Fotocopia avviso di ricevimento: non fornisce prova dell’avvenuta notifica degli atti in caso di disconoscimento di controparte

Fotocopia avviso di ricevimento: non fornisce prova dell’avvenuta notifica degli atti in caso di disconoscimento di controparte

Nella Sentenza n. 5077 del 28 febbraio 2017 della Corte di Cassazione,l’Agenzia delle Entrate aveva prodotto le copie fotostatiche degli avvisi di ricevimento relative agli avvisi (atti prodromici rispetto alla cartella di pagamento impugnata)che il contribuente aveva ritualmente e tempestivamente disconosciuto, eccependo al contempo la mancata notifica e la mancanza di qualsiasi prova dell’avvenuta notifica degli avvisi di accertamento. La copia fotostatica degli avvisi di ricevimento non fornirebbe la prova dell’avvenuta notifica degli atti in caso di disconoscimento e contestazioni di controparte, essendo nel caso di specie solo l’avviso di ricevimento l’unica prova dell’avvenuta notifica, ai sensi dell’art. 4, comma 3, della Legge n. 890/82, in combinato disposto con l’art. 2719 del Cc. La Suprema Corte osserva che l’art. 2719 del Cc. prevede che le copie fotografiche di scritture hanno la stessa efficacia delle autentiche, se la loro conformità con l’originale è attestata da pubblico ufficiale competente ovvero non è espressamente disconosciuta. La norma in esame si applica alle tecniche di fotoriproduzione di documenti scritti, come microfilm, fotocopie ed eliografie, che rappresentano graficamente l’originale.

Quindi, in tema di prova documentale l’onere stabilito dall’art. 2719 del Cc. di disconoscere espressamente la copia fotografica (o fotostatica) di una scrittura, implica necessariamente che il disconoscimento sia fatto in modo formale e specifico, con una dichiarazione che contenga una inequivoca negazione della genuinità della copia, con indicazione puntuale dei motivi.

Nella Sentenza in esame si legge che“l’art. 2719 del Cc. esige l’espresso disconoscimento della conformità con l’originale delle copie fotografiche o fotostatiche e si applica tanto al disconoscimento della conformità della copia al suo originale quanto al disconoscimento dell’autenticità di scrittura o di sottoscrizione, dovendosi ritenere, in assenza di espresse indicazioni, che in entrambi i casi la procedura sia soggetta alla disciplina di cui agli artt. 214 e 215 del Cpc.. Ne consegue che la copia fotostatica non autenticata si ha per riconosciuta, tanto nella sua conformità all’originale quanto nella scrittura e sottoscrizione, ove la parte comparsa non la disconosca in modo specifico e non equivoco alla prima udienza ovvero nella prima risposta successiva alla sua produzione, mentre il disconoscimento onera la parte della produzione dell’originale, fatta salva la facoltà del Giudice di accertare tale conformità anche aliunde”.Pertanto, l’Amministrazione deve produrre l’originale in caso di disconoscimento da parte del contribuente, altrimenti la notifica si ha come mai avvenuta e di conseguenza sarebbe anche illegittima la pretesa nella cartella.


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