“Fondo Sport e Periferie”: in Gazzetta Ufficiale le modalità di gestione delle risorse per contrastare degrado e squilibri sociali

“Fondo Sport e Periferie”: in Gazzetta Ufficiale le modalità di gestione delle risorse per contrastare degrado e squilibri sociali

Ricognizione di impianti sportivi esistenti su tutto il territorio nazionale, realizzazione e rigenerazione di impianti sportivi finalizzati all’attività agonistica localizzati nelle zone svantaggiate del Paese e delle periferie urbane, diffusione di attrezzature sportive con l’obiettivo di rimuovere gli squilibri economici e sociali esistenti e completamento e adeguamento di impianti sportivi esistenti da destinare all’attività agonistica nazionale ed internazionale. Sono tutti gli interventi che potranno essere finanziati attraverso il Fondo “Sport e periferie”, che conta su una dotazione pari a Euro 250 milioni in 3 anni, con termine il 2020.

Con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri emanato lo scorso 31 ottobre 2018 e pubblicato sulla G.U. n. 257 del 5 novembre 2018, sono state stabilite le nuove procedure e i criteri di selezione delle richieste e le modalità di attribuzione del punteggio.

Al fine di selezionare le richieste di intervento da finanziare, entro il 15 novembre di ogni anno, l’Ufficio per lo Sport pubblicherà sul proprio sito internet istituzionale un bando, denominato appunto “Bando Sport e Periferie”. Entro 30 giorni dalla pubblicazione di quest’ultimo dovranno pervenire alcitato Ufficio le richieste a mezzo di Posta elettronica certificata.

La procedura di selezione delle domande avverrà secondo alcuni criteri stabiliti:

  1. Localizzazione dell’intervento

La priorità andrà in questo senso ai Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti (9 punti), seguiti da quelli che presentano i livelli più bassi negli Indicatori di reddito Istat (6 punti) o con bassi livelli di scolarizzazione (6 punti) e da quelli che sono stati interessati da calamità naturali dal 2008 in poi (6 punti);

2. Stato di avanzamento della progettazione

Il punteggio più alto sarà assegnato alle richieste corredate da Progetto esecutivo (20 punti), a seguire le richieste con annesso Progetto definitivo (15 punti), mentre quello più basso andrà alle richieste che presenteranno soltanto un Progetto di fattibilità tecnica ed economica (10 punti);

3. Incidenza del contributo richiesto sull’importo complessivo dell’intervento

Il punteggio sarà assegnato, fino a un massimo di 19 punti, in misura proporzionale alla quota di cofinanziamento del contributo richiesto;

4. Polifunzionalità dell’impianto

Saranno assegnati 3 punti per ogni disciplina sportiva praticabile contemporaneamente all’interno dell’impianto, sino ad un massimo di 18 punti;

5. Natura giuridica dell’Ente titolare del diritto di proprietà dell’impianto

La priorità sarà data agli impianti di proprietà di una Amministrazione pubblica (10 punti). A seguire, troviamo quelli che fanno capo a Scuole di ogni ordine e grado, anche comunali (6 punti) e gli impianti di proprietà degli Enti no profit (6 punti).

Saranno ammesse a finanziamento le richieste di intervento che avranno raggiunto un punteggio minimo di 40 punti su 100. In caso di parità, saranno finanziate in maniera prioritaria le richieste di intervento localizzate in Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti.

L’erogazione del contributo avverrà in diverse tranche condizionate e proporzionali rispetto all’avanzamento dei lavori, certificati dal Direttore dei lavori.

Ai sensi dell’art. 4 del Dpcm. in commento saranno escluse:

  • le richieste già finanziate da altri fondi pubblici;
  • le richieste presentate da Enti che siano già stati beneficiari di finanziamenti a valere sul “Fondo” in commento;
  • le richieste che abbiano per oggetto impianti oggetto di controversie legali o che insistano su territori a loro volta al centro di contenziosi giudiziari;
  • le richieste non cofinanziate almeno per il 25%.

Trovano infine applicazione le cause di esclusione previste dall’art. 80 del “Codice dei Contratti pubblici”.


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