Fornitura e posa arredi funebri: illegittima l’attribuzione dell’attività in esclusiva ad un soggetto da parte del Comune

Fornitura e posa arredi funebri: illegittima l’attribuzione dell’attività in esclusiva ad un soggetto da parte del Comune

Nella Sentenza n. 11456 del 10 maggio 2017 della Corte di Cassazione, un Comune concede in esclusiva l’attività di fornitura e posa degli arredi funebri all’affidatario dei “Servizi cimiteriali”. La Suprema Corte precisa che l’attività di onoranze funebri e quella di fornitura e posa in opera di arredi votivi e funerari costituiscono attività commerciali e imprenditoriali che non rientrano nel novero delle attività riservate alla Pubblica Amministrazione.

Inoltre, i Giudici di legittimità rilevano che non esiste una previsione legislativa che possa legittimare l’attribuzione dell’attività in questione in esclusiva sia al Comune che all’affidatario dei servizi di gestione cimiteriale. Dunque, la Suprema Corte pone in evidenza il principio secondo cui, qualora le attività svolte da soggetti privati, pur se autoritative, deviino dallo scopo istituzionale per cui quelle pubbliche funzioni sono state conferite, viene meno il nesso funzionale con il carattere non economico dell’attività posta in essere, la quale rientra a pieno titolo nell’ambito dell’attività di impresa, con conseguente applicazione della disciplina a tutela della concorrenza di cui alla Legge n. 287/90. In conclusione, nel caso di specie è stata violata la regola della concorrenza, poiché trattasi di un’attività di cui l’Amministrazione non può disporre e che riguarda la realizzazione di interessi e transazioni di carattere privato.


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