Gare d’appalto: la rateazione delle Imposte e delle Tasse è esclusa dall’omesso pagamento ammissibile per poter partecipare?

di Federica Giglioli

                         

Il testo del quesito:

Nel caso di gara d’appalto per lavori, i concorrenti devono rilasciare una dichiarazione relativaal possesso dei requisiti di cui all’art. 38 del Dlgs. n. 163/06.Tra i requisiti richiesti al comma 1, lett. g), art. 38, del Decreto si prevede ‘che non sono state commesseviolazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle Imposte e Tsse,secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui è stabilita l’Impresa’. Ai sensi dell’art. 38, comma 2, stesso Decreto, si intendono gravi le violazioni che comportano un omesso pagamento di Imposte e Tasse per un importo superioreall’importo di cui all’art. 48-bis,comma 1, e 2-bis del Dpr. n. 602/73. Tale Dpr. prevede che l’ammontare dell’omesso pagamento è quantificabile in Euro 10.000. Il quesito è il seguente: la rateazione concessa delle Imposte e Tasse si ritiene esclusa dall’ammontare a cui fariferimento il Dpr. n. 602/73?

 

La risposta dei ns. esperti.

In merito a quanto richiesto, precisiamo che, relativamente ai requisiti fiscali di cui all’art. 38 del Dlgs. n. 163/06, sono state apportate significative modifiche ad opera del Dl. n. 70/11. In particolare, è stato stabilito che le violazioni rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle Imposte e Tasse devono essere gravi e definitivamente accertate, e specificato che, “ai fini del comma 1, lett. g), si intendono gravi le violazioni che comportano un omesso pagamento di Imposte e Tasse per un importo superiore all’importo di cui all’articolo 48-bis, commi 1 e 2-bis, del Dpcm n. 602/73”. Per quanto concerne l’altro elemento della fattispecie, vale a dire la definitività dell’accertamento della violazione tributaria, il Legislatore è di recente intervenuto attraverso l’art. 1, comma 5, del Dl. n. 16/12, convertito con Legge n. 44/12, che ha inserito, al comma 2 dell’art. 38 del Codice, in riferimento al comma 1, lett. g), il seguente periodo: “costituiscono violazioni definitivamente accertate quelle relative all’obbligo di pagamento di debiti per Imposte e Tasse certi, scaduti ed esigibili”.

In proposito l’Avcp, con propria Determinazione n. 1/12, ha chiarito – ribadendo le indicazioni fornite dalla stessa Autorità con precedente Determinazione n. 1/2010 e confermate dalla giurisprudenza (cfr. Consiglio di Stato, Sezione V, 18 novembre 2011, n. 6084) – che non si intendono scaduti ed esigibili i debiti per i quali sia stato concordato un piano di rateazione ed il contribuente sia in regola con i relativi pagamenti, a condizione che il concorrente provi di aver beneficiato di tale misura entro il termine di scadenza per la presentazione della domanda di partecipazione alla gara ovvero di presentazione dell’offerta.

Successivamente, l’Agenzia delle Entrate, con Comunicazione 17 settembre 2012 indirizzata ai propri Uffici territoriali, ha chiarito che “l’integrazione apportata da detto art. 1 (riferito alla rateizzazione dei debiti tributari), conferma che il contribuente ammesso a un piano di rateazione e in regola con i pagamenti non debba essere più considerato inadempiente e possa essere ammesso alle gare di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi”.

A tal fine, nell’ambito dell’attività relativa al rilascio delle certificazioni dei requisiti fiscali di cui all’art. 38 del Dlgs. n. 163/06, gli Uffici dell’Agenzia delle Entrate dovranno rilevare esclusivamente le violazioni gravi, di importo superiore al limite di Euro 10.000, che siano definitivamente accertate, e pertanto, devono essere relative all’obbligo di pagamento di debiti per Imposte e Tasse certi, scaduti ed esigibili, con esclusione di quelle che, pur rientrando in tale fattispecie, sono oggetto di rateizzazione ed i cui versamenti rateali sono regolari.

In conclusione, alla luce di quanto sopra esposto, la rateazione concessa e per la quale il contribuente sia in regola con i versamenti non concorre alla determinazione dell’ammontare di Euro 10.000.


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