmente in

Personale e bilancio: le modalità per predisporre e inviare il Conto annuale per il 2016

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, con la Circolare n. 19 del 27

Spese per acquisto arredi, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza: modalità di calcolo dei limiti per “consumi intermedi”

Nella Delibera n. 46 dell’11 maggio 2016 della Corte dei conti Emilia Romagna, sono stati formulati 2 quesiti sull’applicazione di