Sulla Gazzetta Ufficiale n. 9 del 12 gennaio 2024, sono state pubblicate le Delibere n. 33/2023 e n. 34/2023 del Comitato interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo sostenibile (Cipess), rispettivamente recanti “Fondo sanitario nazionale 2023. Riparto delle disponibilità finanziarie per il Servizio sanitario nazionale” e “Fondo sanitario nazionale 2023. Assegnazione alle Regioni delle risorse vincolate alla realizzazione degli obiettivi del Piano sanitario nazionale”. Sulla Gazzetta Ufficiale n. 10 del 13 gennaio 2024 è stata pubblicata la Delibera Cipess n. 35/2023 recante “Fondo sanitario nazionale 2023. Riparto tra le Regioni delle risorse destinate al finanziamento del Piano nazionale malattie rare 2023-2026 (Pnmr) e al riordino della Rete nazionale delle malattie rare”.
Delibera n. 33/2023
La Delibera Cipess n. 33/2023 stabilisce la distribuzione e l’allocazione dei fondi per il Servizio Sanitario Nazionale, coprendo un’ampia gamma di necessità e programmi sanitari, inclusi quelli relativi alla gestione di emergenze sanitarie e alla prevenzione di malattie.
Il finanziamento totale del Servizio Sanitario Nazionale per l’anno 2023 è pari a Euro 128.005.200.000, diviso nelle componenti seguenti:
- Finanziamento per i “Livelli Essenziali di Assistenza” (“Lea”), Euro 123.810.148.974, destinati a diversi scopi, tra cui la prevenzione e cura di varie malattie, finanziamento dei maggiori oneri per la regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari, prevenzione della dipendenza da gioco d’azzardo, acquisto di vaccini, ecc. Questi fondi sono assegnati e ripartiti alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano;
- Fondi vincolati per Regioni e Province Autonome, Euro 2.227.714.256, per specifiche attività come l’attuazione di obiettivi nel “Piano Sanitario Nazionale”, indennità per abbattimento di animali, finanziamento della medicina penitenziaria, ecc.;
- Fondi finalizzati già ripartiti, Euro 224.541.000, per esenzioni, incremento di tariffe per prestazioni aggiuntive, finanziamento di un nuovo modello organizzativo per la rete di assistenza sanitaria territoriale, ecc.;
- Finanziamento di altre attività e oneri di altri enti, Euro 1.098.449.770, per vari scopi come finanziamento degli Istituti zooprofilattici sperimentali, rimborsi alla Croce Rossa Italiana, finanziamento del Centro Nazionale Trapianti, ecc.;
- Accantonamenti per la ripartizione di quote premiali, Euro 644.346.000, per l’anno 2023, da adottarsi con Decreto ministeriale.
Delibera n. 34/2023
La Delibera Cipess n. 34/2023 stabilisce l’assegnazione di Euro 1,5 miliardi del “Fondo Sanitario Nazionale 2023” alle Regioni italiane. La Delibera specifica in dettaglio come le risorse debbano essere distribuite e utilizzate, con l’obiettivo di supportare vari aspetti cruciali del Sistema sanitario nazionale, inclusi l’acquisto di medicinali innovativi, il supporto a specifiche strutture sanitarie, la ricerca e la formazione in ambiti sanitari specifici, e il potenziamento dei Servizi sanitari regionali, in particolare per la Regione.
Tali risorse sono vincolate alla realizzazione degli obiettivi prioritari del “Piano Sanitario Nazionale”.
Le risorse sono ripartite come segue:
- Euro 794.178.219 assegnate alle Regioni a statuto ordinario e alla Regione Siciliana per il perseguimento di obiettivi specifici tramite progetti elaborati secondo le Linee-guida del Ministro della Salute;
- Euro 705.821.781 destinati a finalità diverse.
Delibera n. 35/2023
La Delibera Cipess n. 35/2023 ripartisce le risorse destinate al finanziamento del “Piano nazionale malattie rare 2023-2026” (“Pnmr”) e al riordino della Rete nazionale delle malattie rare, pari a Euro 25 milioni, a valere sul “Fondo sanitario nazionale 2023”. L’ulteriore stanziamento di pari importo relativo al 2024 sarà oggetto di riparto successivamente alla sottoposizione al Comitato del “Fondo sanitario nazionale 2024”.
Le Regioni dovranno recepire formalmente il “Pnmr” e il Documento di Riordino della Rete nazionale delle malattie rare e, entro il 31 gennaio 2024, dovranno individuare i Centri di eccellenza, di riferimento e di coordinamento per le malattie rare sul territorio, di cui dovranno certificare le relative attività svolte in una specifica relazione riassuntiva, da presentare entro il 31 gennaio 2025.




